mercoledì, 14 aprile 2021
Medinews
27 Giugno 2003

AIDS, APRE IN BOTSWANA IL PRIMO CENTRO PEDIATRICO

Finanziato dal progetto “Secure the Future” della Bristol-Myers Squibb

Roma, 27 giugno 2003 – Aperto in Botswana il primo centro pediatrico per la cura dei bambini sieropositivi e malati di Aids. La struttura, costruita all’interno dell’ospedale Pricess Marina a Goborone, è costata 10 milioni di dollari ed è stata finanziata dal programma “Secure the Future” della multinazionale farmaceutica Bristol-Myers Squibb, che prevede investimenti per 115 milioni di dollari in 5 anni, destinati a supportare progetti di aiuto a donne e bambini sieropositivi. Il centro si occuperà anche di formare medici infettivologi e di condurre ricerche cliniche.
Oltre al contributo di Bristol, che si aggiunge ai 65 milioni di dollari già impegnati dall’azienda, altre risorse per combattere la piaga dell’infezione da Hiv in Botswana sono state raccolte dall’International Pediatric AIDS Iniziative del Baylor College.
“Senza l’aiuto della Bristol-Myers Squibb – sostiene Mark Kline, direttore dell’International Pediatric AIDS Iniziative – non sarebbe però stato possibile costruire questo centro: il primo di cura pediatrica nel continente e, spero, il capostipite di una rete di altri centri, dove medici e scienziati possano lavorare insieme sviluppando le migliori procedure cliniche”.
“Il Botswana – spiega John L. McGoldrick, vice-presidente esecutivo della Bristol-Myers Squibb – è stato uno dei Paesi più colpiti dall’epidemia di Hiv, con un terzo della popolazione tra i 15 e i 49 anni affetto dal virus. Migliaia di bambini sono infetti e molti sono rimasti orfani. Per questo erano necessarie risposte immediate. Grazie ai progetti resi operativi dal nostro programma e all’impegno del governo del Botswana e del Baylor College, possiamo affermare con orgoglio di essere riusciti già oggi a sviluppare delle innovazioni nel trattamento dell’Aids pediatrico, nella formazione e nella ricerca”.
Per la prima volta, nel gennaio del 2002 i bambini hanno avuto accesso alle terapie antiretrovirali. E fornire un trattamento adeguato con questi medicinali sarà uno degli obiettivi primari del centro.
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