martedì, 25 gennaio 2022
Medinews
22 Dicembre 2021

VIRUS RESPIRATORIO SINCIZIALE: ANCHE IN PUGLIA REPARTI SOTTO PRESSIONE. ESISTE UNA PROFILASSI PER PROTEGGERE I PIÙ PICCOLI

La prof. Baldassarre: “Nel 2020 non abbiamo avuto nessun caso di bronchiolite ricoverato nel nostro reparto, ora invece, a partire dai primi di novembre, periodo che segna l’inizio della stagione epidemica, abbiamo accolto già 5 neonati. L’incremento è visibile”

Bari, 22 dicembre 2021 – Il virus respiratorio sinciziale riempie gli ospedali pugliesi, che registrano un aumento di piccoli pazienti ricoverati con bronchiolite. La fascia di età più interessata è quella dei primi due anni di vita, ma il quadro clinico è più grave per i neonati – soprattutto se prematuri – per i lattanti e per i bimbi cardiopatici.  “Rispetto allo scorso anno i ricoveri sono visibilmente aumentati – afferma Maria Elisabetta Baldassarre, professore associato di Pediatria presso il dipartimento di Scienze Biomediche e Oncologia Umana, Sezione di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale dell’Università di Bari –. Nel 2020 non abbiamo avuto nessun caso di bronchiolite ricoverato nel nostro reparto, ora invece, a partire dai primi di novembre, periodo che segna l’inizio della stagione epidemica, abbiamo accolto già 5 neonati. L’incremento è visibile. Le misure prese lo scorso anno per il contenimento del Covid hanno limitato la diffusione del virus. Ora, complici la ripresa della circolazione senza mascherina e l’abbassamento delle temperature, è arrivato all’improvviso e in anticipo.
“Nel nostro reparto si ricoverano solo neonati entro il primo mese di vita, quando hanno necessità di ossigenoterapia. Di solito vengono messi in incubatore, in una stanza in isolamento – sottolinea Baldassarre –, perché il rischio di contagio è alto. Il personale deve fare massima attenzione. La stagione epidemica termina a marzo: pensiamo che questa situazione proseguirà fino a quel momento.”
“Qualche consiglio per i genitori: se si ha che fare con bambini nella fascia d’età più a rischio occorre non portarli in ambienti affollati – conclude la professoressa –. I sintomi che devono mettere in allarme sono la difficoltà respiratoria, la tosse insistente e il rifiuto della poppata. In tutti questi casi è necessario attivarsi e contattare il pediatra.”
“Per alcune categorie di bambini considerati ad alto rischio (i nati entro la 35esima settimana di età gestazionale, con malattie polmonari o cardiache) esiste una profilassi con un anticorpo monoclonale, che viene effettuata con somministrazione mensile da novembre a marzo.” conclude Baldassarre.
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