martedì, 25 gennaio 2022
Medinews
23 Dicembre 2021

VIRUS RESPIRATORIO SINCIZIALE: ANCHE IN EMILIA ROMAGNA REPARTI SOTTO PRESSIONE ESISTE UNA PROFILASSI PER PROTEGGERE I PIÙ PICCOLI

Il prof. Berardi: “È importante controllare che i piccoli si alimentino e respirino normalmente e che non ci siano modifiche nel loro comportamento. Si deve consultare il pediatra se ci sono sintomi sospetti”
La prof. Ancora: “Sembra esserci una stabilizzazione del numero dei casi, ma non sappiamo ancora se sarà duratura”

Bologna, 23 dicembre 2021 – Difficoltà respiratorie e inappetenza sono i sintomi principali del virus respiratorio sinciziale, che colpisce principalmente i bambini sotto i due anni e in questi mesi – dopo un 2020 di stop causato dalle misure di contenimento adottate per il Covid – ha colpito molti piccoli anche in Emilia Romagna. È facilmente trasmissibile e può diventare pericoloso soprattutto per i nati prematuri o per i bimbi con altre patologie.

“La situazione è stata grave in tutta la Regione – spiega il prof. Alberto Berardi, Direttore e Professore Associato della Unità Operativa Complessa di Neonatologia del Policlinico di Modena –, ed anche a Modena, dove nasce il maggior numero di nati pre-termine della regione, tra le 26 e le 36 settimane. L’aumento dei casi di sinciziale rispetto agli anni precedenti il Covid è notevole: nel 2019 avevamo avuto un solo bambino con bronchiolite, non intubato. Quest’anno ne abbiamo ricoverati 18, tutti entro i primi due mesi di vita. Il virus si è presentato in modo così aggressivo non solo in Italia ma anche in altri Paesi. La famosa rivista scientifica The Lancet riporta che, in Nuova Zelanda, i medici hanno segnalato un forte aumento di bronchioliti legato probabilmente a un abbassamento delle politiche restrittive dell’infezione da Covid.”

“A Rimini abbiamo avuto un picco di infezioni a partire da novembre – dichiara la prof. Gina Ancora, Direttore della TIN di Neonatologia e del Dipartimento Salute Donna, Infanzia e Adolescenza dell’Ospedale Infermi di Rimini –. Abbiamo occupato tutti i posti letto a disposizione per le bronchioliti. Abbiamo dovuto aumentare le stanze a pressione negativa, adatte all’isolamento in caso di infezioni respiratorie perché non permettono all’aria interna di passare all’esterno, raddoppiando così le postazioni disponibili. Solo adesso iniziamo ad avere alcuni letti liberi: sembra esserci una stabilizzazione del numero dei casi, ma non sappiamo ancora se sarà duratura.”

“I bambini possono presentare sia sintomi lievi che i genitori non colgono subito, sia passare rapidamente alla fase dell’apnea – sottolinea Berardi –. È importante controllare che si alimentino e respirino normalmente e che non ci siano modifiche nel loro comportamento. Consultare il pediatra se ci sono sintomi sospetti. Andare in pronto soccorso solo su consiglio del pediatra o se la situazione dovesse peggiorare. Non sappiamo cosa aspettarci nelle prossime settimane e mesi, sebbene in questi ultimi giorni abbiamo notato una diminuzione dei ricoverati. Le possibilità sono due: o il virus, più aggressivo, ha colpito estesamente i piccoli più vulnerabili e ora è in fase di riduzione, oppure avremo nuovi contagi, quindi dobbiamo rimanere all’erta per poter gestire al meglio un’eventuale ripresa.”

“Nel caso il bambino abbia una sintomatologia lieve, che non richiede particolari terapie, il consiglio che possiamo dare ai genitori è di tenerlo idratato – commenta Ancora –. Può essere utile fargli fare degli aerosol per tenere umide le vie respiratorie ed effettuare dei lavaggi nasali”.

“La prevenzione passa sia dalle accortezze che abbiamo imparato con il Covid, sia dalla profilassi con anticorpi monoclonali – concludono i professori Berardi e Ancora –, indicata per alcuni piccoli nati pretermine di bassa età gestazionale e per i bambini cardiopatici o con displasia broncopolmonare.”
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