Medinews
11 Luglio 2013

VENTI ANNI DI UROLOGIA: MASSIMI ESPERTI ITALIANI A CONGRESSO FOCUS SU TUMORE DELLA PROSTATA E DISFUNZIONE ERETTILE

Montecatini Terme, 28 maggio 2013 – Il presidente della Società scientifica, prof. Graziotti: “Oggi disponiamo di strumentazioni sempre più sofisticate per migliorare la cura e le terapie, riducendo i disagi del paziente”. Il prof. Gallucci, vice presidente: “La terapia giusta è come un abito su misura, deve essere personalizzata”

Il cancro alla prostata colpisce ogni anno 36mila uomini. Una donna su quattro soffre di incontinenza urinaria. Malattie importanti, che si affiancano ad altri disturbi seri e diffusi come la disfunzione erettile e le neoplasie al testicolo. Sfide alle quali l’urologia moderna prova a dare risposte, grazie anche al lavoro in “rete” degli specialisti e a trattamenti sempre più efficaci. Temi che verranno affrontati e dibattuti a partire da domani, fino a venerdì, a Montecatini Terme (PT), durante il 20° Congresso dell’Associazione Urologi Italiani (AURO). L’appuntamento più importante dell’anno per questa branca della medicina in continua trasformazione, che richiama oltre 500 esperti dal tutto il Paese. “L’equilibrio difficile tra la necessità di curare per guarire, il rispetto della dignità del paziente e il controllo del dolore, è divenuta una caratteristica irrinunciabile dell’urologo moderno – afferma il prof. Pierpaolo Graziotti, Presidente AURO –. Lo stimolo maggiore per raggiungere questi obiettivi e soprattutto il vero controllo sulle terapie è esercitato dai pazienti, che hanno acquisito attraverso internet e le opinioni dei medici una maggiore consapevolezza dei trattamenti e delle possibile conseguenze o degli effetti collaterali”. La multidisciplinarietà e il gioco di squadra rappresentano una strategia vincente. “L’uomo non è un puzzle di organi – sottolinea il prof. Michele Gallucci, Vice Presidente AURO – e le malattie che colpiscono un apparato possono avere ripercussioni su tante altre componenti del nostro organismo e sulla psiche. Tutto questo impone la collaborazione tra molte figure mediche e professionali per prendersi cura del malato (e non solo curarlo), individuando, come un vestito sartoriale fatto su misura, la giusta terapia per quella persona”. Per trattare in modo ancora più efficace, ad esempio, il tumore della prostata, una delle patologie urologiche più diffuse, di cui si parlerà a lungo durante il Convegno. “È la neoplasia più frequente negli uomini in tutto il mondo – dichiara il prof. Paolo Puppo, Direttore Urologia Oncologica IST di Genova – e anche se spesso non è letale, la malattia e le sue cure hanno ripercussioni sulla salute delle ossa, sulla sessualità e sulla psiche del paziente e dei suoi familiari”.

Autore Davide Antonioli

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