lunedì, 30 novembre 2020
Medinews
4 Dicembre 2003

VACCINAZIONI: SICILIA ALL’AVANGUARDIA. PIANO ANTIVARICELLA PIÙ EFFICACE DI QUELLO DEGLI USA

La copertura, quasi totale per morbillo, rosolia e parotite, è già elevata. E’ gratuita anche per i dodicenni non immunizzati o che non hanno avuto la malattia

Palermo, 4 dicembre 2003 – Nel giro di qualche anno il virus della varicella potrebbe sparire quasi completamente dalla Sicilia: il piano di vaccinazione dei bambini al 15° mese di vita è iniziato a gennaio e, a seconda della provincia, il 30-50% dei nati nel 2001 ha già ricevuto l’immunizzazione, assieme alle vaccinazioni non obbligatorie ma fortemente raccomandate contro morbillo, rosolia e parotite. La copertura contro queste tre malattie, iniziata qualche anno fa, è già estesa a più dell’85% dei bambini. La Sicilia si pone così all’avanguardia non solo in Italia ma anche nel mondo per quanto riguarda la lotta alle patologie infettive ed esantematiche dell’infanzia: grazie a questo forte impegno, la regione è rimasta immune dall’epidemia di morbillo che questa primavera ha colpito in Italia, specie in Campania; e l’assessorato per la sanità, tramite i centri di vaccinazione delle Asl, ha deciso di offrire ai propri cittadini una protezione in più, la vaccinazione contro la varicella, che viene effettuata con un programma più efficace rispetto a quello che da 8 anni si sta svolgendo negli Stati Uniti: il vaccino anti-varicella è disponibile gratuitamente da gennaio non solo per i bambini piccoli, ma anche per i dodicenni che non hanno avuto ancora la varicella o non sono stati mai vaccinati. “Accoppiando ai 3 vaccini già utilizzati quello antivaricella, assolutamente sicuro e ampiamente utilizzato su quasi 40 milioni di bambini negli Stati Uniti dove ha ridotto del 90% la frequenza della malattia – afferma il prof. Giuseppe Giammanco del Dipartimento di Igiene e Sanità pubblica dell’Università di Catania – prevediamo di raggiungere la soglia dell’85% entro alcuni anni anche per la varicella e riuscire così a prevenire tutte e quattro le malattie più frequenti e impegnative dell’infanzia”.

La varicella è una malattia molto frequente e di forte impatto sociale: colpisce quasi il 90% dei bambini entro i primi dieci anni di vita, causa sofferenze ai bambini stessi e preoccupazioni ai genitori, può dar luogo a complicanze, come l’encefalite, la meningite, la superinfezione batterica delle vescicole, ecc.; in alcuni casi, per quanto rari, può condurre a morte. Spesso il virus della varicella resta latente nell’organismo anche dopo la guarigione ma può risvegliarsi e causare l’herpes zoster o “fuoco di S. Antonio”. E quando colpisce un adulto il suo decorso è più grave e le complicanze, specialmente l’encefalite e la meningite, sono molto più frequenti. Se a ciò si aggiunge che la varicella comporta un’elevata spesa sanitaria e un rilevante costo sociale, si comprende come sia importante la sua prevenzione.
“La vaccinazione di massa dei nuovi nati e quella selettiva dei dodicenni – spiega il prof. Giammanco – offre i migliori risultati, giacché crea una barriera contro la diffusione del virus grazie alla quale sono protetti non solo i vaccinati ma anche gli adulti non immuni”. E’ per questo motivo che, con il piano iniziato quest’anno, la regione Sicilia punta a raggiungere rapidamente un’elevata percentuale di vaccinati contro la varicella. Ed è per ciò che il prof. Giammanco lancia in conclusione un messaggio: “è opportuno che d’ora in avanti tutti i bambini vengano vaccinati contro la varicella anche nelle altre regioni. È essenziale, però, che la vaccinazione non venga lasciata all’iniziativa di singoli medici ma venga effettuata secondo programmi regionali basati sulle esperienze già acquisite anche nella prevenzione delle altre malattie esantematiche. In particolare, è necessario che si raggiungano rapidamente elevate coperture vaccinali tra i bambini nel secondo anno di vita e tra i dodicenni che non hanno ancora avuto l’infezione. Ciò servirà a proteggere i bambini stessi dalla malattia e dalle sue complicanze e allo stesso tempo eviterà lo spostamento dell’infezione nelle età più avanzate”.
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