sabato, 28 novembre 2020
Medinews
17 Febbraio 2003

TUMORI: TERAPIE A RISCHIO SE NON SI CURA L’ANEMIA

Roma, 15 febbraio 2003 – “La chemioterapia nelle persone colpite da tumore è più efficace ed è meglio tollerata se viene prima corretta la condizione di anemia”. Lo afferma il prof. Silvio Monfardini, presidente della società internazionale di oncologia geriatrica, a margine del secondo corso dell’Eso (European School of Oncology) che si conclude oggi a Roma e che vede i massimi esperti europei riuniti per verificare tutte le possibilità per migliorare la qualità di vita del malto di tumore. Com’è stato spiegato al congresso, la carenza di globuli rossi accompagna infatti oltre la metà dei malati di cancro (circa il 60%) ma non sempre viene valutata e corretta con le trasfusioni o con medicine efficaci. Dato che il 60% dei malati di cancro è ultrasessantancinquenne, secondo il prof. Monfardini una particolare attenzione va rivolta alla cura dell’anemia che provoca stanchezza e astenia e che perciò riduce drasticamente sia la capacità di reazione alla malattia che la possibilità di mantenere una vita il più attiva possibile.

E proprio il trattamento dell’anziano ha subito una vera e propria ‘rivoluzione copernicana’ e “oggi – afferma Monfardini – trattiamo pazienti ultranovantenni con un certo successo”. Per questo il prossimo appuntamento per gli esperti è fissato per il 21 e 22 novembre a Roma al congresso dell’oncologia in età geriatrica. Si parlerà dei risultati di farmaci antitumorali che sembrano, alla luce delle nostre più recenti acquisizioni, più tollerati e quindi più indicati nei pazienti anziani”. Il congresso servirà per individuare quali molecole risultano meglio tollerate e meno tossiche soprattutto a livello cardiaco: “il nostro impegno futuro – spiega ancora Monfardini – sarà quello di mettere a punto la terapia più indicata e ‘su misura’ per l’anziano, rispettando la sua condizione, le malattie correlate e le politerapie a cui spesso è sottoposto. Si verificherà se i pazienti anziani possono essere trattati secondo i più moderni approcci offerti oggi dalla chemioterapia”. Per la prima volta saranno anche presi in considerazione gli aspetti etici e legali legati alle modalità di richiesta del ‘consenso informato’ con le modalità tecniche più opportune. “Talvolta – sottolinea l’oncologo – si dimenticano vari aspetti solo apparentemente marginali come verificare se l’anziano ha un udito sufficiente a percepire esattamente quello che gli viene comunicato oppure utilizzare moduli con una grafica idonea e caratteri più grandi sul documento con cui concorda l’inizio della chemioterapia”. Piccoli accorgimenti che gli esperti ritengono oggi indispensabili per la migliore riuscita delle cure. Tenendo conto del fatto che oltre il 60% dei tumori si verifica negli ultrasessantenni, il 45% in persone oltre i 70 anni e che il dato è destinato ad aumentare nei prossimi anni.
TORNA INDIETRO