lunedì, 5 giugno 2023
Medinews
25 Settembre 2008

TUMORI: TERAPIA MIRATA AL COLON PER DUE TERZI DEI PAZIENTI

La recente individuazione del gene mutato ‘Kras’ permette di scegliere solo chi risponde evitando cure e effetti collaterali inutili

Bergamo, 25 settembre 2008 – Le persone colpite da tumore del colon in stadio avanzato possono beneficiare della terapia più nuova e mirata, in grado di elevare la sopravvivenza e aumentare le possibilità di asportazione chirurgica, se non sono portatrici della mutazione del gene Kras. Tale mutazione si trova nel 30-40% dei pazienti. La notizia arriva dal convegno “La terapia mirata nei tumori solidi oggi” agli ospedali Riuniti di Bergamo. “Finalmente abbiamo il mezzo per poter mirare i trattamenti – spiega Roberto Labianca, coordinatore del convegno e direttore dell’oncologia medica di Bergamo – escludendo dalla terapia ‘targetizzata’ a base di cetuximab chi non risponde, risparmiandone l’utilizzo inutile e improprio in un terzo dei casi e ottenendo maggiori risposte e maggiore sopravvivenza senza progressione di malattia nella fase metastatica, così come emerso anche nel congresso degli oncologi europei (Esmo) che si è appena concluso; ciò può anche permetterci di sottoporre più pazienti all’intervento chirurgico delle metastasi. Inoltre abbiamo ulteriori dati per usare questo farmaco mirato anche in prima linea cioè in pazienti mai trattati in precedenza. In definitiva andando a mirare meglio la terapia, possiamo realmente migliorare le prospettive per i pazienti”.

Uno dei maggiori e più recenti progressi nella cura dei tumori è l’utilizzo dei farmaci ‘target oriented’, non solo nel tumore del colon ma anche in altri tipi di carcinoma. Il convegno di Bergamo si focalizza oltre che sul colon, anche sul polmone: lo stesso gene Kras è allo studio in questi tumori dove però, spiega ancora il prof. Labianca, “non c’è ancora la certezza che si debba escludere dalla terapia i pazienti che hanno la mutazione. Nel tumore del pomone il cetuximab è utilizzato in combinazione con la chemioterapia e ci permette di aumentare in modo importante anche se non estremamente lungo, la sopravvivenza dei pazienti”. Il ruolo del gene Kras non sembra invece di rilievo in neoplasie molto difficili da trattare – la terza tipologia di carcinoma di cui si parla al convegno di Bergamo – come quelle a testa e collo o ‘otorino’ cioè che colpiscono lingua, palato, laringe, faringe, spesso in forti fumatori o forti bevitori quindi malati con difficoltà anche di ordine socio-psciologico. “Per i tumori ‘otorino’ il bagaglio terapeutico è veramente ridotto all’osso – conclude Labianca – sappiamo che il cetuximab aumenta l’efficacia della radioterapia, che può essere usato con successo in pazienti che siano sfuggiti a una chemioterapia precedente e, ancora più recente, l’acquisizione del fatto che possiamo combinare la target therapy con la chemioterapia per ottenere risultati maggiori. In questo tipo di tumore, con le poche disponibilità di trattamento attuali, si tratta di un grande passo avanti”. Infine il convegno di Bergamo ospita anche una sezione dedicata alla gestione del farmaco dal punto di vista degli effetti collaterali (il principale del cetuximab è a livello della cute) e quindi una tavola rotonda con oncologi, rappresentanti degli infermieri e dermatologi che stanno sviluppando trattamenti specifici.
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