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8 Luglio 2013

TUMORI, SONO IN LOMBARDIA GLI OSPEDALI PIÙ “UMANIZZATI”. “ECCO COME RIDURRE DEL 50% I CASI DI ANSIA E DEPRESSIONE”

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Milano, 6 ottobre 2011 – Introdotti con successo strumenti di sostegno psico-sociale: è una delle prime esperienze al mondo. 22 strutture certificate si trovano nella Regione, che ha finanziato l’iniziativa col Ministero della Salute

Sono 25 gli ospedali oncologici italiani che hanno acquisito gli strumenti per rendere “più umano” il processo di cura. Riducendo nei pazienti il disagio psichico grave del 50% (in media una persona su tre colpita da tumore soffre di ansia e depressione) e migliorando l’adesione alle terapie. Grazie al progetto HUCARE (HUmanization of CAncer caRE), unico in Italia e fra i primi al mondo, che, in quattro anni, ha coinvolto 29 strutture e oltre 700 professionisti, con l’obiettivo di migliorare le condizioni dei pazienti con cancro grazie a una serie di interventi mirati di supporto psicologico e sociale. E la Lombardia è la Regione più virtuosa, con ben 22 centri certificati. I risultati finali dell’iniziativa, avviata nel 2008 e terminata nel settembre di quest’anno, vengono presentati oggi al Circolo della Stampa di Milano nel corso del convegno nazionale “Rendere più umana l’assistenza oncologica: il progetto HUCARE risultati e prospettive”. “Centocinquantasei medici (su 190) e 401 infermieri (su 479) – spiega il prof. Rodolfo Passalacqua, responsabile scientifico di HUCARE e primario di Oncologia a Cremona – hanno seguito un corso di alta formazione per migliorare le competenze comunicative. Siamo riusciti a ridurre significativamente il disagio psichico grave grazie a un percorso strutturato che permette di individuarlo tempestivamente. Cambia completamente il modo in cui i pazienti vengono accolti in reparto. In ogni struttura è presente uno psicologo a cui vengono indirizzati i malati colpiti da ansia e depressione, diagnosticate con uno screening specifico. Ad ogni paziente è assegnato un infermiere di riferimento che lo assiste nelle varie fasi della terapia fornendogli informazioni dettagliate. Ed è istituito il Punto di Informazione e Supporto (PIS), gestito da personale infermieristico appositamente formato, dotato di una biblioteca per pazienti con materiale informativo specifico in diversi formati (cartaceo, video, ecc.), con accesso a internet e a banche dati”. HUCARE è stato reso possibile grazie a finanziamenti pubblici, pari a mezzo milione di euro, del Ministero della Salute e della Regione Lombardia. Tra i promotori anche due associazioni di volontariato (MEDeA onlus e Fondazione Calabresi) e l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), che ha organizzato il convegno di oggi. “Ogni anno in Italia circa 300mila persone sono colpite da tumore – afferma il prof. Carmelo Iacono, presidente AIOM -. Un corretto approccio terapeutico esige un’attenzione particolare al tema dell’umanizzazione. HUCARE è un modello che potrà essere esportato anche in altri Paesi, si tratta di un’esperienza di assoluto livello. È infatti allo studio la possibilità di realizzare un progetto europeo basato sullo schema di HUCARE per promuovere il percorso dell’umanizzazione in corsia coinvolgendo diverse nazioni. L’AIOM è impegnata nella stesura delle prime Linee Guida per l’assistenza psico-sociale dei malati di cancro, con la collaborazione di autorevoli esperti internazionali”.
La portata innovativa di HUCARE è evidente: altri 30 centri hanno chiesto di poter partecipare a una fase successiva. “La Lombardia – continua il prof. Passalacqua – ha già istituito un corso obbligatorio sui temi del progetto per il personale di tutte le Aziende Sanitarie della Regione che sarà avviato in questo mese. Il nostro studio ha fornito metodologia e risultati utili a Ospedali, Enti di governo della sanità (Regioni, Ministero) e Associazioni scientifiche, per trasferire nella pratica interventi per il miglioramento dello stato psico-sociale dei malati”. Sono 5 gli obiettivi prefissati, a ciascuno dei quali corrisponde l’attribuzione di un bollino blu: corsi di formazione alla comunicazione per tutto il personale (medici e infermieri) ; applicazione sistematica di un percorso informativo e di supporto per i tutti i nuovi pazienti; utilizzo di una lista di “domande-chiave” che i malati possono rivolgere all’oncologo perché dispongano delle informazioni necessarie sulla neoplasia e sulle migliori terapie disponibili; un “infermiere di riferimento” dedicato ad ogni nuovo paziente che inizia un trattamento; rilevazione dello stato di ansia e depressione per tutti i malati grazie a un questionario validato ed eventuale consulenza psicologica (se indicata).
Le strutture che hanno realizzato almeno 3 di questi obiettivi possono fregiarsi di un riconoscimento formale che attesta l’elevato standard nell’introduzione delle cure psicosociali. Infatti al termine del convegno Maurizio Bersani, Dirigente della Sanità lombarda e coordinatore della Commissione Oncologica, consegnerà ai centri un attestato che certifica il raggiungimento degli obiettivi previsti dal progetto. Tra i relatori due ricercatori internazionali, la dott.ssa Luzia Travado, psiconcologa di Lisbona e membro dell’International Psycho-Oncology Society e dell’executive board dell’EPACC (European Partnership for Action Against Cancer), e il prof. Jurgen Barth, psicologo dell’Università di Berna e fra i maggiori esperti nel campo della comunicazione medico-paziente. Interverrà anche la dott.ssa Francesca Moccia, coordinatrice Nazionale del Tribunale per i Diritti del Malato/Cittadinanzattiva, a sottolineare la centralità del ruolo del paziente in questo processo. Il Convegno è reso possibile grazie al sostegno di Novartis.

Autore Davide Antonioli

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