lunedì, 25 ottobre 2021
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4 Aprile 2014

TUMORI NEUROENDOCRINI, OGNI ANNO IN ITALIA 2.700 NUOVI CASI LE NUOVE TERAPIE MOLECOLARI RADDOPPIANO LA SOPRAVVIVENZA

Brescia, 3 aprile 2014 – Il prof. Alfredo Berruti, Università di Brescia: “L’incidenza è in continua crescita, non si tratta più di ‘malattie rare’. Il nostro convegno ‘Post ENETS’ certifica gli Spedali Civili come punto di riferimento nazionale per il trattamento di queste patologie”

Ogni anno vengono diagnosticati in Italia 2.700 tumori neuroendocrini, malattie classificate finora come rare ma in continua crescita. Originano da particolari cellule presenti in tutto il corpo e possono colpire organi molto diversi e lontani tra loro: pancreas, polmoni, tiroide, intestino, ecc. Sono neoplasie difficili da diagnosticare in fase precoce ma, grazie ai continui progressi della ricerca, è possibile oggi intervenire in anticipo e in modo mirato. Sono infatti disponibili nuove terapie a bersaglio molecolare, che puntano direttamente il cancro e raddoppiano la sopravvivenza. La rivoluzione nelle modalità di cura è uno dei punti principali del convegno nazionale “Post ENETS: diagnosi e trattamento dei tumori neuroendocrini”, in corso domani all’Università degli Studi di Brescia. “Siamo uno dei centri di riferimento in Italia per questi tipi di neoplasie, con 40 casi trattati ogni anno – spiega Alfredo Berruti, professore associato di Oncologia Medica dell’ateneo bresciano –. Il nostro appuntamento riunisce i migliori specialisti internazionali per discutere di tutti gli aspetti riguardanti i tumori neuroendocrini, dopo il Congresso mondiale di Barcellona dell’ENETS, la maggiore società scientifica internazionale che si occupa di queste neoplasie. Parliamo della possibilità di diagnosi precoce, di nuovi target molecolari, del ruolo della chirurgia, dei trial in corso, con una lettura magistrale del prof. Kjell Oberg dell’Uppsala University”. Queste patologie restano purtroppo asintomatiche per lungo tempo, con ritardi diagnostici importanti. In certi casi, invece, esistono campanelli d’allarme evidenti, collegabili però anche ad altre malattie non oncologiche. “Dipende da quale organo viene colpito e dal tipo di sostanze che il cancro a volte produce, come insulina o adrenalina – aggiunge il dott. Vittorio Ferrari, dell’Oncologia Medica degli Spedali Civili di Brescia –. Tra i sintomi comuni riscontriamo: ipertensione, vomito, iper o ipoglicemia, perdita di appetito. Quando la malattia interessa il fegato, può presentarsi la cosiddetta ‘sindrome da carcinoide’, caratterizzata da diarrea, arrossamenti cutanei e sindrome cardiorespiratoria. Non sono ancora stati identificati fattori di rischio certi, anche se la probabilità cresce con l’età e i maschi sembrano essere più colpiti. Alcuni studi suggeriscono un pericolo nell’eccessiva esposizione al sole per alcune tipologie di NETs, ma abbiamo bisogno di ulteriori conferme”.
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