giovedì, 30 giugno 2022
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22 Aprile 2016

TUMORI: IN VENETO IL 60% DEI PAZIENTI SCONFIGGE LA MALATTIA “DECISIVI I PASSI AVANTI DELLA RICERCA, NON È PIÙ IL MALE INCURABILE”

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Negrar (Verona), 22 aprile 2016 – La dott.ssa Stefania Gori, presidente eletto della società scientifica: “Nuove armi allungano la sopravvivenza e garantiscono una migliore qualità di vita”. Il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin: “È essenziale poter garantire a tutti cure sempre più innovative”

In Veneto il 62% delle donne e il 56% degli uomini colpiti da tumore sconfiggono la malattia. Ogni anno nella Regione vengono individuati circa 31.500 nuovi casi e 280.871 persone convivono con la diagnosi, spesso con una buona qualità di vita grazie ad armi sempre più efficaci, come l’immuno-terapia che consente di migliorare la sopravvivenza. “Oggi non si può più parlare di male incurabile – spiega la dott.ssa Stefania Gori, presidente eletto AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e Direttore dell’Oncologia all’Ospedale Sacro Cuore-Don Calabria di Negrar (Verona) -. Il 4,9% degli italiani, più di 3 milioni di cittadini, vive con una diagnosi di tumore. E circa 1 milione e 900mila persone possono affermare di avere sconfitto la malattia: addirittura possiamo oggi parlare di oltre 700.000 pazienti guariti. Si tratta di un vero e proprio esercito di cittadini che rivendicano diritti che spaziano dal ritorno al lavoro, all’accesso ai mutui bancari al desiderio di diventare genitori. Il cancro sta diventando sempre più una malattia cronica con cui è possibile convivere a lungo o guarire: circa il 60% dei pazienti infatti ha ricevuto la diagnosi da oltre cinque anni”. L’AIOM ha raccolto le testimonianze di 16 pazienti colpiti da tumore nel volume “Si può vincere”, presentato oggi a Negrar, la quarta di un tour nazionale di 10 tappe con il coinvolgimento dei cittadini, delle Istituzioni e delle associazioni dei pazienti. “Nel libro – continua la dott.ssa Gori – è raccontata l’esperienza di nove uomini e sette donne che hanno combattuto la lotta contro il cancro. Oggi queste persone convivono con la malattia con una buona qualità di vita e, in alcuni casi, possono affermare di averla definitivamente sconfitta. Il melanoma ha rappresentato il candidato ideale per l’applicazione del nuovo approccio rappresentato dall’immuno-terapia, che oggi si sta estendendo con successo anche a tumori più frequenti come quelli del polmone e del rene, che ogni anno in Veneto fanno registrare circa 3.000 e 1.170 nuove diagnosi”. Il tour di presentazione del volume si inserisce in un’ampia campagna informativa dell’AIOM sull’immuno-terapia, realizzata grazie al sostegno di Bristol-Myers Squibb. Il libro si divide in due parti, nella prima è analizzata l’evoluzione della cura dei tumori negli ultimi decenni, rispondendo a domande su come sono cambiati i trattamenti, con approfondimenti su chirurgia, chemioterapia, terapie biologiche e radioterapia. È poi descritta la nuova era nel trattamento delle neoplasie rappresentata dall’immuno-terapia. “Il sistema immunitario può essere stimolato dall’esterno a reagire con maggior forza contro malattie gravi, come i tumori – sottolinea il dott. Fabrizio Nicolis, presidente Fondazione AIOM e Direttore sanitario del ‘Sacro Cuore-Don Calabria’ -. L’immuno-terapia rappresenta un nuovo approccio che si affianca alle altre armi impiegate finora nella lotta contro il cancro: chirurgia, chemioterapia, radioterapia e terapie a bersaglio molecolare. Queste ultime, dette anche terapie mirate perché dirette alle alterazioni genomiche ‘chiave’, hanno permesso di raggiungere progressi importanti in alcuni tumori, ma non possono essere considerate l’arma finale. Nell’immuno-terapia è stata decisiva la scoperta dei cosiddetti inibitori di ‘checkpoint’ immunitario, molecole coinvolte nei meccanismi che permettono al tumore di evadere il controllo del sistema immunitario. Queste molecole costituiscono il bersaglio di anticorpi monoclonali che, inibendo i ‘checkpoint’, riattivano la risposta immunitaria contro il cancro”.
“La lotta ai tumori – spiega il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, nella prefazione del volume – costituisce una delle priorità del Servizio Sanitario Nazionale per l’elevata incidenza della malattia e per il suo pesante impatto sociale ed economico. Oggi possiamo affermare che il concetto di cancro come ‘male incurabile’ appartiene al passato. Grazie al progresso della scienza, i tumori stanno diventando sempre più una malattia cronica. I dati, le cifre e le scoperte ci dicono che la lotta contro questa patologia, in parte già sconfitta, può segnare quotidianamente punti a favore di chi la combatte. Questo volume raccoglie le preziose testimonianze dei pazienti trattati con una nuova arma, l’immunoterapia. Le loro parole ci trasmettono coraggio, forza e, soprattutto, speranza. È essenziale poter garantire a tutti i pazienti le cure sempre più innovative che la ricerca mette a disposizione. Aspirare a elevati standard di prevenzione e di trattamento non risponde soltanto a ambizioni di progresso tecnologico e scientifico ma anche di civiltà e di democrazia. Affrontare il tema della salute significa confrontarsi con le aspettative e le attese di milioni di malati, immedesimarsi con i loro disagi quotidiani e difendere la loro qualità di vita”. “Si può vincere” (ed. Guerini, pp.170, a cura di Mauro Boldrini, Sabrina Smerrieri, Paolo Cabra) è nelle librerie al prezzo di 14,50 euro e i proventi delle vendite sono destinati alla Fondazione AIOM. “Dobbiamo potenziare i nostri sforzi e la capacità di coordinare e sostenere l’attività di prevenzione e di assistenza – continua il Ministro Lorenzin nella prefazione -. È necessario innanzitutto agire per contenere l’impatto dei tumori con interventi di prevenzione primaria e secondaria. È poi indispensabile collegare in rete i diversi sistemi assistenziali, garantendo un’offerta adeguata sul territorio e realizzando la presa in carico globale della persona nei suoi bisogni sanitari, sociali e relazionali”. “Dal 2014 è attiva la Rete Oncologica Veneta (ROV) – continua Luca Coletto, Assessore alla Sanità della Regione Veneto -. La ROV permette a tutte le Oncologie del Veneto di lavorare insieme in un unico team che assicura a tutte le persone colpite da tumore la stessa qualità di prestazioni, diagnosi e cura. Inoltre, in caso di necessità, il paziente viene indirizzato al centro più adatto in base alla specifica neoplasia. Un aspetto molto importante è il problema della presa in carico del paziente. La patologia tumorale richiede l’intervento di diversi specialisti: dal chirurgo, all’oncologo medico, al cardiologo fino al radioterapista. Nella ROV da un lato è assicurato l’approccio multidisciplinare, dall’altro viene individuato un medico responsabile di riferimento al quale il paziente può affidarsi. Un sistema di rete offre quindi la possibilità di integrare tutte le professionalità, gli strumenti e le competenze coinvolti nella gestione del problema oncologico, di condurre il paziente attraverso le diverse fasi di malattia senza soluzione di continuità e, soprattutto, di assicurare un’omogeneità territoriale delle cure e la diffusione capillare di elevati standard di qualità. La ricaduta in termini di efficacia ed efficienza è immediata”. “I progressi nella lotta ai tumori potranno aumentare in futuro – conclude il dott. Mario Piccinini, Amministratore delegato del ‘Sacro Cuore-Don Calabria’ di Negrar -. Servono impegno costante da parte dei clinici e delle Istituzioni e strumenti: una modernizzazione continua all’interno delle strutture ospedaliere, dove devono essere presenti tecnologie all’avanguardia, servizi diagnostici efficienti, laboratori di biologia molecolare, personale adeguatamente formato, in una prospettiva di organizzazione e collegamento con le altre strutture oncologiche regionali e nazionali. Indispensabili anche l’attività di ricerca clinica e l’aggiornamento scientifico grazie a convegni che vedono la partecipazione di esperti riconosciuti a livello nazionale e internazionale”.

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