giovedì, 26 novembre 2020
Medinews
23 Maggio 2008

TUMORI, IN VENETO 130.000 HANNO VINTO LA MALATTIA. L’OBIETTIVO È TORNARE A “UNA VITA COME PRIMA”

Il prof. Venturini “Vogliamo una medicina sempre più centrata sui bisogni della persona. Fondamentale la comunicazione e l’attenzione all’aspetto psicologico”

Verona, 23 maggio 2008 – Sopravvivere al tumore e affrontare il futuro forti di una nuova consapevolezza: per fortuna questa è oggi la realtà per un milione e seicentomila persone nel nostro Paese che sono riuscite a superare la malattia, circa 130.000 solo in Veneto. Proprio sui bisogni di chi si trova ad affrontare il cancro è centrato il Convegno “Per una vita come prima” che si svolgerà domani all’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar. “Fino a qualche decennio fa non sarebbe stato possibile organizzare una giornata come questa –afferma Marco Venturini, a capo dell’Oncologia di Negar e coordinatore scientifico dell’evento -. Non solo perché il cancro era davvero un male incurabile ma anche perché era nettamente diverso l’approccio al malato. L’obiettivo di questo nostro convegno è focalizzato soprattutto su questo secondo aspetto: anche grazie alle testimonianze di chi ce l’ha fatta cercheremo di analizzare le caratteristiche di una medicina sempre più centrata sulla persona, sui suoi bisogni, sull’importanza dell’aspetto psicologico e della comunicazione in oncologia”. Fra i relatori, ci sono alcuni fra i più autorevoli esperti del nostro Paese, come il dr. Gianni Bonadonna, padre dell’oncologia medica mondiale, medici colpiti dalla malattia e che riporteranno la loro esperienza “dall’altra parte”, ed ex-pazienti, come Fabrizio Macchi, attualmente campione di ciclismo pluripremiato, medaglia di bronzo alle scorse olimpiadi di Atene. Un appuntamento che vuole coinvolgere tutti gli operatori che si confrontano con il malato di tumore: oncologi, esperti di cure palliative, psicologi ma anche medici di famiglia, una figura che diventa sempre più punto di riferimento per il paziente.

Il centro di oncologia medica di Negrar è particolarmente sensibile all’aspetto umano della relazione con il malato, che qui può trovare un’assistenza completa, dalla prevenzione al follow up dopo le terapie. “In particolare abbiamo recentemente inaugurato l’unità di senologia – spiega il prof. Venturini – un unico nucleo di cura in cui i vari specialisti (radiologo, chirurgo, patologo, oncologo, radioterapista, fisiatra, psicologo, ecc.) lavorano in équipe per assicurare la migliore assistenza a chi si trova ad affrontare un tumore del seno. Il vantaggio è che le donne malate non devono più rivolgersi a vari specialisti o strutture ma, rivolgendosi all’Unità di Senologia, vengono immediatamente inserite in un percorso integrato che prevede tutte le apparecchiature necessarie e la migliore assistenza”. Il tumore del seno è senza dubbio una delle neoplasie in cui sono più evidenti i successi della ricerca, ma fortunatamente la medicina ha compiuto enormi progressi sul fronte della lotta ai tumori e i pazienti che sopravvivono e tornano ad una vita “normale” sono in costante aumento. “In questo contesto il nostro ruolo assume un rilievo sempre crescente – commenta il dr. Ovidio Brignoli, vicepresidente della Società Italiana di Medicina Generale e relatore al convegno – . Siamo noi infatti a dover “vigilare” sulla corretta prevenzione della patologia, con un’attenzione agli stili di vita e agli esami di screening, ma anche a seguire direttamente la delicata fase del ritorno a casa, della terapia domiciliare, dei rapporti con la famiglia, che spesso conosciamo da vicino. Per questo siamo convinti che sia sempre più necessario un continuo confronto fra oncologi e medici di famiglia: a questo proposito come società scientifica stiamo lavorando insieme ad AIOM – l’Associazione Italiana di Oncologia Medica di cui il prof. Venturini è segretario – a progetti che ci vedano impegnati nella definizione di strumenti di lavoro comune, come ad esempio una cartella clinica condivisa. Il tutto nella consapevolezza dell’importanza delle comunicazione fra l’équipe medica per garantire l’eccellenza delle cure”.
Il convegno di domani conclude il ciclo di conferenze “Per una vita come prima” che celebra quest’anno la seconda edizione. Per maggiori informazioni www.perunavitacomeprima.org
TORNA INDIETRO