Annuncio del prof. Leonardo Santi nel corso di un convegno a Bruxelles
Bruxelles, 30 settembre 2004 – “Entro il 2010 entreranno sul mercato più di sessanta nuovi anticorpi monoclonali per la cura del cancro e più di 1.100 proteine base, comprese quelle espresse in piante, importanti per produrre farmaci biotecnologici”. Ad annuncialo a Bruxelles, nel corso di un convegno dal titolo “Sfide future delle ricerche sulle Scienze della Vita”, è stato il prof. Leonardo Santi, presidente del Comitato Nazionale per le Biosicurezza e le Biotecnologie. Unico italiano tra i relatori dell’incontro, indetto dalla Commissione Europa, il prof. Santi ha illustrato lo scenario attuale delle ricerche sul cancro e gli obiettivi scientifici resi possibili dal progresso degli studi biologici.“La biologia molecolare – spiega Santi – ha consentito di comprendere meglio i meccanismi che determinano la trasformazione di una cellula normale in tumorale. Queste conoscenze hanno pertanto offerto nuove possibilità di intervento anche per quanto riguarda le indagini epidemiologiche. Sino a poco tempo fa gli studi epidemiologici registravano infatti una maggiore incidenza di neoplasie in particolari situazioni e con un’indagine a ritroso si cercava di comprendere quali cause avessero potuto determinare questo aumento. Si individuavano pertanto le cause ma dopo che il danno era avvenuto. Con la biologia molecolare si possono oggi identificare possibili alterazioni in grado di determinare l’insorgenza di un cancro prima che il danno sia diventato irreversibile”.
Negli ultimi 5 anni abbiamo assistito a un importante sviluppo degli anticorpi monoclonali terapeutici (Abs), con 9 Abs approvati per uso clinico durante questo periodo e più di 70 in Fase II.
“La terapia degli anticorpi monoclonali – aggiunge Santi – si è rivelata decisiva per diverse neoplasie: tumore alla mammella, linfoma non-Hodgkin e leucemia linfocitica cronica”. Santi si è mostrato ottimista, infine, anche per quanto riguarda il trasferimento in clinica di alcune sperimentazioni biologiche in corso. “Per esempio le ricerche sulla telomerasi, enzima presente nella parte estrema dei cromosomi e la cui diminuzione riduce il tempo vitale delle cellule. Nei tumori vi è un aumento di questo enzima: l’obiettivo è quindi di ridurne la presenza nelle cellule tumorali provocandone la morte programmata. Oggi il tema centrale è comunque la farmacogenomica: realizzare una cura personalizzata che tenga conto del profilo genetico del malato e delle caratteristiche genetiche di quella neoplasia. La ricerca contro il cancro – conclude Santi – ha quindi molte strade da percorrere, che devono confluire nell’obiettivo di ridurre drasticamente i casi di cancro, di contrastarne l’evoluzione clinica e, se possibile, arrivare a una completa guarigione. Tra queste strade è però necessario dare giusta importanza agli aspetti sociali, sia perché il cancro è la somma a un tempo di alterazioni geniche e ambientali, sia perché, dove non è possibile una guarigione, è indispensabile garantire ai pazienti una buona qualità di vita”.