domenica, 19 settembre 2021
Medinews
11 Aprile 2007

TUMORI, FARMACI ‘INTELLIGENTI’: L’AIOM PROPONE UNA GIORNATA DI STUDIO

Intervento ufficiale degli oncologi medici italiani in merito al rapporto benefici/costi

Milano, 11 aprile 2007 – Una giornata di studio e discussione sui nuovi farmaci anticancro tra oncologi e Ministero, alla presenza di ricercatori, esperti di farmacoeconomia e bioeticisti. E’ la proposta dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) per valutare i risultati delle molecole ‘intelligenti’ e la sostenibilità della loro spesa nell’ottica dei benefici per i pazienti e per la comunità. L’incontro potrebbe tenersi a Roma prima dell’estate. “Secondo alcuni, in genere non oncologi – sottolinea l’AIOM intervenendo ufficialmente nel dibattito in corso – i nuovi farmaci sembrano determinare piccoli benefici ad un costo elevato. Ciò può essere parzialmente vero all’inizio del loro utilizzo, quando vengono somministrati a pazienti con malattia avanzata, nei quali al massimo si può sperare in un certo aumento della sopravvivenza che qualcuno potrebbe anche definire “modesto”. Però è importante sapere che poi, se i risultati sono discreti, si passa a trattare pazienti in fase più precoce di malattia ed in questi casi l’obiettivo è l’aumento delle guarigioni, o comunque l’aumento di sopravvivenza in maniera marcata. Un esempio su tutti: il tumore della mammella, oggi guaribile in oltre 3 casi su 4, con la mortalità in netto calo a partire dal 1990 grazie a diagnosi precoce, chemioterapia e ormonoterapia dopo l’intervento chirurgico. Con l’impiego anche del trastuzumab, nuova terapia a bersaglio molecolare, nei tumori in fase avanzata si ha un aumento di sopravvivenza medio di alcuni mesi, ma in fase precoce si hanno risultati assai più consistenti. Secondo esempio: i tumori del colon metastatico per il quale sino a pochi anni c’era solo il fluorouracile con sopravvivenze attorno ai 12 mesi. Con l’utilizzo di nuovi farmaci chemioterapici (oxaliplatino, irinotecan) e di molecole ‘intelligenti’ a bersaglio molecolare (cetuximab, bevacizumab), la sopravvivenza è praticamente raddoppiata passando ad oltre 20 mesi. Al di là dei numeri, una soluzione per evitare di sprecare risorse è l’accurata selezione dei pazienti da trattare sulla base delle probabilità che hanno di rispondere al trattamento. Il trastuzumab, ad esempio, è efficace solo nelle pazienti con cancro della mammella che hanno un’elevata espressione del gene chiamato HER2. Mentre non ha alcuna attività nelle altre pazienti. Per altri farmaci ‘intelligenti’ i bersagli esatti sono ancora da definire con esattezza. Proprio in questi casi il potenziamento della ricerca indipendente, clinica e di base, e la scelta del clinico appaiono i fattori fondamentali sui quali occorre agire per adottare un maggiore rigore metodologico nella valutazione degli interventi terapeutici, sia essi con nuovi o vecchi farmaci, per il contenimento della spesa e per un’equa distribuzione dei benefici”.
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