venerdì, 27 novembre 2020
Medinews
3 Agosto 2005

TUMORI: CURE ORMONALI SOSTITUTIVE, STUDIO IARC VALUTA I RISCHI

Contraccettivi orali ‘combinati’ e i trattamenti ormonali sostitutivi (THS) della menopausa classificati nel gruppo 1 dei prodotti cancerogeni, il più alto della scala in vigore

Parigi, 3 agosto 2005 – Ventuno scienziati di otto paesi riuniti dal centro internazionale per la ricerca sul cancro di Lione (CIRC/IARC) sono arrivati alla conclusione che i contraccettivi orali definiti ‘combinati’ (estrogeni e progestinici) e i trattamenti ormonali sostitutivi (THS) della menopausa devono essere classificati nel gruppo 1 dei prodotti cancerogeni, il piu’ alto della scala in vigore. Il parere ufficiale e’ stato dato dagli scienziati indipendenti dopo l’analisi della letteratura scientifica e medica internazionale sull’argomento. Questi sostengono anche che esistono indicazioni convincenti che i contraccettivi orali hanno un effetto positivo contro alcuni tipi di tumore. Una sintesi delle conclusioni e’ stata anticipata in questi giorni e il rapporto piu’ ampio verra’ pubblicato su Lancet oncology di agosto. Il direttore del centro, Peter Boyle, ha sottolineato l’enorme importanza per la sanita’ pubblica di poter comprendere e identificare gli effetti di questi prodotti presi da milioni e milioni di donne tutti i giorni. Si calcola che siano circa cento milioni le donne ( circa il 10% di quelle fertili) che hanno assunto in modo controllato contaccettivi ormonali combinati. Per quanto riguarda il trattamento sostitutivo ricerche di qualche anno fa indicavano in circa 20 milioni le donne nel mondo industrializzato che erano in cura. Secondo gli esperti del Centro di Lione l’analisi di una sessantina di studi che hanno cointeressato circa 60 mila donne hanno dimostrato che esiste un leggero aumento dei rischi di cancro al seno tra quante hanno usato contraccettivi orali. Tuttavia a una decina di anni dalla fine dell’uso il rischio sembra ridiventare uguale a quello registrato in donne che non hanno mai fatto uso della terapia. Aumenta anche il rischio di tumore al collo dell’utero e al fegato; scendono invece i rischi di tumori al corpo dell’utero e alle ovaie. Di fronte a queste differenti reazioni e’ importante – rilevano i ricercatori- che ogni donna valuti con il proprio medico i rischi ed i vantaggi legati all’uso di questi medicinali, tenendo conto della situazione personale, della storia familiare e di altri parametri medici. Per quanto riguarda il trattamento sostitutivo i dati esaminati mostrano in modo concordante un aumento del rischio di cancro al seno nel periodo in cui le donne fanno ricorso ad una ormonoterapia combinata. Questo rischio cresce con la durata della terapia ed e’ superiore a quello cui sono esposte le donne che usano i soli estrogeni. Anche in questo caso e’ importante che le terapie siano indicate e controllate da medici. Un invito alla cautela a valutazioni piu’ approfondite e’ venuto dal professor Giovanbattista Serra primario ginecologo all’ospedale Cristo Re di Roma. Secondo l’esperto un’attenta analisi deve essere condotta per valutare i dati del rischio assoluto di questi farmaci e del rischio relativo. Il primo e’ di gran lunga inferiore al secondo. (ANSA). BI
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