domenica, 29 novembre 2020
Medinews
14 Ottobre 2008

TUMORI, AUMENTANO I CASI, CALA LA MORTALITÀ. GLI ONCOLOGI: “CRONICIZZIAMO LA MALATTIA”

L’obiettivo è garantire la sopravvivenza e una buona qualità di vita. Migliorano le terapie anche per patologie difficili. La nuova edizione del libro bianco: l’oncologia italiana cresce

Scarica il giornale del congresso



Milano, 18 novembre 2006 – In aumento il tumore del polmone (in conseguenza del progressivo aumento dell’abitudine al fumo di sigaretta anche nel sesso femminile) e della mammella nelle donne; in forte ascesa quello della prostata (anche per l’effetto dell’uso indiscriminato del PSA come test di screening), con un calo però significativo di quello del polmone nell’uomo. In Italia l’incidenza dei tumori è in crescita sia tra gli uomini che le donne, ma la mortalità è in calo: ogni anno si stimano oltre 250 mila nuovi casi di tumore, e circa 130-140 mila decessi. Fra gli uomini, i principali killer sono il cancro del polmone (28,3%), della prostata (8,1%), dello stomaco (8%), del colon (7,3%) e del fegato (6,4%). Per le donne al primo posto resta il tumore della mammella (17,1%), seguito da quello del polmone (9.5%), del colon (9,1%) e dello stomaco (7,9%). I dati indicano una diminuzione della letalità e questa riduzione è significativa per entrambi i sessi. Questa tendenza è il risultato dell’effetto dello screening per alcuni tumori (per esempio il cancro della mammella e della cervice uterina), ma soprattutto delle terapie multimodali e dei progressi in campo farmacologico. Un risultato tangibile di tali effetti e’ il miglioramento della sopravvivenza dei malati che in Italia ha raggiunto in media il 55% di sopravviventi a cinque anni dalla diagnosi. Un dato che colloca l’oncologia italiana ai vertici internazionali. Anche se molto resta ancora da fare sia nel campo della ricerca applicata, che va potenziata, sia in termini di prevenzione, diagnosi precoce e assistenza.

Di tutti questi temi si discute a Milano nel corso dell’VIII congresso nazionale dell’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), il più importante appuntamento annuale del settore che riunisce oltre 2800 specialisti da tutta la Penisola e che si apre oggi per concludersi il 21 novembre.

“La lotta al cancro ha registrato in questi anni significativi passi in avanti – spiega il prof. Francesco Boccardo, presidente eletto dell’AIOM – nuove terapie si sono rese disponibili, grazie alle quali non solo è migliorata la sopravvivenza, ma anche la qualità di vita dei nostri pazienti. Terapie biologiche bersaglio-mirate che consentono una terapia individualizzata che si affiancano alle terapie tradizionali come la chemioterapia e l’ormonoterapia (che ancora tanto hanno da dire) e che riusciranno ad aumentare il tasso di guarigioni e, quando questo obiettivo non sia raggiungibile, a rendere sempre piu’ frequentemente il tumore una “malattia cronica”. Con nuove prospettive anche per tumori fino a ieri ritenuti “orfani” . Al congresso, per esempio, si discuterà delle nuove molecole che proprio in questi giorni sono divenute disponibili anche in Italia contro il tumore del rene, un tipo di cancro che colpisce ogni anno 8.500 persone solo in Italia”

Ma accanto alla terapia, ampio spazio verrà dato anche ai dati della terza edizione del Libro bianco, una iniziativa promossa dall’AIOM per censire le strutture oncologiche italiane: quasi quattrocento strutture censite (il 20% in più rispetto all’edizione del 2003 e il 34% in più rispetto a quella del 2001) .Un’indagine stringente e ampia che approfondisce i dettagli e coglie la fotografia più esatta della situazione a livello nazionale, macroregionale e locale. Un volume di 400 pagine che l’AIOM mette a disposizione di decisori e amministratori, ma anche dei medici e dei pazienti. Che conferma il trend positivo di questi anni. Nell’ultimo quinquennio, per esempio, i servizi di assistenza psicologica per i malati di tumore italiani sono più che raddoppiati: nel 2001 erano attivi in solo 3 reparti di oncologia su 10, oggi in 7 su 10. E gli psicologi sono addirittura triplicati: sempre nel 2001 ce n’era uno ogni 2 reparti, ora sono 3. Sono però ancora pochi e mal distribuiti, dato che solo 6 strutture su 10 in Italia dichiarano di poter contare su almeno uno psicologo, comunque il 20% in più rispetto a 5 anni fa quando i centri coperti erano 4 su 10. “Questo risultato dimostra un cambiamento di rotta deciso – afferma il prof. Carmelo Iacono, consigliere nazionale AIOM – e segnala che l’oncologia e le Istituzioni hanno compreso che solo un’attenzione ‘globale’ ai bisogni del paziente può consentire, nel breve termine, di apportare reali benefici ad ogni persona colpita da tumore e alla sua famiglia. Senza contare che, oltre alla semplice pratica clinica, alcuni studi confermano che la probabilita’ di successo delle cure e’ maggiore se un paziente non e demoralizzato ed e’ adeguatamente motivato a seguire le terapie.
Non a caso, l’AIOM quest’anno ha deciso di “aprire” il congresso con una giornata al Circolo della Stampa interamente dedicata alla popolazione, per aprire le porte del mondo oncologico ai cittadini e dialogare direttamente con loro, organizzato dai quattro presidenti del congresso: Emilio Bajetta, Roberto Labianca, Alberto Scanni e Sandro Barni. “Un gesto simbolico – sottolinea il prof Bajetta – con cui si vogliono infrangere vecchi pregiudizi e tabù spesso legati a disinformazione: perché il cancro non sia più considerato un male oscuro e una sentenza senza appello”.
TORNA INDIETRO