lunedì, 15 aprile 2024
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29 Marzo 2024

TUMORI: 7 PAZIENTI SU 10 TROVANO SUI SOCIAL MEDIA FAKE NEWS SULLE CURE AL VIA LA NUOVA EDIZIONE DI “COMUNICARE IL CANCRO, LA MEDICINA E LA SALUTE”

Il 70% dei pazienti oncologici sui social media trova informazioni errate sui trattamenti anti-cancro. L’esposizione a notizie non esatte o del tutto prive di fondamento scientifico interessa maggiormente chi sta affrontando un tumore. Infatti le fake news on line sulle cure interessano “solo” il 52% degli utenti del web che non sono colpiti da una neoplasia. Inoltre il 23% dei malati e dei loro caregiver ha ricevuto consigli su presunti “metodi alternativi” antitumorali. Questi dati sono contenuti in un recente studio pubblicato sulla rivista JMIR Cancer. Per rimediare a questo preoccupante fenomeno parte la seconda edizione del primo corso di perfezionamento universitario in “Comunicare il cancro, la medicina e la salute”. E’ promosso dall’Università Politecnica delle Marche ed è reso possibile anche grazie al prezioso supporto delle Associazioni Loto odv e Anvolt odv. Sono disponibili 25 posti, si svolgerà in modalità ibrida con cadenza quindicinale e avrà una durata semestrale. Le lezioni inizieranno il prossimo 10 maggio mentre la scadenza per la presentazione delle domande di partecipazione è il 15 aprile. Un team multidisciplinare di professionisti insegneranno ai partecipanti come affrontare l’informazione e la comunicazione sui temi della medicina e della salute, con particolare riguardo all’ambito oncologico. Un tema sempre più rilevante dal momento che i tumori interessano complessivamente oltre 3 milioni e 700 mila uomini e donne in Italia. Rappresentano anche la seconda causa di morte con più di 177mila decessi l’anno, solo nel nostro Paese.

“Anche grazie ad una corretta comunicazione possiamo sconfiggere le malattie oncologiche – afferma Rossana Berardi, Ordinario di Oncologia Medica all’Università Politecnica delle Marche, Direttore della Clinica Oncologica dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche e Tesoriere Nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) -. Stiamo parlando di un gruppo eterogeneo di oltre 200 diverse patologie di cui alcune sono ormai facilmente curabili. Altre invece presentano ancora tassi di sopravvivenza, a cinque anni dalla diagnosi, decisamente bassi. E’ dimostrato che una comunicazione efficace tra paziente e medico aumenti la soddisfazione delle persone, riduca lo stress, promuova un recupero più veloce e migliori il controllo del dolore, l’aderenza al trattamento e la qualità di vita. Le neoplasie hanno un impatto molto forte sul nostro sistema sanitario nazionale, anche in termini di costi diretti e indiretti. Dalle diagnosi fino alla riabilitazione, passando per le terapie e la prevenzione, ogni aspetto dell’oncologia può e deve essere comunicato ai pazienti ma anche ai semplici cittadini. L’obiettivo del nostro corso vuole essere formare dei professionisti in grado di divulgare ed informare su un tema molto complesso e difficile”. Il corso di perfezionamento è parte di un progetto più ampio, ‘comunicareilcancro’, che prevede un portale dedicato (www.comunicareilcancro.it) e profili sui principali social. “Dopo il grande successo della prima edizione abbiamo deciso di replicare con una nuova che prevede grosse novità – sottolinea Mauro Boldrini, Direttore Comunicazione AIOM -. Nell’ultimo anno abbiamo assistito alla fine dell’emergenza legata alla pandemia e all’inizio, o al proseguimento, di gravi crisi internazionali. Tutto ciò ha distolto l’attenzione sul tema delle fake news in medicina che invece è un preoccupante fenomeno che sta proseguendo”. “Giornalisti, operatori sanitari, dipendenti degli uffici stampa, degli uffici relazioni con il pubblico e portavoce delle aziende sanitarie opportunamente formati possono essere una “bussola” per tutta la popolazione e aiutarla ad orientarsi in un mare ingestibile di informazioni, spesso purtroppo false” commenta Mauro Silvestrini, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Politecnica delle Marche.- “L’Università ha un ruolo fondamentale nella formazione dei professionisti sanitari, da qui la scelta di attivare il corso di perfezionamento universitario che intende insegnare questi processi. Deve essere compito del mondo accademico affrontare alla base questo problema puntando ovviamente sulla formazione di nuovi specialisti”.

  • Il percorso di studi si svolgerà in 3 corsi integrati così suddivisi:
  • Corso Integrato 1 (COMUNICAZIONE EFFICACE PER GLI OPERATORI SANITARI): costituito da 9 moduli coordinati, di cui 4 in forma seminariale.
  • Corso Integrato 2 (COMUNICAZIONE DELLE AZIENDE SANITARIE): costituito da 11 moduli coordinati, di cui 5 in forma seminariale.
  • Corso Integrato 3 (MEDIA E COMUNICAZIONE): costituito da 12 moduli coordinati, di cui 10 in forma seminariale.


La frequenza potrà essere prevista in modalità ibrida (in presenza presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Politecnica delle Marche e in modalità telematica). Al termine di ciascuno dei corsi integrati, sarà previsto un test di verifica in forma di quiz a risposta multipla con cui verrà valutato l’apprendimento dei contenuti trattati durante il corso e verranno acquisiti i corrispondenti CFU (in totale 13,5). A completamento del corso è previsto lo svolgimento di un tirocinio finale.

Le informazioni sono reperibili nel sito:

https://www.univpm.it/Entra/Didattica/Corsi_di_Perfezionamento_offerta_formativa/Comunicare_il_cancro_la_medicina_e_la_salute_1/Corso_di_perfezionamento_in_Comunicare_il_cancro_la_medicina_e_la_salute_1


“In ambito oncologico, la cattiva informazione è più deleteria che in altri campi, perché impatta sulla salute pubblica e potenzialmente sui pazienti, che rischiano di assumere decisioni sbagliate per il loro percorso di cura – conclude Marcello D’Errico, Ordinario di Igiene all’Università Politecnica delle Marche -.  Comunicare il cancro e, più in generale, la medicina e la salute in modo corretto rappresenta un’arma da sfruttare anche in termini di sanità pubblica ed è un formidabile strumento di educazione per l’intera popolazione. Ma, per farlo, bisogna conoscere i meccanismi della comunicazione”.

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