mercoledì, 29 maggio 2024
Medinews
16 Settembre 2008

TUMORE METASTATICO DEL COLON RETTO: PER LA PRIMA VOLTA SOPRAVVIVENZA OLTRE I 2 ANNI

I risultati dello studio CRYSTAL dimostrano che una terapia su misura può portare a un avanzamento del trattamento dei tumori che esprimono il gene KRAS wild-type

Stoccolma, 16 settembre 2008 – La sopravvivenza al cancro del colon retto in metastasi, che si sviluppano in circa il 25% dei casi, supera per la prima volta la soglia dei 2 anni: la combinazione tra un farmaco a bersaglio molecolare, cetuximab e la chemioterapia standard ha dimostrato nei pazienti che esprimono il gene KRAS wild-type (non mutato) una sopravvivenza globale più lunga, di 25 mesi. “Attraverso la selezione dei pazienti che possono beneficiare del trattamento con cetuximab – spiega dal 33° Congresso della European Society for Medical Oncology (ESMO) che si conclude oggi a Stoccolma, Eric Van Cutsem, coordinatore dello studio CRYSTAL (Cetuximab combined with iRinotecan in first line therapY for metaSTatic colorectAL cancer) e professore di Medicina e Oncologia Digestiva allo University Hospital Gasthuisberg di Lovanio in Belgio – abbiamo osservato la sopravvivenza più lunga in uno studio di fase III”.

Nello studio CRYSTAL presentato a Stoccolma, 346 pazienti con tumore che esprime il gene KRAS wild-type che hanno ricevuto cetuximab hanno mostrato un allungamento della sopravvivenza globale di 4 mesi, rispetto ai pazienti sottoposti a sola chemioterapia (FOLFIRI), passando da 21 a 24,9 mesi. Al contrario, la sopravvivenza globale nei pazienti con tumore caratterizzato da mutazione del gene KRAS (non wild-tipe) non presenta differenze significative.
Cetuximab è stato recentemente approvato in Europa per il trattamento di prima linea del carcinoma metastatico del colon-retto proprio nei pazienti con tumori che esprimono il gene KRAS wild-type, espresso con un aumento significativo della frequenza di risposta al 59% rispetto al 43% di quei pazienti che hanno ricevuto FOLFIRI da solo ed una riduzione del 32% del rischio di progressione della malattia, con conseguente significativo aumento della sopravvivenza libera da progressione, rispetto ai pazienti che hanno ricevuto solo FOLFIRI. Secondo alcuni degli esperti riuniti a Stoccolma, una terapia su misura ottenuta dalla combinazione tra un farmaco attivo e un biomarcatore importante permetterebbe ora di entrare in una nuova era del trattamento del carcinoma del colon-retto, un tumore che ogni anno in Europa colpisce più di 370.000 persone, rappresentando il 13% tra tutti i tipi di cancro e causando circa 200.000 morti: la sopravvivenza a 5 anni per il carcinoma del colon-retto metastatico è inferiore al 5%.
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