sabato, 25 settembre 2021
Medinews
16 Maggio 2006

TUMORE DELL’UTERO: UN VACCINO LO SCONFIGGERÀ

La sperimentazione ha avuto successo su 22.000 donne di 33 Paesi

Milano, 16 maggio 2006 – E’ al secondo posto per numero di casi dopo il cancro della mammella e rappresenta la seconda causa di morte nelle donne tra i 15 e i 44 anni. Il tumore del collo dell’utero, causato da un virus chiamato Human Papilloma Virus (HPV), trasmissibile prevalentemente per via sessuale, colpisce ogni anno in Italia più di 3.500 donne, soprattutto giovani: la fascia d’età più a rischio è quella dai 30 ai 35 anni. “Esiste un picco di incidenza nelle giovani donne dovuto all’abbassamento dell’età di inizio dei rapporti sessuali – afferma il Dr. Mario Sideri, responsabile dell’Unità Funzionale di Ginecologia Preventiva presso la divisione di Ginecologia dell’Istituto Europeo di Oncologia -Da qui la necessità di porre attenzione alla prevenzione. Il vaccino ha l’obiettivo di difendere le donne dal papilloma virus e verrà consigliato soprattutto alle preadolescenti nella fascia d’età 11-12 anni che non abbiano ancora avuto rapporti sessuali”. Oggi, dunque, la prospettiva nell’affrontare questa patologia sta cambiando radicalmente: la piena efficacia di un vaccino sperimentato a livello mondiale delinea, in un prossimo futuro, la sconfitta di questo tumore responsabile, ogni anno, del decesso di 1.500 donne nel nostro paese. E, come sempre, l’informazione gioca un ruolo decisivo. Per questo l’Osservatorio Nazionale per la salute della Donna (O.N.Da) (www.ondaosservatorio.it), presieduto da Francesca Merzagora, promuove la conferenza “Papilloma virus e tumore dell’utero”, incontro aperto alla popolazione, che si pone l’obiettivo di informare e sensibilizzare l’opinione pubblica, la classe medica e le Istituzioni locali sui fattori di rischio legati alla salute femminile. All’incontro partecipa anche Maddalena Di Mauro, presidente della Commissione pari opportunità del Comune.

“L’informazione – precisa il Dr. Sideri – oggi è essenziale: il tumore dell’utero esiste ancora, ma è possibile prevenirlo. In particolare eliminando fattori di rischio ben noti, come il fumo di sigaretta, e tenendo presente che il tumore ha un’origine virale il pap test può essere affiancato oggi dai test di tipizzazione virale, e che, in un prossimo futuro, avremo a disposizione la possibilità della vaccinazione profilattica”. La parola d’ordine, dunque, è non abbassare la guardia: si può e si deve fare di più, con campagne di informazione che aumentino la comprensione del problema. “Il tumore dell’utero è sicuramente sottovalutato: vent’anni fa era stata fatta un’importante attività informativa sul ruolo della prevenzione – spiga il Dr. Sideri – oggi l’attenzione è diminuita e si concentra più su altre forme tumorali. Ma resta comunque un problema importante in Europa e in tutto il mondo, con cui ci si deve confrontare anche se il vaccino è un’arma in più per affrontare la malattia”. L’argomento HPV e vaccino è di grande attualità e suscita l’interesse di tutta la comunità scientifica e dell’opinione pubblica a livello mondiale. Per questo è stato scelto da O.N.Da come tema dell’incontro milanese, in cui autorevoli esperti fanno il punto su una patologia importante per la salute della donna.
“Molti studi – afferma la d.ssa Francesca Merzagora, presidente dell’Osservatorio – dimostrano quanto le donne siano svantaggiate rispetto agli uomini nella tutela della loro salute a causa di molteplici fattori: doppio lavoro, accessi iniqui al SSN, scarsità di potere economico e sociale, scarsa partecipazione femminile agli studi clinici, inclinazione femminile a occuparsi e preoccuparsi prima dei bisogni altrui che dei propri, ecc. Ecco quindi l’importanza di promuovere una consapevolezza sociale e individuale sui fattori di rischio legati alla salute femminile. O.N.Da ha l’obiettivo di promuovere una cultura della salute di genere considerando le ‘naturali differenze’ dell’universo femminile”.
L’Osservatorio è nato per studiare le problematiche di salute che si declinano principalmente al femminile (malattie cardiovascolari, patologie psichiche, neurodegenerative, oncologia, tematiche riproduttive, menopausa, malattie a trasmissione sessuale, ecc) anche nelle loro implicazioni economiche, giuridiche e assicurative.
Perchè studiare la salute delle donne? Perchè essa, pur essendo “delicata”, di fatto passa inosservata. L’intento di O.N.Da è promuovere una cultura della salute di genere in Italia ancora poco sentita. L’Osservatorio nazionale per la salute della donna per contribuire a risolvere le problematiche di salute femminile, ha attivato una rete di contatti coinvolgendo le Istituzioni, i clinici, le imprese, il mondo delle Università, le associazioni di pazienti e la popolazione femminile.
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