venerdì, 19 agosto 2022
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5 Luglio 2004

TUMORE DELL’OVAIO: CON UN ‘TANDEM’ CHEMIOTERAPICO PIÙ QUALITÀ DI VITA NELLE PAZIENTI IN STADIO AVANZATO

Roma, 5 luglio 2004– Una sopravvivenza paragonabile alla terapia standard, ma con minori effetti collaterali – meno incidenza di perdita dei capelli e di neurotossicità – e dunque un aumento sensibile della qualità di vita. Sono questi i risultati più rilevanti ottenuti dalla combinazione Doxorubicina Liposomiale Pegilata (PLD) e carboplatino in pazienti affette da carcinoma ovarico in stadio avanzato, con recidiva tardiva dopo trattamento chemioterapico di prima linea.
Uno studio francese di fase II, GINECO, recentemente presentato al congresso internazionale di oncologia medica ASCO di New Orleans, ha valutato l’efficacia e la tollerabilità della terapia con carboplatino e PLD in 105 pazienti con carcinoma ovarico in stadio avanzato, con recidiva a sei mesi o oltre, dopo il precedente trattamento. Alle pazienti è stato somministrato PLD 30 mg/m2 seguito da carboplatino (AUC 5 mg/ml/min) ogni 28 giorni per un massimo di nove cicli. La percentuale di risposta globale è stata pari al 63%, compreso il 38% di pazienti che hanno ottenuto una risposta completa.
“Si tratta di risultati particolarmente promettenti – ha affermato il prof. Eric Pujade-Lauraine, responsabile dell’unità di oncologia medica del reparto di ematologia-oncologia medica, dell’Ospedale Hôtel-Dieu di Parigi e di GINECO – perché riguardano una popolazione ad alto rischio e perché sono favorevolmente comparabili con il regime carboplatino/paclitaxel comunemente impiegato. Questa combinazione può offrire inoltre il vantaggio di una maggiore tollerabilità, con bassa incidenza di perdita di capelli e di neurotossicità, che rappresentano fattori importanti per donne in questo stadio della malattia”.
Il carcinoma ovarico rappresenta la quinta causa di morte per tumore nelle donne nell’Europa occidentale e del nord e negli Stati Uniti. Si stima che ogni anno nel mondo perdano la vita 114.000 donne. Attualmente sono allo studio ulteriori programmi per la valutazione del trattamento con doxorubicina liposomiale pegilata e carboplatino (PACA) in questa popolazione di pazienti, da attuare nell’ambito di un ampio studio di fase III con gruppi di collaborazione internazionali.

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