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27 Ottobre 2015

TUMORE DELLA PROSTATA: LA PREVENZIONE E’ POSSIBILE ANCHE DOPO I 65ANNI ONCOLOGI IN TOUR PER PROMUOVERE STILI DI VITA SANI NELLA TERZA ETÀ

Milano, 27 ottobre 2015 – Il prof. Giuseppe Procopio (Istituto Nazionale dei Tumori): “In Lombardia un terzo dei nonni è in sovrappeso, il 17% obeso, tre su dieci bevono alcolici e oltre il 22% fuma. Una situazione preoccupante su cui è importante intervenire con programmi di informazione adeguati”.

Milano, 27 ottobre 2015 – In Lombardia, il tumore della prostata colpisce ogni anno circa 7.430 persone (35.200 le nuove diagnosi nel 2015 in tutta Italia). È la prima neoplasia tra gli uomini di età superiore ai 65 anni, ma 8 cittadini su 10 non sanno che si può prevenire attraverso la conduzione di sani stili di vita, trascurati con l’avanzare dell’età. Più di un terzo degli over65 lombardi non pratica esercito fisico, quasi il 32%% di loro è sovrappeso, il 17% addirittura obeso (contro una media nazionale del 46,2%), tre su dieci consumano alcool in quantità rilevante, il 22% dei nonni fuma. Per questi motivi, approda a Milano il quinto appuntamento del “Tour della prevenzione oncologica nella terza età” promosso dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM). Una vera e propria campagna, unica nel suo genere a livello nazionale, partita lo scorso luglio a Torino, che fino alla fine di ottobre porta gli oncologi in dieci città italiane per parlare esclusivamente di lotta alle neoplasie tra gli anziani. L’iniziativa è realizzata grazie al contributo incondizionato di Janssen, farmaceutica di Johnson & Johnson. La quinta tappa del tour si svolgerà questo pomeriggio alle 17 al Centro Auser di Rho (Via Dante, 5), per proseguire con altri incontri nei centri per la terza età nelle città di Reggio Emilia, Roma, Trieste, Ancona a Genova. “Il fatto che il 79% degli anziani ritiene che modificare le proprie abitudini sbagliate arrivati alla terza età non serva a molto è preoccupante – sottolinea il dott. Giuseppe Procopio, Responsabile S.S. Oncologia medica genitourinaria all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano –. È invece ampiamente dimostrata l’azione protettiva e antitumorale della dieta mediterranea e di una regolare attività fisica, in grado di contrastare i principali processi degenerativi legati all’invecchiamento, prevenire i disturbi cardiovascolari e metabolici e diminuire anche il rischio oncologico. Basti pensare che smettere di fumare in età avanzata, come confermano recenti studi, riduce il rischio di invalidità e mortalità fino al 34%”. Il tour si focalizza soprattutto sui tumori della terza età, per spiegare che si deve prevenire, ma anche che quando colpisce può essere vinto e si può tornare ad una vita normale. L’obiettivo? Intercettare una fascia della popolazione per la quale non esistono finora programmi di informazione e prevenzione adeguati. “Correggere le proprie abitudini presenta enormi vantaggi anche se in un’età matura – aggiunge il dott. Procopio – Negli anziani, il rischio di cancro è 40 volte più alto rispetto alle persone di 20-40 anni e 4 volte maggiore rispetto a quelle di 45-65 anni. Stili di vita sani, non solo hanno effetti preventivi, ma quando si è colpiti dalla malattia, aiutano a rispondere meglio alle terapie e ad abbassare il rischio di recidiva”.

“Non solo, un secondo problema su cui dobbiamo informare questa fascia della popolazione – prosegue l’esperto – riguarda il momento della diagnosi. La maggior parte dei tumori nella terza età sono scoperti in fase avanzata. E spesso non tutti questi pazienti accedono ai trattamenti più innovativi. Per questo nel corso dell’incontro di stasera, illustreremo anche i concetti di screening e di tempestività della diagnosi. Prima si intercetta la malattia, maggiori sono le possibilità di superarla con una buona qualità di vita, anche se si è ultrasettantenne”.

Tra i temi che verranno trattati nel dibattito, anche la gestione del tumore alla prostata, il più frequente tra gli uomini over75. “Si tratta di una malattia subdola, perché possono passare anni prima della comparsa di sintomi significativi – spiega l’oncologo – Tuttavia, grazie a una maggior attenzione al proprio stile di vita e a nuovi trattamenti, questo tumore può essere gestito bene, anche in età molto avanzata. Nove pazienti su dieci, infatti, superano la malattia con una buona qualità di vita. A differenza di altri tumori, per quello prostatico non esistono ancora programmi di screening efficaci come la mammografia e il sangue occulto nelle feci. Per questo è importante informare sulla malattia. Diffonderemo negli incontri anche un opuscolo che consente ai malati e ai caregivers di conoscere la patologia, capire cos’è e quando può essere fatto il psa e fornisce consigli pratici su come gestire il forte impatto che la neoplasia ha nella quotidianità della persona”.

“La nostra azienda è orgogliosa di scendere in campo al fianco degli oncologi in un progetto così importante – afferma il dott. Massimo Scaccabarozzi, Presidente e Amministratore Delegato Janssen, che rende possibile l’intero progetto –. Le campagne focalizzate sulla prevenzione e sulla creazione di cultura sui tumori rappresentano la nuova frontiera nella collaborazione tra società scientifiche e aziende farmaceutiche. Il nostro scopo non è solo fornire ai pazienti le migliori terapie possibili, ma contribuire a far sì che cultura, conoscenza e prevenzione possano continuare a diventare un’arma in più a disposizione per la sconfitta di un male, che conoscendolo meglio, può in primis essere evitato e poi, quando purtroppo dovesse presentarsi, essere curato nel miglior modo possibile”.
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