Medinews
28 Settembre 2015

TUMORE DELLA PROSTATA: LA METÀ DEGLI UOMINI IGNORA I SINTOMI. AL VIA ‘MEN WHO SPEAK UP’ PER MIGLIORARE IL DIALOGO MEDICO-PAZIENTE

Vienna, 25 settembre 2015 – Il 57% delle persone colpite dalla malattia in fase avanzata pensa di dover convivere con il dolore quotidiano e per il 34% parlarne fa sentire più deboli. I “caregiver” sono fondamentali nel gestire questa neoplasia. Nuovi strumenti per aiutare a riconoscere i disturbi e favorire la diagnosi precoce

Quasi la metà degli uomini (47%) ignora i sintomi del tumore della prostata in stadio avanzato. E tre su 5 (59%) non sempre riconoscono che il dolore di cui soffrono potrebbe essere correlato alla malattia. È quanto emerge dalla più ampia indagine internazionale sul tema (International Prostate Cancer Symptoms Survey) che ha coinvolto più di 1.200 persone, sia uomini con tumore avanzato della prostata che ‘caregiver’. Il sondaggio è stato condotto da Harris Poll in 10 Paesi fra cui l’Italia e commissionato dall’International Prostate Cancer Coalition (IPCC) con il supporto di Bayer Healthcare. I risultati sono presentati oggi al Congresso europeo sul cancro (European Cancer Congress, ECC) in corso a Vienna.

Il tumore della prostata può non essere sintomatico nelle fasi iniziali, ma sintomi come dolore grave o inspiegabile, difficoltà nel camminare, nel salire le scale o ad addormentarsi o perdita del controllo vescicale possono manifestarsi quando la malattia progredisce. E questi disturbi dovrebbero indurre gli uomini a rivolgersi al proprio medico.

I risultati dell’indagine hanno dato forma a un’iniziativa educazionale mondiale di Bayer, ‘Men Who Speak Up’ (www.MenWhoSpeakUp.com), per individuare i sintomi del tumore prostatico avanzato e mettere gli uomini e i loro familiari nelle condizioni di aprirsi e parlare al momento giusto e con le persone giuste.

Il tumore della prostata è la seconda forma più comune di cancro fra gli uomini nel mondo e la quinta causa di morte correlata ai tumori nei maschi. In Italia sono attesi circa 35.000 nuovi casi nel 2015. La confusione che circonda l’origine dei sintomi non è l’unica barriera per gli uomini nel parlarne. I risultati dell’International Prostate Cancer Symptoms Survey hanno anche evidenziato che più della metà dei maschi (57%) pensa che il dolore quotidiano sia qualcosa con cui convivere e uno su 3 (34%) afferma che parlare dei sintomi, come il dolore, lo fa sentire più debole.

“I risultati del sondaggio hanno evidenziato alcuni aspetti critici che devono affrontare gli uomini che convivono con la malattia in stadio avanzato e sottolineano il bisogno di incoraggiarli a parlarne di più”, ha affermato Marco Ranzoni, responsabile comunicazione Bayer. “L’impegno di Bayer per i pazienti oncologici trascende lo sviluppo di nuove terapie e, grazie alla collaborazione con l’IPPC, a questa indiagine e a ‘Men Who Speak Up’, abbiamo l’opportunità di fare la differenza nella vita dei pazienti offrendo loro gli strumenti di cui hanno bisogno per migliorare la loro capacità di comunicare i sintomi ai familiari e ai medici”.

La difficoltà di discutere dei sintomi può anche essere motivata culturalmente. Più di un uomo su 3 (36%) in Europa e Asia-Pacifico (APAC) afferma di non essere a proprio agio nel discutere con i medici di come si sente fisicamente, rispetto a soltano un uomo su 10 (12%) negli Stati Uniti. E tuttavia un numero maggiore di questi pazienti presenta un tumore in stadio avanzato che si è diffuso alle ossa (EU 72%, APAC 53%) rispetto alla controparte statunitense (53%).

“Lo stadio del tumore prostatico è uno dei più importanti fattori nel determinare le opzioni di trattamento e le prospettive di recupero”, ha spiegato il Dott. Giuseppe Procopio, Responsabile S.S. Oncologia medica genitourinaria all’INT di Milano. “La diagnosi precoce dei sintomi può non solo rallentare la progressione della malattia, ma anche potenzialmente migliorare la qualità di vita dei pazienti e avere un impatto positivo sui loro cari”.

I familiari dei pazienti con tumore prostatico avanzato possono essere molto colpiti dalla malattia, ma sono anche in grado di giocare un ruolo importante nel migliorare il decorso della neoplasia. La metà degli uomini che hanno partecipato al sondaggio (50%) ha ammesso di contare sui ‘caregiver’ nel rivolgere le domande più importanti sul tumore della prostata. “Mentre i medici sono importanti nel valutare come si sentono i pazienti, il sondaggio rivela che anche i ‘caregiver’ giocano un ruolo chiave nella gestione della malattia, specialmente quando si arriva a rivolgere domande difficili”, ha aggiunto il Dott. Procopio.

È importante che i pazienti con tumore della prostata avanzato, che riconoscono il dolore o hanno smesso di svolgere attività che eseguivano facilmente in passato, si sentano più forti nel prendere decisioni e nel parlare dei sintomi. ‘Men Who Speak Up’ fornisce utili risorse, tra cui un ‘localizzatore’ dei sintomi, una guida di discussione con il proprio medico, fascicoli informativi e statistiche utili provenienti dalle persone con tumore della prostata per facilitare queste difficili conversazioni. Per maggiori informazioni, visita il sito: www.MenWhoSpeakUp.com.

International Prostate Cancer Symptoms Survey
Commissionato dall’International Prostate Cancer Coalition (IPCC) con il supporto di Bayer Healthcare, l’International Prostate Cancer Symptoms Survey è stato condotto da Harris Poll, online e al telefono, in 10 Paesi in tutto il mondo: Francia, Germania, Giappone, Italia, Olanda, Regno Unito, Singapore, Spagna, Stati Uniti e Taiwan. Le domande spaziavano da quanto a lungo gli uomini avessero vissuto con il tumore della prostata ai sintomi, fino all’impatto della malattia nella vita quotidiana. I dati del sondaggio sono stati raccolti, tra il 12 febbraio e il 3 agosto 2015, da 867 uomini con tumore avanzato della prostata e 360 adulti che si prendevano cura di un paziente con questa neoplasia. I pazienti e i ‘caregiver’ avevano convissuto con la malattia per una media di 5 anni. Tra i partecipanti al sondaggio, 536 pazienti (64%) hanno risposto di avere interessamento osseo causato dal tumore della prostata.

L’International Prostate Cancer Coalition (IPCC)
Condotto dall’organizzazione statunitense in difesa dei pazienti CancerCare, l’IPPC comprende otto gruppi che includono: Europa Uomo, lo Spanish Group of Cancer Patients (GEPAC), Patient Advocates for Advanced Cancer Treatments (PAACT), Prostate Health Education Network (PHEN), Prostate Cancer Research Institute (PCRI), UsTOO International e ZERO – The End of Prostate Cancer. L’obiettivo del gruppo è aumentare la consapevolezza sui sintomi della progressione del tumore della prostata e sviluppare strumenti e risorse informative per coloro che ne hanno maggiormente bisogno.

‘Men Who Speak Up’
Fin da giovani, agli uomini è stato insegnato di stringere i denti e superare le avversità. Tuttavia, negli uomini con tumore avanzato della prostata il disagio può essere il segno di qualcosa da fare. ‘Men WhoSpeak Up’ è un movimento mondiale che rende noti alla comunità i sintomi del tumore della prostata avanzato, in modo che gli uomini sappiano quando parlarne e decidere di agire contro la malattia. Il programma dà voce a tutti gli attori coinvolti – i medici che curano la malattia, i pazienti e i ‘caregiver’ che la vivono e i gruppi in difesa dei pazienti – e diffonde strumenti e risorse informative alle persone che ne hanno più bisogno. Per maggiori informazioni, visita il sito: www.MenWhoSpeakUp.com.

Il tumore avanzato della prostata
Il tumore della prostata è la seconda forma più comune di cancro maschile nel mondo e la quinta causa di morte, correlata ai tumori, negli uomini. Più di 1,1 milioni di uomini nel mondo hanno ricevuto diagnosi della malattia nel 2012. Lo stadio del tumore prostatico è uno dei più importanti fattori nel determinare le opzioni di trattamento e le prospettive di recupero. Se il tumore della prostata si diffonde o metastatizza oltre la ghiandola prostatica, spesso questo avviene nei tessuti o nei linfonodi prossimali, prima di interessare le ossa. Circa nove pazienti su 10 con tumore avanzato della prostata (90%) sviluppano metastasi ossee, che incidono sulla sopravvivenza e sulla qualità di vita. Quindi, per questi pazienti è importante la diagnosi e il trattamento dei sintomi ossei al loro primo esordio.

Bayer Healthcare
Il Gruppo Bayer è un’azienda globale con competenze fondamentali nel campo della cura della salute e dell’agricoltura. Bayer Healthcare, un sottogruppo di Bayer AG con vendite annuali pari a circa 20 miliardi di Euro (2014), è una delle principali compagnie innovative nel mondo nell’industria dei prodotti per la salute e medicinali con sede a Leverkusen in Germania. L’azienda combina le attività globali delle divisioni di Animal Health, Consumer Care, Medical Care e Pharmaceuticals. Scopo di Bayer Healthcare è scoprire, sviluppare, produrre e commercializzare prodotti volti a migliorare la salute umana e animale in tutto il mondo. Bayer Healthcare ha una forza lavoro di 60.700 persone (al 31 dicembre 2014) ed è rappresentata in più di 100 Paesi. Maggiori informazioni sono disponibili su www.healthcare.bayer.com.
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