domenica, 25 settembre 2022
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7 Dicembre 2015

TUMORE DELLA PROSTATA: 8 ANZIANI SU DIECI NON SANNO CHE SI PUO’ PREVENIRE ONCOLOGI IN TOUR PER PROMUOVERE STILI DI VITA SANI NELLA TERZA ETÀ

Ancona, 7 dicembre 2015 – Nelle Marche 1.210 nuove diagnosi l’anno. Tra i fattori di rischio, cattiva alimentazione, sedentarietà, fumo e alcol. Un over65 su due ha problemi di peso, uno su quattro non fa moto sufficiente e più del 30,5 % beve alcolici oltre le dosi consigliate. Gli esperti: “E’ importante intervenire con programmi di informazione adeguati”.

Nelle Marche, il tumore della prostata colpisce ogni anno circa 1.210 persone (35.000 in tutta Italia). È la prima neoplasia tra gli uomini di età superiore ai 65 anni, ma 8 cittadini su 10 non sanno che si può prevenire attraverso la conduzione di sani stili di vita. Tra gli over70 marchigiani, più del 46% è in sovrappeso, il 13% è obeso (rispetto alla media nazionale complessiva pari al 46,4%), un terzo dei nonni consuma alcool in quantità rilevante, l’8% fuma e uno su quattro è completamente sedentario. Una situazione preoccupante, che ha portato l’Associazioni Italiana di Oncologia Medica (AIOM) a lanciare il progetto Prostata: sul tumore vince chi gioca d’anticipo, un vero e proprio “Tour della prevenzione” in ventitre città, che porta gli oncologi a parlare esclusivamente agli anziani di lotta alle neoplasie nei centri ricreativi per la terza età. L’iniziativa, realizzata grazie al contributo incondizionato di Janssen, farmaceutica di Johnson & Johnson, è giunta alla decima tappa, che si svolge oggi pomeriggio alle 17 presso la sede dell’Associazione Dopolavoro Ferroviario (via de Gasperi 36/A) di Ancona. Il tour si focalizza soprattutto sui tumori della terza età, in primo luogo quello della prostata per spiegare che si deve prevenire, ma anche che quando colpisce può essere vinto e si può tornare ad una vita normale.
“Il fatto che il 79% degli anziani ritiene che modificare le proprie abitudini sbagliate arrivati alla terza età non serva a molto è preoccupante – spiega il dott. Rodolfo Mattioli, direttore della Struttura di Oncologia Medica, Ospedali Riuniti Marche Nord –. È invece ampiamente dimostrata l’azione protettiva e antitumorale della dieta mediterranea e di una regolare attività fisica, in grado di contrastare i principali processi degenerativi legati all’invecchiamento, prevenire i disturbi cardiovascolari e metabolici e diminuire anche il rischio oncologico. Basti pensare che smettere di fumare in età avanzata, come confermano recenti studi, riduce il rischio di invalidità e mortalità fino al 34%”.
“Negli anziani, il rischio di cancro è 40 volte più alto rispetto alle persone di 20-40 anni e 4 volte maggiore rispetto a quelle di 45-65 anni. Tuttavia, il 40% dei tumori può essere prevenuto attraverso uno stile di vita sano – prosegue la prof.ssa Rossana Berardi, docente di Oncologia Medica all’Università Politecnica delle Marche –. Abbandonare comportamenti a rischio come il fumo o la sedentarietà presenta enormi vantaggi anche in un’età matura, riducendo la probabilità di sviluppare una neoplasia; una dieta sana ha importanti effetti preventivi e, anche nelle persone colpite da cancro, rallenta la progressione della malattia e aiuta il paziente a rispondere meglio alle terapie”. “L’oncologo – afferma la dott.ssa Rosa Rita Silva, direttore dell’Unità Operativa di Oncologia Medica, Area Vasta 2 Fabriano, Asur Marche – ha un ruolo chiave nell’indicare al paziente non solo in cosa consiste la patologia e a quali trattamenti sarà sottoposto, ma soprattutto come gestire il tumore nel quotidiano, a partire dalla correzione di quei comportamenti scorretti come il fumo, il consumo di alcolici, alimentazione poco equilibrata e la sedentarietà”. “La maggior dei tumori nella terza età – aggiungono gli esperti – sono scoperti in fase avanzata. E spesso non tutti questi pazienti accedono ai trattamenti più innovativi. Per questo nel corso dell’incontro di oggi saranno illustrati anche i concetti di screening e di tempestività della diagnosi. Prima si intercetta la malattia, maggiori sono le possibilità di superarla con una buona qualità di vita, anche se si è ultrasettantenne. Oltre il 91% dei pazienti colpiti da tumore della prostata oggi sopravvive o convive con il cancro. Ma a differenza di altri tumori, per quello prostatico non esistono ancora programmi di screening efficaci come la mammografia e il sangue occulto nelle feci”.
Durante l’incontro sarà anche distribuito l’opuscolo informativo realizzato da AIOM, che consente a tutti i cittadini, ai malati e ai caregivers di conoscere la patologia, capire cos’è e quando può essere fatto il psa e fornisce consigli pratici su come gestire il forte impatto che la malattia ha nella quotidianità della persona.
“La nostra azienda è orgogliosa di scendere in campo al fianco degli oncologi dell’AIOM in un progetto così importante – afferma il dott. Massimo Scaccabarozzi, Managing Director di Janssen, che rende possibile il progetto –. Le campagne focalizzate sulla prevenzione e sulla creazione di cultura sui tumori rappresentano la nuova frontiera nella collaborazione tra società scientifiche e aziende farmaceutiche. Il nostro scopo non è solo fornire ai pazienti le migliori terapie possibili ma contribuire a far sì che cultura, conoscenza e prevenzione possano continuare a diventare un’arma in più a disposizione per la sconfitta di un male, che conoscendolo meglio, può in primis essere evitato e poi, quando purtroppo dovesse presentarsi, essere curato nel miglior modo possibile”.
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