Medinews
17 Dicembre 2015

TUMORE DELLA PROSTATA: 8 ANZIANI SU DIECI NON SANNO CHE SI PUO’ PREVENIRE ONCOLOGI IN TOUR PER PROMUOVERE STILI DI VITA SANI NELLA TERZA ETÀ

Cosenza, 17 dicembre 2015 – In Calabria 1.120 nuove diagnosi l’anno. Tra i fattori di rischio, cattiva alimentazione, sedentarietà, fumo e alcol. Tre nonni su 5 sono in sovrappeso e uno su 4 è completamente sedentario. Il prof. Salvatore Palazzo (Direttore di Oncologia Medica, Azienda Ospedaliera di Cosenza): “A tutte le età modificare le proprie abitudini apporta significativi benefici”.

In Calabria, il tumore della prostata colpisce ogni anno circa 1.120 persone (35.200 le nuove diagnosi nel 2015 in tutta Italia). È la prima neoplasia tra gli uomini di età superiore ai 65 anni, ma 8 cittadini su 10 non sanno che si può prevenire o comunque convivere con questa malattia attraverso la conduzione di sani stili di vita. Il 63% degli over65 è in sovrappeso o addirittura obeso, assoluta sedentarietà per un nonno su 4 e molti di loro sono consumatori assidui di alcol e tabacco (rispettivamente il 9 e il 12%), anche se in numero inferiore rispetto alla media nazionale (pari al 21 e al 25%). Per ribadire l’importanza della prevenzione a tutte le età, approda a Cosenza l’undicesima tappa del “Tour della prevenzione oncologica nella terza età” promosso dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM). L’iniziativa è realizzata grazie al contributo incondizionato di Janssen, farmaceutica di Johnson & Johnson. L’incontro si svolgerà questo pomeriggio a Rende (Cosenza), alle ore 17, presso la Biblioteca Civica (Piazza Santo Sergio – Contrada Quattro Miglia). “Il fatto che il 79% degli anziani ritenga che modificare le proprie abitudini sbagliate arrivati alla terza età non serve a molto è preoccupante – sottolinea il prof. Salvatore Palazzo, Direttore di Oncologia Medica al Presidio Ospedaliero Mariano Santo di Cosenza –. È invece ampiamente dimostrata l’azione protettiva e antitumorale della dieta mediterranea e di una regolare attività fisica, in grado di contrastare i principali processi degenerativi legati all’invecchiamento, prevenire i disturbi cardiovascolari e metabolici e diminuire anche il rischio oncologico. Basti pensare che smettere di fumare in età avanzata, come confermano recenti studi, riduce il rischio di invalidità e mortalità fino al 34%”. Il tour si focalizza soprattutto sui tumori della terza età, per spiegare che si deve prevenire, ma anche che quando colpisce può essere vinto e si può tornare ad una vita normale. L’obiettivo? Intercettare una fascia della popolazione per la quale non esistono finora programmi adeguati di informazione.

“Correggere le proprie abitudini presenta enormi vantaggi anche se in un’età matura – aggiunge il prof. Palazzo – Negli anziani, il rischio di cancro è 40 volte più alto rispetto alle persone di 20-40 anni e 4 volte maggiore rispetto a quelle di 45-65 anni. Stili di vita sani, non solo hanno effetti preventivi, ma quando si è colpiti dalla malattia, aiutano a rispondere meglio alle terapie e ad abbassare il rischio di recidiva”. “Non solo, un secondo problema su cui dobbiamo informare questa fascia della popolazione – prosegue l’esperto – riguarda il momento della diagnosi. La maggior parte dei tumori nella terza età sono scoperti in fase avanzata. E spesso non tutti questi pazienti accedono ai trattamenti più innovativi”. Tra i temi che verranno trattati nel dibattito, anche la gestione del tumore alla prostata, il più frequente tra gli uomini di età superiore ai 65 anni. “Si tratta di una malattia subdola, perché possono passare anni prima della comparsa di sintomi significativi – spiega l’oncologo – Tuttavia, grazie a una maggior attenzione al proprio stile di vita e a nuovi trattamenti, questo tumore può essere gestito bene, anche in età molto avanzata. Nove pazienti su dieci, infatti, superano o convivono con la malattia con una buona qualità di vita. A differenza di altri tumori, per quello prostatico non esistono ancora programmi di screening efficaci come la mammografia e il sangue occulto nelle feci. Per questo è importante informare sulla malattia. Diffonderemo negli incontri anche un opuscolo che consente ai malati e ai loro familiari di conoscere la patologia, capire cos’è, come si diagnostica e come si tratta e che, inoltre, fornisce consigli pratici su come gestire il forte impatto che la neoplasia ha nella quotidianità della persona”.
“La nostra azienda è orgogliosa di scendere in campo al fianco degli oncologi in un progetto così importante – afferma il dott. Massimo Scaccabarozzi, Managing Director di Janssen, che rende possibile il progetto –. Le campagne focalizzate sulla prevenzione e sulla creazione di cultura sui tumori rappresentano la nuova frontiera nella collaborazione tra società scientifiche e aziende farmaceutiche. Il nostro scopo non è solo fornire ai pazienti le migliori terapie possibili, ma contribuire a far sì che cultura, conoscenza e prevenzione possano continuare a diventare un’arma in più a disposizione per la sconfitta di un male, che conoscendolo meglio, può in primis essere evitato e poi, quando purtroppo dovesse presentarsi, essere curato nel miglior modo possibile”.
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