giovedì, 26 novembre 2020
Medinews
14 Settembre 2008

TUMORE DEL SENO: ITALIA LEADER IN EUROPA. SCOPERTO COME RIDURRE RECIDIVA E MORTALITÀ

L’aggiunta di un’altra molecola alla chemioterapia abbassa del 25% il rischio di ricaduta dopo l’intervento e del 30% quello di morte . Il prof. Cognetti, autore dello studio: “È il miglior risultato mai ottenuto al mondo su queste pazienti ”

Stoccolma, 14 settembre 2008 – Una volta sconfitto il tumore con l’intervento chirurgico, la paura più grande è che possa tornare. Nel cancro del seno il rischio di recidiva resta infatti molto alto: può infatti arrivare al 70%, se i linfonodi sono positivi, cioè contengono cellule neoplastiche, ed anche le possibilità di guarigione sono fortemente compromesse. Al Congresso Europeo di Oncologia (ESMO), in corso fino al 16 settembre a Stoccolma, ricercatori italiani guidati dal prof. Francesco Cognetti, direttore dell’Oncologia medica del Regina Elena di Roma, presentano nuovi dati che vanno ad incidere proprio su questo gruppo di donne, le più “vulnerabili”. Lo studio, frutto di una ricerca “made in Italy” effettuata in collaborazione con la Federico II di Napoli ed altri 50 centri distribuiti nella Penisola e presentato oggi in plenaria al Congresso, dimostra infatti che, aggiungendo alla normale chemioterapia quattro cicli di un altro farmaco, il docetaxel, è possibile ridurre il rischio di recidiva e morte. “Abbiamo trattato 998 pazienti con tumore del seno ai primi stadi linfonodo-positivo con due diversi approcci terapeutici – spiega il prof. Cognetti -. Dopo 62 mesi, il 76% delle donne trattate con docetaxel non aveva sviluppato nuovamente la neoplasia, rispetto al 69% di quelle trattate con l’altro regime. I dati ottenuti con la nuova terapia rivelano quindi una riduzione di un quarto del rischio relativo di recidiva e di un terzo di morte. Si tratta di un risultato che va considerato come il migliore mai ottenuto al mondo nel tumore della mammella dopo intervento chirurgico”, ed ha suscitato grande interesse fra i diecimila esperti presenti al congresso.

Il carcinoma della mammella è la neoplasia maligna più frequente nella donna: ne colpisce una su 10, oltre 31.000 nuovi casi ogni anno in Italia. I progressi nelle terapie sono notevoli: se identificato precocemente, la sopravvivenza supera il 90%. Tuttavia resta la prima causa di mortalità per cancro nelle donne e ogni 12 mesi fa registrare nel nostro Paese circa 11.000 decessi. Ma, anche se le terapie raggiungono risultati sempre più efficaci, non bisogna dimenticare che la vera arma vincente è la prevenzione”. Se oggi per la maggior parte della popolazione la consapevolezza è buona, gli esami regolari non sono ancora diventati un’abitudine e restano aperte molte questioni organizzative”. Notevoli le differenze territoriali: “Se in alcune zone le cose funzionano in maniera ottimale – conclude il prof. Cognetti – , ad esempio in Emilia Romagna, Toscana o Lombardia, in altre purtroppo, soprattutto al Sud, l’applicazione dei programmi di screening è ancora decisamente insufficiente”.
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