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2 Giugno 2014

TUMORE DEL SENO, ITALIA AL VERTICE DELLA RICERCA. IL PROF. CONTE: “NUOVE ARMI CONTRO LE FORME PIÙ AGGRESSIVE”

Chicago, 2 giugno 2014 – Il Direttore dell’Oncologia dello IOV di Padova: “Valuteremo l’efficacia di nab-paclitaxel in prima linea nella malattia metastatica ‘triplo-negativa’, particolarmente difficile da trattare”

Nel nostro Paese vivono più di 522mila donne con tumore del seno. Le percentuali di guarigione sono in costante crescita, oggi infatti l’87% è vivo a cinque anni dalla diagnosi. Ma alcune forme di questa neoplasia sono particolarmente aggressive, in particolare quella metastatica “triplo-negativa”. Si stanno però affacciando nuove armi in grado di migliorare le percentuali di sopravvivenza, anche in questi casi. Al 50° Congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), il più importante appuntamento mondiale di oncologia in corso a Chicago fino al 3 giugno, viene presentato lo studio internazionale “tnAcity” di fase II/III, che valuterà i profili di efficacia e sicurezza di due regimi di combinazione di nab-paclitaxel (con gemcitabina o carboplatino) come trattamento di prima linea per il carcinoma mammario metastatico triplo-negativo, utilizzando gemcitabina e carboplatino come controllo. L’Oncologia Medica dell’Istituto Oncologico Veneto (IOV) di Padova, diretta dal prof. Pierfranco Conte, è il centro coordinatore per l’Italia di questo importante studio. “Nab-paclitaxel – afferma il prof. Pierfranco Conte -, cioè paclitaxel legato all’albumina in nanoparticelle, è un farmaco innovativo che coniuga un principio attivo di efficacia antitumorale comprovata, paclitaxel, con la tecnologia d’avanguardia basata sulle nanoparticelle. È già impiegato con successo nel trattamento del carcinoma mammario metastatico nei casi in cui la terapia di prima linea non risulti più efficace. Questo studio ha l’obiettivo di valutare la sua efficacia, in prima linea, in una delle forme più difficili da trattare, quella ‘triplo-negativa’”. Nella fase II dello studio, i ricercatori statunitensi ed europei (in Italia, il gruppo diretto dal prof. Conte) valuteranno 240 pazienti. Obiettivo primario della fase II è identificare il braccio di combinazione con nab-paclitaxel che dovrà essere valutato nella fase III, in cui saranno randomizzate 550 pazienti. Endpoint primario dello studio tnAcity è la sopravvivenza libera da progressione, mentre endpoint secondari sono il tasso di risposta obiettiva, la sopravvivenza globale, il tasso di controllo della malattia, la durata della risposta e la sicurezza. Saranno inoltre condotte analisi dei biomarcatori e delle cellule tumorali circolanti.
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