Medinews
11 Dicembre 2008

TUMORE DEL SENO: AL VIA CAMPAGNA SU FACEBOOK OBIETTIVO: MIGLIORARE I DIRITTI DELLE DONNE GUARITE

http://www.medinews.it/sez,1472

Scarica la cartella stampa

Parte dall’Italia il primo studio sugli aspetti medici, lavorativi e psico-sociali del dopo malattia: sul web, poi in tre centri oncologici di eccellenza. Sono 400 mila persone solo nel nostro Paese

San Antonio, 11 dicembre – Donne guarite dal tumore del seno protagoniste su facebook: parte su questo network virtuale una campagna di sensibilizzazione per un progetto di ricerca rivolto a chi ha sconfitto la malattia. A queste ex-pazienti sarà richiesto di entrare ne “La storia di Paula: la vita dopo il tumore del seno” e rispondere a un questionario. Astrazeneca, azienda fortemente impegnata nel sostegno di progetti educazionali, si impegna poi a rendere possibile un’iniziativa concreta anche nella realtà italiana. L’obiettivo è promuovere la prima ricerca mai realizzata sulle condizioni di vita delle donne guarite, 400 mila nel nostro Paese. “Sono ormai, per fortuna, un piccolo esercito ma nessuno ha ancora analizzato con criteri scientifici come stanno davvero – commenta il prof. Pierfranco Conte, direttore del Dipartimento oncologico del Policlinico di Modena -. Al di là del problema fisico, sono riuscite a reintegrarsi nel lavoro? Come è cambiato il loro rapporto con il proprio compagno e con i figli? E quali sono stati gli eventuali effetti a lungo termine delle terapie? Sono in qualche modo discriminate in quanto ex malate di un “male incurabile”? Dopo il successo della “Storia di Paula” la fiction in 3D che abbiamo promosso e che ha per protagonista proprio una donna guarita, vogliamo ora verificare come vivono le migliaia di “Paula” italiane. Lo faremo per prima cosa su facebook e, anche a partire dai dati raccolti, il nostro centro, con il Regina Elena di Roma e l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, attiverà poi un vero e proprio studio osservazionale che prenderà in esame in particolare tre aspetti: sanitario, lavorativo, psico-sociale”. Il progetto, proprio per le sue finalità, gode del patrocinio del Ministero per le Pari Opportuità. L’iniziativa viene presentata oggi negli Stati Uniti, nel corso del San Antonio Breast Cancer Symposium, il più importante Congresso mondiale sul tumore del seno, e raccoglie il grande interesse della comunità scientifica internazionale. “Colpisce l’innovatività e anche la scelta di puntare su un coinvolgimento diretto dei cittadini tramite facebook” sottolinea Gabriel Hortobagyi, direttore dell’M.D. Anderson Cancer Centre di Houston, il più grande centro oncologico al mondo. Il “principe” dei social network, con oltre 3 milioni di iscritti nel nostro Paese e oltre 120 milioni in tutto il pianeta, non è infatti solo un luogo di svago ma può essere utilizzato per promuovere cause benefiche o sociali. Chiunque, entrando da oggi nel gruppo virtuale, ha a disposizione informazioni e materiali sulla prevenzione il trattamento della malattia, link e video di approfondimento, e può rivolgere domande agli esperti: risponderanno oncologi qualificati, coordinati dal Dipartimento modenese. Questo il link per accedere: http://www.facebook.com/s.php?q=storia+di+paula&init=q&sid=b5f3a3c5ae4a28cc17e1dcd418fb7f26#/group.php?gid=37632636044

“La scelta di sostenere questo progetto sottolinea il forte impegno sociale della nostra azienda – sottolinea Astrazeneca – . Siamo convinti infatti che la più importante arma contro il tumore sia la conoscenza. Visitare “La storia di Paula: la vita dopo il tumore del seno” consentirà a tutti – soprattutto i giovani, grandi utilizzatori di facebook – di accrescere le proprie competenze sul tumore del seno e sviluppare una maggiore sensibilità nei confronti di chi affronta questa malattia”. Chi invece è riuscito a superare il tumore potrà raccontare la propria esperienza, per incoraggiare gli altri, ma soprattutto rispondere al questionario per contribuire a mettere a fuoco criticità e discriminazioni a cui si deve al più presto porre rimedio.
Il tumore della mammella, che colpisce oltre 35.000 donne ogni anno nel nostro Paese, se viene diagnosticato quando è inferiore al centimetro, guarisce nel 95% dei casi. Tuttavia resta ancora, nei paesi occidentali, la prima causa di morte femminile nella fascia di età tra i 35 e i 44 anni.
La campagna virtuale, attiva da oggi, si propone di raccogliere dati e garantire la massima eco allo studio, che prenderà il via nei primi mesi del 2009 con l’obiettivo di concludersi nella prima metà dell’anno.

Scarica

TORNA INDIETRO