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17 Gennaio 2005

TUMORE DEL SENO: A MILANO COLPISCE 1.500 DONNE L’ANNO. NUOVA TERAPIA AUMENTA LA SOPRAVVIVENZA DEL 40%

Buone notizie per la cura annunciate dalle massime autorità internazionali

Milano, 17 gennaio 2005 – E’ il killer più pericoloso per le donne oltre i 55 anni: il tumore del seno colpisce ogni anno 31.000 persone in Italia, uccidendone 11.000. Anche a Milano il problema è molto sentito: in città si ammalano ogni anno 1.500 donne, di cui il 70-80% sopravvive. La diagnosi precoce attuata con la mammografia – raccomandata soprattutto a chi è più a rischio perché ha avuto uno o più casi in famiglia – consente di salvare molte vite, così come gli interventi chirurgici sempre più mirati e le terapie più efficaci. Ma chi è colpito vive con l’angoscia che il tumore, anche se curato con successo, si ripresenti. Oggi le più recenti indagini internazionali offrono alle pazienti e alle loro famiglie una concreta speranza: secondo uno studio canadese (MA-17) condotto su oltre 5.000 donne in menopausa pubblicato sul New England Journal of Medicine (una delle più prestigiose riviste di medicina), l’utilizzo di una molecola, il letrozolo, ha consentito di ridurre del 40% sia le ricadute che la mortalità. Risultati entusiasmanti, ribaditi poche settimane fa da un’altra autorevole pubblicazione, l’aggiornamento dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), la più importante società scientifica oncologica del mondo. Nel tumore del seno ‘ormonosensibile’ (il 70% dei casi), l’ASCO consiglia il letrozolo dopo la terapia standard con tamoxifene, decisione presa in seguito ai benefici dimostrati in termini di sopravvivenza globale. “Sono in corso studi per verificare l’impiego del letrozolo in sostituzione del tamoxifene – puntualizza il prof. Alberto Scanni, responsabile dell’Oncologia Medica dell’Azienda Ospedaliera Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano, dov’è attivo un centro specializzato in senologia – Se i risultati futuri saranno incoraggianti come quello ottenuti finora avremo un’arma in più per combattere il cancro: si introdurrà l’uso del letrozolo come terapia adiuvante, da utilizzare subito dopo la diagnosi”. Oggi le cure a disposizione proteggono le donne dalla possibile ricomparsa della malattia a 5 anni dalla diagnosi. Ma il rischio di ammalarsi ancora non è scongiurato definitivamente. Che fare quindi? Lo studio MA-17 ha fornito la risposta, consentendo di continuare la terapia dopo i 5 anni. “Il letrozolo – afferma il prof. Scanni – non solo protegge la donna dallo sviluppo di recidive ma migliora anche la sopravvivenza e sembra proteggere anche contro il rischio della diffusione del tumore all’altro seno. Le pazienti che sembrano trarre maggiore beneficio sono quelle con linfonodi colpiti dal tumore.” “E’ sempre comunque importante affidarsi a centri specializzati proprio perché è con la scelta della cura più appropriata che si ottengono i migliori risultati”. Giuliano D’Ambrosio
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