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7 Dicembre 2015

TUMORE DEL PANCREAS, 250 NUOVE DIAGNOSI L’ANNO IN FRIULI VENEZIA GIULIA GLI ONCOLOGI: “SERVE PIU’ INFORMAZIONE SULLA MALATTIA”

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Udine, 5 dicembre 2015 –Il prof. Gianpiero Fasola (Direttore Dipartimento Oncologia dell’AOU di Udine): “E’ una neoplasia che risente molto degli stili di vita errati. Solo il fumo provoca il 30% dei casi tra i maschi del nostro Paese”

Il tumore del pancreas nel 2015 ha colpito 250 abitanti del Friuli Venezia Giulia, 12.500 persone in tutta Italia. È una forma di cancro molto aggressiva e a prognosi sfavorevole. Eppure i cittadini non sembrano esserne informati. Secondo un sondaggio dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) il 77% non conosce i sintomi, l’88% non ha mai letto nulla in merito e il 97% non ne ha mai parlato con il proprio medico di famiglia. Ma otto su 10 sono interessati a saperne di più. Per colmare queste lacune l’AIOM promuove PanCrea: creiamo informazione, un “Tour della prevenzione” che vuole fare luce su una delle neoplasie a prognosi più sfavorevole e che oggi fa tappa a Udine con un convegno nazionale presso Sede della Regione della città. “Il trattamento migliore per il paziente colpito da cancro al pancreas richiede necessariamente il coinvolgimento di diverse figure specialistiche che può essere garantito solo in centri sanitari altamente specializzati – afferma Gianpiero Fasola Direttore del Dipartimento di Oncologia dell’AOU di Udine -. Oggi prima che delle cure è importante occuparsi di prevenzione: ad esempio ilsolo il fumo di sigaretta provoca il 30% dei casi tra gli uomini e il 10% nelle donne”. “Il tour PanCrea è fondamentale perché punta a informare la popolazione – sottolinea Fabio Puglisi professore di oncologia medica dell’Università di Udine -. Seguire uno stile di vita sano è necessario per ridurre il rischio di cancro, anche del pancreas. Ma, secondo il 49% delle persone, che hanno risposto al nostro sondaggio, una condotta equilibrata serve a poco. Non sanno, ad esempio, che uno dei pericoli più grandi è la sigaretta: infatti il 23% di loro fuma. Ma non solo. Il 55% non pratica esercizio fisico con regolarità e solo uno su dieci mangia le porzioni di frutta e verdure raccomandate. Comportamenti non corretti, su cui dobbiamo intervenire”. L’iniziativa è giunta alla seconda edizione e quest’anno tocca altre cinque regioni con altrettanti incontri aperti al pubblico, che vedono la partecipazione di oncologi, medici di famiglia, pazienti, giornalisti e cittadini. Nell’ambito di PanCrea sono stati realizzati due opuscoli informativi, uno dedicato alla prevenzione e uno ai pazienti, oltre che al sito internet www.tumorepancreas.org. “Solo il 7% dei casi di tumore del pancreas è individuato in fase iniziale – sottolinea il dr. Fasola -. E’ una malattia molto difficile da diagnosticare, perché non esistono screening specifici come per il cancro al seno o del colon-retto. Tuttavia un paziente su 10 ha avuto un familiare colpito dallo stesso tumore. In ogni caso, segnalare tempestivamente al proprio medico sintomi sospetti, che indichino un cambiamento delle proprie condizioni di salute, è sempre opportuno”.

Il carcinoma pancreatico fino a poco tempo era una patologia “orfana” e gli oncologi avevano a disposizione pochi farmaci. Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha portato all’introduzione nella pratica clinica di nuovi farmaci (tra cui il nab-paclitaxel) e nuovi schemi di trattamento (come il FOLFIRINOX), che hanno dimostrato efficacia nei pazienti con tumore del pancreas in stadio avanzato. “Da febbraio di quest’anno è rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale nab-paclitaxel (paclitaxel legato all’albumina formulato in nanoparticelle), un farmaco antitumorale già utilizzato nel trattamento del cancro della mammella metastatico – conclude il prof. Puglisi -. La tecnologia brevettata “nab” ha un meccanismo di azione innovativo che sfrutta le più recenti scoperte in ambito di nanotecnologia. Riesce infatti ad arrivare alla radice del tumore rallentando o, persino, arrestandone la crescita. L’auspicio è che la ricerca porti presto ad altri avanzamenti non solo nella conoscenza dei meccanismi della biologia del tumore, ma anche nello sviluppo di nuove strategie terapeutiche”.

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