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21 Marzo 2006

TUMORE DEL COLON, MILLE GUARITI IN PIU’ OGNI ANNO IN ITALIA: LA TERAPIA COMBINATA RIDUCE DEL 25% IL RISCHIO DI RECIDIVA

Gli studi presentati al “World Congress on Gastrointestinal Cancer”di Barcellona

Barcellona, 16 giugno 2005 – “Un paziente su 4 destinato ad andare incontro ad una recidiva guarirà definitivamente dal tumore del colon”. E’ questo, secondo il prof. Alberto Sobrero, primario della Divisione di Oncologia dell’Ospedale San Martino di Genova, il dato più importante che emerge da due studi clinici – il “National Surgical Adjuvant Breast and Bowel Project (NSABP) Protocol C-07” e il “MOSAIC” – che hanno verificato l’efficacia della combinazione del trattamento standard (5-fluorouracile e leucovorin) con l’oxaliplatino (FLOX) in terapia adiuvante, cioè subito dopo l’intervento chirurgico. Siamo di fronte dunque ad un progresso decisivo nella lotta a questo big killer, che rappresenta la terza neoplasia per diffusione nella popolazione italiana, con circa 35.000 nuovi casi registrati ogni anno e 17.000 morti. “L’altro rilievo da fare – sostiene ancora Sobrero– è che i risultati dei due trial sono sovrapponibili, malgrado schemi di terapia con oxaliplatino diversi, e questo rinforza ancora di più il ruolo cardine dell’agente chemioterapico nel trattamento del carcinoma del colon retto in fase precoce”. “Negli ultimi 10 anni – conferma il prof. Roberto Labianca, presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e direttore dell’Unità di Oncologia degli Ospedali Riuniti di Bergamo – per nessuna patologia tumorale abbiamo assistito ad un progresso così importante. Se con il solo intervento chirurgico guariva la metà dei pazienti con linfonodi infiltrati, mentre l’altra metà presentava una recidiva o una metastasi entro i 5 anni successivi, l’aggiunta della chemioterapia consente di guarire almeno 15 pazienti in più”. Il carcinoma del colon retto e le novità in terapia sono tra gli argomenti più dibattuti al congresso “World Congress on Gastrointestinal Cancer”, in corso dal 15 al 18 giugno a Barcellona, alla presenza dei maggiori esperti provenienti da tutto il mondo.

Il MOSAIC è uno studio randomizzato internazionale di fase III che ha incluso 2246 pazienti di 146 centri in 20 Paesi. “L’obiettivo primario – spiega il prof. Labianca – era di valutare la sopravvivenza libera da malattia di pazienti operati e successivamente sottoposti a chemioterapia standard a base di 5-FU/LV, con o senza l’aggiunta di oxaliplatino. I risultati ottenuti con lo schema di combinazione, denominato FOLFOX4, sono enormi: abbiamo assistito ad una riduzione del rischio di ricaduta per il 25% dei pazienti in stadio III a 4 anni. Concretamente significa che se questo dato lo trasferiamo alla situazione italiana, dove abbiamo circa 10.000 nuovi casi all’anno di stadi III, riusciremo a salvare dalla ricaduta circa 1000 pazienti in più, a fronte, tra l’altro – prosegue Labianca – di effetti collaterali accettabili. L’incidenza per esempio di sintomi neurosensoriali cumulativi di grado 3 nei pazienti trattati con oxaliplatino è stata pari al 12%. Circa il 90% ha comunque mostrato una loro remissione, almeno parziale, in occasione della visita di follow-up a 6 mesi. Per quanto riguarda la neurotossicità, sono in programma ulteriori studi di approfondimenti, tra questi anche uno del gruppo GISCAD (Gruppo Italiano per lo Studio dei carcinomi dell’apparato digerente), per valutare la possibilità di diminuire il numero delle somministrazioni mantenendo l’efficacia”. L’indicazione dell’oxaliplatino per la terapia adiuvante è già stata approvata negli Stati Uniti e in molti Paesi Europei, tra i quali Francia, Gran Bretagna e Germania. In Italia è attualmente in fase di approvazione.
Al congresso AIOM di Torino del settembre 2002, commentando i primi risultati della chemioterapia con oxaliplatino nel tumore metastatico, il prof. Sobrero disse che qualora si fosse riusciti ad utilizzare con successo la combinazione subito dopo la resezione del cancro, si sarebbe finalmente potuto parlare di guarigione. “Dopo solo tre anni questa speranza è diventata realtà”.
A confortare le evidenze del MOSAIC ci sono anche i risultati del NSABP: 2407 pazienti arruolati, il 28,6% con tumore del colon di stadio II e il 71,4% di stadio III.. “Anche in questo caso – commenta il prof. Sobrero – abbiamo visto che a tre anni dall’intervento chirurgico la terapia di combinazione settimanale FLOX aumenta dal 71,6% al 76,6% la probabilità dei pazienti di essere liberi da malattia, riducendo contemporaneamente del 21% il rischio di recidiva. Riassumendo, lo studio NSABP non solo conferma quanto già visto nel MOSAIC: mostra come il beneficio per i pazienti con carcinoma colorettale in stadio II o III non metastatico non dipende quindi dalla schedula chemioterapica utilizzata, ma dall’oxaliplatino, che in aggiunta a 5-fluorouracile ed acido folinico riduce in modo significativo il rischio di ricadere dopo resezione del tumore primario”.
Oltre al vantaggio immediato per i malati, i risultati di questi studi aprono inoltre prospettive ancora più importanti. Secondo gli esperti, se anche i farmaci di nuova generazione, attualmente impiegati con grande successo nel carcinoma metastatico, si riuscirà ad utilizzarli in adiuvante, la battaglia contro il carcinoma del colon potrà fare a breve ulteriori progressi.
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