giovedì, 3 dicembre 2020
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6 Giugno 2006

TUMORE AL SENO, PRIMA CAUSA DI MORTE IN LOMBARDIA. MILANO CAPITALE MONDIALE DELLA LOTTA AL CANCRO

sez,464

Convegno della Fondazione Michelangelo sulle linee guida all’Istituto dei tumori

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Milano, 15 maggio 2006. Il tumore al seno rappresenta la prima causa di morte delle donne lombarde fra i 35 e i 44 anni. E la Lombardia detiene il triste primato per la mortalità da cancro in Italia nei maschi e nelle femmine. Ma è anche il luogo dove meglio si curano i pazienti, dove esistono centri di riferimento internazionali, dove si sperimentano le migliori e più innovative terapie, dove si concentrano i massimi esperti, riconosciuti in ogni angolo del globo. Esperti che si ritrovano oggi all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano per il terzo Seminario-Convegno nazionale della Fondazione Michelangelo dal titolo “Carcinoma mammario operabile: linee guida, saggezza clinica e decisione di terapia medica”. Il congresso si pone un obiettivo chiaro, ambizioso – spiega il dott. Luca Gianni, coordinatore scientifico della Fondazione Michelangelo e direttore dell’Oncologia Medica 1 dell’Istituto dei Tumori – contribuire a far chiarezza fra gli oncologi sulle diverse linee guida adottate a livello internazionale per combattere questo tipo di tumore, giustificate dalla complessità diagnostica e delle opzioni terapeutiche oggi disponibili. Si tratta – si badi bene – di complessità fortunatamente ricche. Oggi ciascuno di noi può far molto di più per queste pazienti rispetto ad anni fa: lo dimostrano i progressi che hanno portato ad una significativa riduzione della mortalità”. Vent’anni fa solo il 40 per cento delle donne italiane guariva. Oggi 8 su 10 riescono a vincere la malattia.

Come si sa – aggiunge Gianni – esistono diverse linee guida basate su considerazioni non completamente sovrapponibili per cui era opportuno fare il punto della situazione per mettere tutti nella condizione di agire al meglio”.
Organizza la Fondazione Michelangelo, “regalo” di Gianni Bonadonna alla comunità oncologica e scientifica italiana. Negli anni ’80, l’oncologo milanese si era posto il problema di come affrontare la transizione dalla ricerca clinica effettuata in pochissimi centri di eccellenza a una che doveva rispondere alla sempre più larga diffusione dell’oncologia sul territorio, collaborazione che aprisse le porte dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano a tutti coloro che volevano collaborare alla messa a punto di nuove terapie per il carcinoma mammario.
Si è contribuito così alla lotta contro il tumore del seno, lotta che ha portato “ad una situazione – sottolinea il dott. Gianni – notevolmente migliore di quella di 10 anni fa. Con l’esplosione della migliore applicazione possibile di nuove terapie e la messa a punto di nuovi sistemi di prognosi con la biologia molecolare saremo in grado di fare meglio. Se non riusciremo a debellare la malattia completamente, sicuramente sarà possibile renderla un problema meno drammatico di come è stato fino ad oggi”.
E l’Italia si conferma all’avanguardia in campo internazionale. Le statistiche di Euroscan dicono che il nostro è il Paese nel quale mortalità da tumori è tra le più basse d’Europa, proprio perché il sistema sanitario di casa nostra ha saputo affrontare problema dell’oncologia in modo tempestivo e qualitativo. Non c’è dubbio che vi è la necessità di mantenere tendenza di fronte alla crescita dell’innovazione e delle possibilità terapeutiche”.
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