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14 Marzo 2003

TUMORE AL CERVELLO, UN TEST GENETICO ‘PRESCRIVE’ LA CURA CHEMIOTERAPIA PERSONALIZZATA PER OGNI PAZIENTE

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Nuove speranze dal II congresso internazionale sul cancro cerebrale aperto oggi a Padova

Padova, 14 marzo 2003 – Un test genetico e un approccio terapeutico personalizzato: sono queste le due strategie su cui oggi fanno grande affidamento i ricercatori per combattere efficacemente il cancro al cervello, neoplasia in preoccupante aumento, in particolare nella fascia tra i 20 e i 40 anni. Con i test genetici è possibile identificare il miglior percorso di cura di ogni malato. Per esempio individuare quei pazienti con tumore a lenta crescita, i cosiddetti gliomi a basso grado, che traggono beneficio dalla sola chemioterapia orale, meno invasiva della radioterapia. La personalizzazione terapeutica si fonda invece sull’impiego, secondo modi e tempi variabili per ogni paziente, della temozolomide, il farmaco standard di cura. “Dopo 30 anni di ricerche – afferma la dr.ssa Alba Brandes, responsabile di neurooncologia presso la divisione oncologia media dell’azienda-ospedale di Padova e vice presidente dell’EORTC (European Organisation for Research and Tratment of Cancer) – si sono finalmente aperti concreti spiragli di speranza per le circa 7000 persone che annualmente in Italia vengono colpite da questa forma tumorale. La messa a punto di nuovi e più selettivi chemioterapici, ma in particolare i progressi dell’ingegneria genetica, consentono di predisporre terapie personalizzate. Il nuovo millennio ha sancito un passaggio epocale: i successi terapeutici consentono oggi all’oncologo di occuparsi non solo della terapia del tumore ma anche della riabilitazione e della qualità della vita di chi sopravvive. Questo significa, per esempio, aiutare i malati a recuperare le normali funzioni quotidiane e consentire loro di riacquistare l’aspetto estetico temporaneamente compromesso dalle cure”. Per parlare di tutti questi temi e delle nuove prospettive terapeutiche di questa neoplasia, oggi e domani a Padova si tiene la II International Conference in Neuro-Oncology, presieduta dalla dott.ssa Brandes, a cui partecipano i delegati delle massime Istituzioni Sanitarie Mondiali.

I tumori del sistema nervoso centrale rappresentano una modesta frazione di tutte le neoplasie della popolazione adulta, con un’incidenza annuale calcolata intorno a 7-11 casi su 100.000 abitanti e un indice di mortalità di 3.3 negli uomini e di 2.3 nelle donne, sempre su 100.000. In Europa causano il 2% di tutti i decessi per cancro. I tassi di incidenza nella ASL 16 di Padova (dati del Registro Tumori del Veneto, riferiti agli anni ‘95-’96) sono di 11,3 uomini e 8,7 donne su 100.000, corrispondenti rispettivamente all’1.8 e 1.6% di tutte le neoplasie, con un numero di casi attesi pari approssimativamente a 30 l’anno. Nell’Oncologia Medica di Padova vengono però visitati 300 nuovi pazienti all’anno, il 60% dei quali provenienti da fuori Regione. “Il nostro grande problema – spiega la dott.ssa Brandes – è che abbiamo a che fare con un male subdolo e silenzioso, con poche o nessuna possibilità di prevenzione. Quando si manifesta è già tumore e allora non c’è tempo da perdere: bisogna intervenire immediatamente con un approccio multidisciplinare. L’intervento chirurgico – prosegue l’esperta – rappresenta il primo atto terapeutico, a cui seguono la radioterapia e/o la chemioterapia”.
Rispetto al passato anche nella cura dei tumori cerebrali è stato fatto un enorme passo in avanti. “Le cellule nervose non si rigenerano – afferma Brandes – e questo spesso riduce le possibilità di trattamento da parte del neurochirurgo e del radioterapista. Ogni tipo di terapia va dunque personalizzata sul singolo paziente, cercando di ottenere il massimo beneficio con il minimo danno.”
In caso poi di ricaduta solo pochi pazienti possono essere rioperati. “A quel punto – prosegue l’esperta – la chemioterapia diventa la nostra principale risorsa e la temozolomide ha mostrato una risposta nel 30% dei malati insensibili alla chemioterapia di prima linea, mentre in un altro 30% consente di stabilizzare la malattia, aumentando di conseguenza la sopravvivenza. Utilizzando uno specifico test genetico possiamo curare in ambulatorio o addirittura a casa molti pazienti, con comprensibile enorme vantaggio per la loro qualità di vita”.
La Neuroncologia di Padova, oltre ad essere il Centro Italiano di riferimento, è attualmente anche l’unico dove è possibile studiare questa sensibilità alla chemioterapia e dove possono essere arruolati pazienti nei trial clinici di sperimentazione di nuovi farmaci. “Per correttezza – aggiunge Brandes – va però detto che non tutti i pazienti possono entrare a far parte di protocolli di sperimentazione, ma solo quelli che rispondono a determinati parametri: dall’età, alle caratteristiche del tumore, alle patologie associate. In questo momento stiamo valutando l’efficacia di farmaci come l’irinotecan e l’oxaliplatino, già impiegati nei tumori del colon, e tutta una serie di nuovi prodotti che agiscono bloccando la formazione dei vasi sanguigni, togliendo quindi l’ossigeno al tumore: i cosiddetti farmaci antiangiogenetici. Grande interesse sta suscitando inoltre la sperimentazione del Glivec, farmaco orale efficace nella leucemia mieloide cronica, che agisce bloccando una proteina anomala presente nelle cellule tumorali. Anche in questo caso, Padova è stato l’unico Centro Italiano ammesso a questa sperimentazione, ed alcuni pazienti ne hanno tratto un significativo beneficio”.
Vivere però non basta: bisogna anche vivere bene, in sintonia con il proprio corpo e con l’ambiente socio familiare che ci circonda. “Proprio per questo – conclude Alba Brandes, che per la sua attività di ricerca è stata insignita dell’ordine di Cavaliere della Repubblica dal Presidente Ciampi – insieme all’aspetto terapeutico noi non trascuriamo quello riabilitativo estetico. L’alopecia a chiazze, conseguenza dalla radioterapia, può infatti indurre una difficile accettazione della propria immagine, con grave peggioramento per la vita quotidiana – sociale, affettiva e lavorativa – sia negli uomini che nelle donne. A Padova, i pazienti affetti da tumore cerebrale, oggi possono sottoporsi gratuitamente al trapianto dei capelli”.

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