sabato, 28 novembre 2020
Medinews
11 Marzo 2003

TUMORE AL CERVELLO IN FORTE CRESCITA: AUMENTA IL RISCHIO TRA I ‘COLLETTI BIANCHI’

Colpisce soprattutto dai 20 ai 40 anni. Per affrontarlo terapie sempre più ‘intelligenti’ con molecole in grado di colpire solo le cellule malate rispettando l’integrità di quelle sane

Padova, 11 marzo 2003 – Un incremento medio fino al 40% negli ultimi 20 anni. E’ il dato allarmante sui casi di tumore del cervello, malattia che colpisce soprattutto i giovani dai 20 ai 40 anni. Le ultime indagini epidemiologiche americane mostrano un identikit finora inedito e preoccupante delle persone potenzialmente a rischio: alle categorie note (dipendenti esposti ad agenti chimici o solventi e professionisti esposti a radiazioni e campi elettromagnetici) si vanno sommando i cosiddetti ‘colletti bianchi’, impiegati di ogni categoria. Un fenomeno sulle cui cause gli esperti stanno ancora cercando spiegazioni. Ma se questo tipo di cancro è in aumento, la terapia è sempre più efficace e permette di salvare un numero sempre maggiore di pazienti. “I nuovi farmaci stanno diventando sempre più selettivi e meglio tollerati – spiega la dr. Alba Brandes, presidente del congresso mondiale sui tumori cerebrali in programma a Padova il 14 e 15 marzo, responsabile di neurooncologia presso la divisione oncologia media dell’azienda-ospedale di Padova e vice presidente dell’EORTC (European Organisation for Research and Tratment of Cancer) – Quelli più selettivi agiscono bloccando gli stimolatori di crescita cellulare di uno specifico tumore nel singolo paziente (come l’Imatinib e gli inibitori delle tirosinchinasi e dell’angiogenesi) e risparmiano le cellule cerebrali sane. Tra i farmaci meglio tollerati, alcuni, come la temozolomide possono essere assunti per via orale anche per anni. La convivenza con un tumore cerebrale può infatti durare molto a lungo, ora, ed è per questo che ogni trattamento innovativo deve garantire sempre e comunque una buona qualità di vita e di indipendenza del malato. E la combinazione di chemio e radioterapia rimane il trattamento fondamentale per i tumori cerebrali”. In calo – secondo gli scienziati – il ricorso alla ‘radiochirurgia robotica’. “Va detto, per non creare false illusioni ai malati, che la radioterapia standard e i farmaci rappresentano l’unico metodo validato che tutela la quantità e la qualità di vita dei malati – conclude la presidente del congresso -. Tumori cerebrali comuni come glioblastoma, astrocitoma anaplastico e glioma a basso grado hanno natura infiltrante, quindi già alla diagnosi sono localmente diffusi. Purtroppo, la radiochirurgia mirata (tipo gamma-knife e cyber-knife) su cui si erano riposte tante speranze, ha dimostrato efficacia solo su lesioni circoscritte e per di più ad alte dosi, con aumento di rischio di necrosi (morte cellulare di una parte del cervello) e danni cognitivi permanenti al paziente” conclude la presidente del congresso.
Di tutti questi argomenti si discuterà venerdì 14 e sabato 15 marzo presso il Policlinico di Padova, Aula Morgagni nel corso del massimo appuntamento internazionale degli specialisti di questa branca dell’oncologia riuniti per il convegno “Future Trends in the Treatment of Brain Tumors” cui partecipano i delegati delle massime Istituzioni Sanitarie Mondiali.
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