Medinews
21 Dicembre 2005

TROPPO CALCIO NELLE CORONARIE “SPIA” DELLA DISFUNZIONE ERETTILE

Lo studio, presentato oggi al congresso di Modena e curato dalla Cattedra di Cardiologia del Policlinico cittadino, è stato pubblicato sul Journal American College of Cardiology

Modena, 13 ottobre 2005 – Sono relazioni pericolose quelle tra aterosclerosi e disfunzione erettile. Terzo incomodo è l’eccessiva presenza di calcio nelle coronarie. È questo il dato principale di uno studio pubblicato recentemente sul Journal American College of Cardiology e approfondito durante il convegno internazionale “From Endothelium Ballon through Cardiovascular Imaging”, che si chiuderà domani a Modena. Il lavoro, coordinato dalla prof.ssa Maria Grazia Modena, direttore della Cattedra di Cardiologia dell’Università di Modena e Presidente della Società Italiana di Cardiologia (SIC), rivela il rapporto diretto tra la presenza di calcio, la formazione di placca aterosclerotica e la disfunzione erettile negli uomini con circa 50 anni: l’età media della popolazione dello studio è di 50 +/- 6 anni, è durato dal gennaio 2003 al Novembre 2004, su 70 pazienti consecutivi confrontati con 73 controlli. “L’aterosclerosi – spiega la prof. Modena – modifica la struttura delle arterie a causa, per esempio, di un accumulo di grassi e di un eccesso di depositi di calcio. Le manifestazioni cliniche più frequenti e gravi sono l’infarto del miocardio, l’ictus cerebrale e la gangrena degli arti inferiori. Ma anche, per gli uomini giovani, problemi di disfunzione erettile e di impotenza sessuale”. Certamente l’aterosclerosi costituisce la principale causa di malattie cardiovascolari, la cui incidenza negli ultimi decenni è andata progressivamente aumentando, specie nei Paesi a elevato tenore di vita.

“La nostra ricerca – spiega la prof.ssa Modena – è stata svolta a livello endoteliale utilizzando strumenti non invasivi come gli ultrasuon sull’arteria del braccio e la Tac Coronarica che ci ha consentito di ‘vedere’ le coronarie senza iniettare il liquido di contrasto. Un approccio molto più leggero rispetto alla tradizionale coronografia. Lo studio, svolto su un gruppo di 70 persone, dimostra innanzitutto che l’eccesso di calcio è un rumoroso campanello d’allarme che segnala la presenza di placca aterosclerotica. Se questo avviene in una persona anziana possiamo considerarlo abbastanza normale,anche se è sempre questione di quantità. Ma un’ abbondante presenza di calcio sotto i 50 anni significa che siamo di fronte non solo ad un rischio elevato di ictus o di infarto ma anche di disfunzione erettile. Studiando l’endotelio, inoltre, si è visto anche che l’indice di infiammazione (la proteina C reattiva) viene alterato in base alla presenza di calcio nelle coronarie. Quindi, questi cinquantenni, oltre a curare la disfunzione erettile, dovranno essere seguiti aggressivamente anche dal punto di vista della prevenzione”.
Ma non è questa l’unica novità affrontata al convegno che da lustro alla città. “Al Policlinico – aggiunge la prof.ssa Modena – eseguiamo da due anni interventi di angioplastica primaria (inseriamo cioè il famoso ‘palloncino’ in caso di infarto miocardico acuto) e siamo tra i primi ad aver studiato in modo seriato, con la Risonanza Magnetica (una delle macchine acquisite con progetti di ricerca finanziati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena), il cuore di 70-80 pazienti sottoposti a questo intervento. Grazie a questo meraviglioso e sofisticato strumento siamo in grado di vedere se e come il cuore si riprende, indipendentemente dal tempo e dalla velocità in cui si arriva in ospedale. A distanza quindi di 3, 6, 9 e 12 mesi, è possibile vedere chi ha recuperato completamente e chi invece va incontro ad una progressivo sfiancamento del cuore. Ciò indipendentemente dall’apparente successo dell’angioplastica di primo intervento”.
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