giovedì, 26 novembre 2020
Medinews
23 Novembre 2007

TERAPIA DELLA LEUCEMIA MIELOIDE CRONICA: UN PARADIGMA DI BUONA MEDICINA

Domani a Napoli all’ospedale Cardarelli convegno sulle novità di trattamento

Roma, 23 novembre 2007 – Da alcuni mesi anche in Italia i pazienti con leucemia mieloide cronica che hanno dovuto abbandonare il trattamento attuale per problemi di intolleranza o di farmaco-resistenza hanno finalmente a disposizione una nuova terapia a bersaglio molecolare. Al Dasatinib, questo il nome del nuovo farmaco, è dedicato un convegno all’ospedale Cardarelli di Napoli “Aggiornamenti sulla fisiopatologia molecolare e cellulare e sul trattamento delle leucemie Philadelphia positive” con la partecipazione di numerosi esperti del settore. Il meeting è coordinato dal dr. Felicetto Ferrara, primario della Divisione di Ematologia con Trapianto di cellule staminali emopoietiche.

La leucemia mieloide cronica può essere considerata un paradigma della buona medicina, l’esempio di come una terapia possa rivoluzionare l’approccio ad una patologia. Il 2001, con l’approvazione della prima molecola ‘intelligente’ per combattere le leucemie, l’Imatinib, ha rappresentato una svolta: si è entrati nell’era delle “targeted therapies”, terapie in grado di colpire selettivamente le cellule responsabili della patologia. Tuttavia anche l’Imatinib mostra le sue debolezze. Circa un terzo dei pazienti, infatti, deve abbandonare la terapia principalmente per problemi di resistenza o di intolleranza. I ricercatori hanno messo a punto una nuova molecola capace di funzionare in quei pazienti per i quali la cura con Imatinib non va più bene: oggi è disponibile il Dasatinib, farmaco che ha avuto uno dei più rapidi sviluppi clinici nella storia della medicina. Nato nei laboratori di ricerca della Bristol-Myers Squibb, è da giugno 2007 disponibile per i pazienti italiani a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale.
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