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5 Maggio 2009

SINTOMI PREMESTRUALI, UNA DONNA SU 4 ‘KO’ PER UN GIORNO AL MESE. IL 70% DELLE ITALIANE: “COMPROMESSO IL RENDIMENTO AL LAVORO”

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Venezia, 5 marzo 2009 – Questi i risultati del sondaggio della SIGO: il ginecologo coinvolto solo nel 30% dei casi. Eppure esistono i rimedi efficaci: disponibile da febbraio Yaz, la prima pillola anticoncezionale specifica

Per 43 italiane su 100 compromettono la vita sociale, per il 53% quella di coppia, quella lavorativa o scolastica per ben il 70%. Sono i disturbi premestruali – mal di testa, irritabilità, instabilità dell’umore, alterazioni del sonno, gonfiore, stanchezza – che costringono il 25% delle donne a rimanere a casa per un giorno o più al mese. È quanto emerge dal sondaggio condotto dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), su un campione di 743 donne e presentato oggi a Venezia durante il XIII Congresso mondiale della International Academy of Human Reproduction in corso fino all’8 marzo. “È proprio vero che le donne sopportano: mi sarei aspettato un’astensione dal lavoro ben più elevata, a fronte della quantità e dell’intensità dei disagi che ci riferiscono – commenta il prof. Emilio Arisi, direttore dell’ostetricia e ginecologia del S. Chiara di Trento e consigliere SIGO -: disturbi spesso considerati, per motivi culturali, un “destino ineluttabile” connaturato all’essere femminile. Solo il 30% delle donne ne parla col ginecologo: chi lo fa invece ottiene in genere una risposta appagante. Il 22% – consigliata dal proprio specialista di fiducia – ha utilizzato la pillola contraccettiva per risolvere il problema con un grado di soddisfazione elevato nel 75% dei casi”. In particolare, è disponibile da un mese anche in Italia Yaz, un nuovo estroprogestinico, a base di drospirenone, capace di assicurare una gestione ottimale della sintomatologia premestruale. “Yaz prevede l’assunzione di 3 pillole aggiuntive di ormone attivo (24 rispetto alle tradizionali 21) – spiega la prof.sa Alessandra Graziottin, direttore del centro di ginecologia del San Raffaele Resnati di Milano -. L’effetto benefico del progestinico viene massimizzato, l’apporto ormonale diventa più equilibrato e i disturbi scompaiono”. Ma una donna su due (51%) non parla con nessuno del proprio problema e sceglie invece soluzioni fai da te: il 62% aspetta che passi. Il 30% assume farmaci antinfiammatori o antidolorifici. Rimedi temporanei e poco efficaci: il 46% delle donne si dichiara per nulla o scarsamente soddisfatta. Per migliorare il livello di consapevolezza sui sintomi premestruali e la loro gestione la SIGO ha promosso un opuscolo rivolto alle donne: tra i consigli, il “diario mestruale” per prendere nota dei disturbi correlati al ciclo, e riportarli in maniera fedele allo specialista. Il booklet verrà distribuito da oggi negli ambulatori dei ginecologi e dei medici di famiglia.

La “tensione” premestruale rappresenta uno fra i disturbi più diffusi, in base a quanto rilevato dall’indagine. È causata dalla ritenzione idrica che comporta gonfiore e indolenzimento addominale e mammario (entrambi al 54%). “Può interessare fino all’80% delle adolescenti – dichiara il prof. Felice Petraglia, direttore della clinica ostetrica e ginecologica dell’Università di Siena -. Il percorso tipico prevede che le ragazze trascurino il problema, per poi rivolgersi al ginecologo solo quando aumenta il numero dei sintomi, la loro intensità e la durata (da uno/due giorni fino anche a una settimana). A questo punto intervengono le mamme, preoccupate, che spingono le figlie a rivolgersi al medico. Gli estroprogestinici rappresentano in genere la soluzione proposta in prima battuta, anche se in alcuni casi la stessa sintomatologia premestruale compare nella settimana di sospensione. Un problema risolto con la nuova pillola, che prevede l’assunzione continuativa”. Ma solo il 18% delle donne che hanno partecipato al sondaggio utilizza gli anticoncezionali ormonali orali, percentuale in linea con la media italiana: in testa la Sardegna (28,6%) seguita da quasi tutte le regioni del nord. Fra queste il Veneto, che rappresenta quella con le più basse percentuali (16,1%), decisamente inferiori rispetto alle zone più industrializzate del Paese (Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana). Segue il sud, con i livelli minimi di Campania e Basilicata, dove non si raggiunge l’8%. Dati che confermano la resistenza delle nostre connazionali nei confronti di questo contraccettivo. “Che cosa preoccupa di più una giovane donna, quando pensa alla pillola? Due aspetti in particolare: non ingrassare e non avere la cellulite – afferma la Graziottin -. È possibile soddisfare queste esigenze scegliendo la pillola giusta. Il drospirenone è l’unico progestinico derivato dallo spironolattone, un diuretico, che aiuta quindi a ridurre il peso e contrastare la ritenzione idrica. Possiede inoltre un effetto anti-androgenico importante per il trattamento dell’acne, dell’irsutismo e di altri disturbi iperandrogenici, estremamente rilevanti per la qualità di vita della donna”. La scelta anticoncezionale risulta determinante per il mantenimento della capacità procreativa: perciò il Congresso di Venezia considera questo tema una priorità. Ma il meeting, che si ripete ogni 4 anni e vede riuniti oltre 2.000 fra i maggiori esperti al mondo, punta l’attenzione anche su temi come l’oncologia ginecologica, la gravidanza, le infezioni genitali, l’endometriosi, la chirurgia laparoscopica, il dolore pelvico, la diagnosi prenatale, la procreazione medicalmente assistita. “La tendenza a posticipare sempre più avanti negli anni la scelta di diventare madri comporta per le giovani donne un lungo periodo di contraccezione consapevole – spiega il prof. Andrea Genazzani direttore della cattedra di ostetricia e ginecologia all’Università di Pisa e presidente del Congresso -. Se si pensa ai molteplici benefici extracontraccettivi, come la prevenzione e il trattamento di disturbi del ciclo, della sindrome premestruale, del rischio di cisti ovariche e mammarie benigne, di fibromi o di endometriosi, si può facilmente considerare la pillola come un concreto aiuto per la miglior conservazione della fertilità femminile”.

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