giovedì, 26 novembre 2020
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25 Novembre 2004

SIMG, IL CAMBIAMENTO INIZIA DALLA QUALITA’ DEI SERVIZI: AL VIA CLINICAL GOVERNANCE E SCUOLA DI RICERCA

A Firenze il 21° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Generale

Firenze, 25 novembre 2004 – La creazione di un rapporto più costruttivo con tutti gli attori del Sistema Sanitario Nazionale; il lancio di un grande progetto di Clinical Governance sul modello inglese; la presentazione, infine, della Scuola di Formazione per la ricerca clinica in medicina generale. Sono questi i tre temi “politici” del 21° Congresso SIMG, in programma a Firenze dal 25 al 27 novembre, e che, non a caso, ha per titolo: “Il tempo del cambiamento: valori professionali, competenza clinica, organizzazione sanitaria. Nuove frontiere di un’altra Medicina Generale”.
“L’evoluzione dello scenario della sanità – spiega il presidente SIMG, Claudio Cricelli -impone ormai un’assunzione generale di responsabilità e, di fatto, l’apertura da parte delle istituzioni di un confronto con le società medico scientifiche: una componente che rappresenta più di 120.000 medici accreditati e alcune decine di migliaia iscritti in associazioni minori, locali e non accreditate. Durante il congresso elaboreremo un documento per dar modo a tutti gli interlocutori di conoscere e comprendere la nostra visione del ruolo di una moderna società medico scientifica, delle funzioni di sussidiarietà che essa può svolgere, delle relazioni che a nostro parere devono intercorrere con le varie parti del mondo medico sanitario, inclusi gli ordini, i sindacati, le forze politiche, il Servizio Sanitario e le terze parti”.
E un esempio di questo nuovo corso della medicina di famiglia è rappresentato proprio dalla Clinical Governance, che mira al miglioramento della qualità professionale e dei servizi. In che modo, lo riassume Ovidio Brignoli, vice presidente della Società. “Negli ultimi dieci anni si sono affinati gli strumenti di lavoro, in particolare il supporto informatico, grazie al quale è stato possibile creare database condivisi da gruppi di medici, elaborare e confrontare dati sulle principali patologie croniche, valutare se i dati in questione sono allineati rispetto alla buona pratica clinica, espressa dalle linee guida di riferimento internazionali. Sulla base di ciò, ora intendiamo andare ad analizzare, insieme alle USL del territorio, che rappresentano il nostro principale interlocutore, quali sono i punti da sviluppare, e su questo costruire un progetto di pratica clinica, i cui risultati andranno esaminati di anno in anno. Mi riferisco.soprattutto alle patologie come l’ipertensione, le malattie cardiovascolari e il diabete che rappresentano circa il 70% della spesa sanitaria, farmacologica e non farmacologica, e costituiscono un problema di risorse all’interno dei piani regionali. Perché solo quest’anno abbiamo deciso di lanciare il modello della Clinical Governance? In primo luogo – continua Brignoli – perché oggi abbiamo l’esperienza necessaria per gestire il progetto. In secondo luogo perchè è un processo di qualità che la medicina generale non può condurre da sola ma implica il coinvolgimento di tutte le parti del Servizio Sanitario Nazionale. Infine, perché riteniamo non ci sia via d’uscita: l’unico modo vero per costruire una convenzione nuova è quello di definire un processo di governo clinico della materia”. Il progetto di Clinical Governance è già in fase avanzata in alcune città della Lombardia, ma la SIMG prevede di estenderlo a tutte le Regioni entro il 2005.
Collegata alla Clinical Governance è anche l’ultima iniziativa della SIMG: l’apertura di una Scuola di Formazione per la ricerca clinica in medicina generale che, come spiega ancora Cricelli: “avrà sede a Firenze ed ha l’obiettivo, in questa prima fase, di formare alcune centinaia di medici italiani da coinvolgere nelle sperimentazioni di Fase III e IV e nei grandi studi osservazionali. Per questo progetto, che partirà nei primi mesi del prossimo anno, abbiamo chiesto la collaborazione dell’Osservatorio delle Sperimentazioni Cliniche, dell’Agenzia Italiana del Farmaco, della Società Italiana di Farmacologia e di Farmindustria”.
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