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30 Novembre 2012

SICOB: NON SI PUÒ MORIRE A CAUSA DI UN VOLO NEGATO. LE PERSONE OBESE VANNO TUTELATE NELLA VITA QUOTIDIANA

Firenze, 30 novembre 2012 – “Una donna che pesava 190 chili è deceduta dopo non essere stata ammessa in aereo. La sua tragica fine deve far riflettere, la discriminazione può essere fatale. E’ necessario incentivare la chirurgia bariatrica per contrastare il fenomeno della globesità e continuare a salvare vite umane”

“La discriminazione può costare la vita di una persona gravemente obesa. Non possiamo lasciare solo chi ha un’aspettativa di vita inferiore di dieci-quindici anni rispetto ai normopeso”. E’ questo il commento del Presidente della Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle Malattie Metaboliche (SICOB) e Direttore della chirurgia bariatrica e metabolica del Policlinico “Careggi” di Firenze Marcello Lucchese al recente fatto di cronaca che si è verificato a Budapest. Vilma Soltesz, una cittadina statunitense che pesava oltre 190 chili si trovava nella capitale magiara e doveva tornare a New York per sottoporsi a cure mediche. Due compagnie aeree le hanno negato il volo verso gli States e per questo la donna è deceduta. “È una storia agghiacciante e proprio per questo deve fare riflettere le istituzioni competenti, tutti gli operatori sanitari ma anche i semplici cittadini. Noi chirurghi bariatrici – sottolinea il Presidente SICOB – lavoriamo quotidianamente con pazienti affetti da gravissimi problemi di peso e siamo quindi pienamente consapevoli delle loro sofferenze. Quando una persona pesa oltre 150 chilogrammi, oltre ad essere gravemente malata, va incontro ad enormi problematiche anche nello svolgimento delle semplici azioni quotidiane, come allacciarsi le scarpe, lavarsi da soli, andare al cinema, prendere un bus oppure, come nel caso specifico, l’aereo. A questi inconvenienti si somma l’indifferenza o addirittura l’ostilità della nostra società”. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nell’intero pianeta 1,5 miliardi di adulti (di età superiore ai 20 anni) sono in sovrappeso. Di questi, 200 milioni di uomini e circa 300 milioni di donne sono gravemente obesi. Solo in Italia il loro numero è cresciuto del 25% dal 1994 ad oggi. “Noi esperti definiamo questo fenomeno globesità – afferma Lucchese -. Di fronte a questi numeri sempre più preoccupanti due sono le strade da percorrere. La prima è promuovere, soprattutto fra i più giovani, stili di vita più sani e una diversa cultura alimentare. La seconda è incentivare la chirurgia bariatrica, in quanto è l’unico metodo efficace per ridurre drasticamente il grave eccesso di peso e quindi le innumerevoli patologie che ad esso si associano”.
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