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18 Ottobre 2017

SIBIOC: NUOVI MARKER POSSONO “MISURARE” I BENEFICI DELL’ATTIVITÀ SPORTIVA

Firenze, 16 ottobre 2017 – Il presidente nazionale, prof. Ciaccio: “Ora siamo in grado di studiare particolari sostanze nei muscoli che agiscono come antiageing in chi pratica sport per lunghi periodi”

Giocare a pallone per tanti anni allunga la vita delle nostre cellule muscolari e nervose. Non è più solo un’ipotesi legata ai generici benefici dell’attività sportiva ma lo dimostra uno studio italo-danese presentato nel corso del 49° Congresso nazionale della SIBioC (Società Italiana Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica) dal titolo ‘Medicina di Laboratorio e Clinica: tra presente e futuro‘ in corso a Firenze fino a mercoledì 18 a Palazzo dei Congressi. “Oggi la nostra disciplina, sempre più aggiornata e trasversale, è in grado di studiare particolari sostanze nei muscoli – spiega il prof. Marcello Ciaccio, presidente della società scientifica – che ci permettono di verificare quanto l’esercizio fisico continuativo influenzi la longevità. Allo studio, presentato nel corso del nostro congresso annuale, ha partecipato il gruppo dell’università di Napoli in collaborazione con quella di Copenhagen ed ha permesso di verificare che chi ha giocato a football per lungo periodo presenta una migliore funzione cardiorespiratoria rispetto ai coetanei che non hanno praticato sport. I marker che oggi siamo in grado di studiare in laboratorio indicano che il calcio praticato per tutta la vita consente di ottenere risultati positivi sulla regolazione delle sostanze coinvolte nell’integrità delle cellule nervose e nei tessuti muscolari.” Secondo i ricercatori, i dati indicano miglioramenti tali da considerare l’allenamento continuativo con l’attività calcistica uno strumento per la prevenzione delle malattie e per ritardare il declino legato all’età”.

I risultati ottenuti con misurazioni di laboratorio documentano che l’allenamento fisico migliora la forza muscolare, la composizione corporea, la capacità cognitiva e la qualità di vita anche in pazienti con BPCO (Bronco-pneumopatia Cronica Ostruttiva). Alcuni studi suggeriscono l’allenamento combinato, aerobico e di forza ad alta intensità: il primo offre benefici sulla capacità cognitiva, il secondo migliora la funzione muscolare periferica, la composizione corporea e i riflessi. L’esercizio di alta intensità nella BPCO offre grandi benefici in un tempo ristretto, rispetto alla bassa intensità. Ma i vantaggi del movimento interessano anche le pazienti con cancro della mammella: studi presentati al Congresso hanno dimostrato con ampia evidenza gli effetti benefici dell’attività fisica in tutte le fasi dello sviluppo del tumore, dalla prevenzione, terapia e cure successive.
“L’allenamento di resistenza – sottolinea il Prof. Ciaccio – dovrebbe far parte del trattamento anche di queste pazienti per evitare abitudini sedentarie, perché ha dimostrato effetti positivi sull’atrofia muscolare. Quello della correlazione tra attività fisica e adattamenti biochimici dell’organismo è un settore a cui la SIBioC si sta dedicando con interesse. Si tratta di temi emergenti che rendono sempre più trasversale la medicina di Laboratorio – conclude il prof. Ciaccio – non più sinonimo di analisi e test in provetta ma sempre più vicina alla clinica. Oggi la nostra disciplina, grazie alle innovazioni tecnologiche e alla ricerca, svolge una funzione sempre più vicina agli individui, con il monitoraggio di diversi parametri che indicano precisi meccanismi fisiopatologici. Possiamo anche identificare prima della medicina clinica eventuali patologie, seguirne l’evoluzione e la risposta alle terapie.” All’appuntamento nazionale di Medicina di Laboratorio e Biochimica Clinica, cui partecipano oltre 100 relatori tra i più illustri professionisti del settore, grande spazio è stato dato a nuove sfide nel campo del danno neurologico acuto, oltre che alla gestione di patologie a larga incidenza come diabete, aterosclerosi, infarto, tumori, malattie neurodegenerative.
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