venerdì, 27 novembre 2020
Medinews
30 Marzo 2007

SENO, L’AIFA APPROVA UNA NUOVA TERAPIA. DIMEZZA IL RISCHIO DI UN SECONDO TUMORE

sez,474

Efficace la somministrazione di Trastuzumab nel trattamento precoce del carcinoma mammario HER2 positivo. Stili di vita adeguati funzionano come i trattamenti

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Napoli, 15 settembre 2006 – Una donna su due guarisce da uno dei carcinomi mammari più aggressivi, quello cosiddetto HER2 positivo, che colpisce il 30 per cento delle pazienti. L’eccezionale risultato, sicuramente il migliore da anni a questa parte, viene grazie alla terapia con trastuzumab che ha dimostrato di ridurre il rischio di recidiva di ben il 46%, somministrato dopo la normale chemioterapia. Proprio per questo anche in Italia, l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha appena approvato la nuova indicazione di trastuzumab nel trattamento precoce del tumore del seno HER2 positivo, dopo l’intervento chirurgico. “Questo significa che le donne hanno a disposizione un’ottima arma in più contro questa neoplasia – commenta il prof. Sabino De Placido, ordinario di Oncologia all’Università Federico II di Napoli e presidente della XIII Conferenza nazionale AIOM, in corso a Napoli fino a domani 16 settembre -. Gli studi clinici, in particolare lo studio internazionale HERA a cui hanno partecipato 5090 pazienti arruolate in 480 centri di 39 Paesi, lo hanno confermato senza equivoci, a conferma di un risultato senza precedenti. Soprattutto perché l’obiettivo era la guarigione completa”. “Consentire il rapido accesso a questa terapia innovativa – continua il prof. De Placido – rappresenta un importante progresso nella cura di una malattia che rappresenta ancor oggi la prima causa di morte nelle donne italiane fra i 35 e i 49 anni, con oltre 12000 decessi e 31000 nuovi casi ogni anno”. E il tumore della mammella è la neoplasia che ha registrato i maggiori successi in termini di guarigioni e sopravvivenza: oggi, infatti, grazie alla prevenzione, alle nuove tecniche chirurgiche e ai farmaci “intelligenti” 8 donne su 10 guariscono.
La nuova indicazione per trastuzumab è al centro dei lavori della XIII Conferenza nazionale AIOM, a cui partecipano oltre 500 fra i massimi esperti nazionali e internazionali, per confrontarsi e fare il punto dei progressi delle nuove terapie in campo oncologico.

“Trastuzumab – aggiunge De Placido – è un anticorpo monoclonale umanizzato, creato per identificare e bloccare l’attività di HER2, una proteina prodotta da un gene specifico a potenziale cancerogeno. Oncologi e autorità sanitarie – afferma il prof. De Placido – hanno compreso l’importanza dei risultati dello studio Hera e hanno riservato all’iter registrativo della nuova indicazione un canale preferenziale per poter garantire alle donne italiane un rapido accesso alla terapia innovativa. Le ‘terapie target’ devono essere considerate il futuro dell’onco-ematologia. E sono già numerose le molecole oggi disponibili per il trattamento di diverse forme tumorali, in grado di rivoluzionare le prospettive terapeutiche e di sopravvivenza”.
Non solo farmaci. La prevenzione – si sa – rimane la vera arma vincente e costituisce infatti una difesa efficace contro l’insorgenza del carcinoma mammario. “Ma gli ultimi studi pubblicati – afferma il prof. Marco Venturini, primario della Divisione di Oncologia dell’Ospedale Sacro Cuore-Don Calabria di Negrar – ci permettono di dire con certezza che il mutamento di stili di vita errati rappresenta una vera e propria ‘terapia’ che affianca quella farmacologica. Tre sono i cardini su cui intervenire: perdita di peso, attività fisica, alimentazione povera di acidi grassi che si sono dimostrati capaci di ridurre del 30% il rischio di recidiva. Si è dimostrato che le donne obese presentano un rischio di ricaduta doppio rispetto alle magre”. “Il controllo del peso – conclude il prof. Venturini – è strettamente correlato non solo alla dieta, ma anche al movimento fisico. Un’attività fisica di 2-3 ore alla settimana di cammino a passo sostenuto, oltre ad avere un ruolo preventivo nei confronti delle malattie cardiovascolari, del diabete e dell’obesità, contrasta l’insorgenza del tumore della mammella riducendo il rischio di una volta e mezzo rispetto alle donne inattive”.
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