lunedì, 23 novembre 2020
Medinews
11 Febbraio 2005

SCOPERTO IL GENE “POKEMON”, E’ IL RESPONSABILE DELLO SVILUPPO DELLE CELLULE TUMORALI

Bloccarlo consentirà di arrestare i meccanismi di proliferazione del cancro

Roma, 19 gennaio 2005 – Si chiama POKEMON, come il famoso cartone animato, il nuovo onco-gene riconosciuto come il responsabile principale della formazione e dello sviluppo delle cellule tumorali. La scoperta è opera di un ricercatore romano, da 10 anni negli Stati Uniti, il prof. Pier Paolo Pandolfi, direttore del “Cancer Biology and Genetics Laboratory” del prestigioso Memorial-Sloan Kettering Cancer Center di New York. La notizia, diffusa dal prof. Pandolfi nel corso un incontro promosso dall’Istituto Regina Elena di Roma, sarà ufficializzata al mondo scientifico internazionale domani, 20 gennaio con la pubblicazione del lavoro sulla rivista “Nature”.
Lo studio, condotto nel laboratorio di oncologia molecolare, è stato messo a punto da una equipe di ricercatori, guidati da Pandolfi, che negli ultimi anni ha lavorato sui meccanismi genetici e molecolari coinvolti nella caratterizzazione biologica sia di tumori solidi che del sangue. Si è giunti all’individuazione di POKEMON (il nome nasce dalla sintesi di una sigla complessa) onco-gene coinvolto nella nascita di molte neoplasie tra cui, ad esempio, tumori del sangue come i linfomi, sia tumori solidi, e che si differenzia da altri già scoperti per l’importante ruolo giocato nel controllo della maturazione e proliferazione sia delle cellule normali che delle cellule tumorali.
“La scoperta – spiega il prof. Pandolfi – è estremamente significativa: abbiamo infatti dimostrato che, una volta neutralizzato e bloccato il gene, il processo tumorale si arresta completamente. Negli ultimi anni ci sono stati individuati molti geni che causano il cancro ma nessuno con le particolari caratteristiche di POKEMON. Infatti, se viene bloccato e tolto dalla cellula – continua il prof. Pandolfi – ciò impedisce la funzione altri onco-geni coinvolti nel processo di trasformazione tumorale”. Ma quali saranno le ricadute pratiche nelle cure al paziente oncologico? “L’implicazione terapeutica è importante – spiega il ricercatore – perché quando riusciremo a sviluppare un farmaco contro questo gene – e sappiamo come fare perché conosciamo come funziona la proteina codificata dal gene – potremo bloccare il processo tumorale”. La ricerca dell’applicazione pratica è già iniziata, dal giorno stesso della scoperta. “È in corso lo screening per i farmaci che bloccano la funzione di POKEMON con sistemi automatici e robotizzati che riducono di molto i tempi – conclude Pandolfi –. Poi ci saranno la sperimentazione del farmaco individuato e i tempi di approvazione”.
Ma la strada per la scoperta di farmaci mirati ai meccanismi di funzionamento cellulare è già tracciata. Insieme al direttore scientifico dell’Istituto Regina Elena di Roma, prof. Francesco Cognetti, Pandolfi ha visitato i nuovi laboratori del complesso di Mostacciano e del Rome Oncogenomic Center (ROC) presso il centro di ricerca sperimentale di Pietralata.
“I 12 laboratori – spiega il prof. Cognetti – attrezzati con le più avanzate tecnologie in cui lavoreranno un centinaio di ricercatori è un polo di ricerca tra i più importanti al mondo per l’altissima qualità nel campo degli oncogeni per lo sviluppo di terapie mirate contro ogni forma tumorale. Con il prof. Pandolfi – conclude Cognetti – abbiamo concordato una stretta collaborazione tale da rendere il Rome Oncogenomic Center (ROC) e l’attività di ricerca traslazionale dell’Istituto Regina Elena di Roma competitiva a livello internazionale”. Giuliano D’Ambrosio
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