domenica, 26 settembre 2021
Medinews
9 Maggio 2008

SCLEROSI MULTIPLA, NEL LAZIO COLPISCE 5.000 PERSONE. “INTERVENIRE SUBITO PER ‘BLOCCARE’ LA MALATTIA”

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Il prof. Pozzilli del S. Andrea: “Il trattamento precoce salva la qualità della vita ma dobbiamo aumentare la cultura degli operatori”. Eccellente la rete assistenziale regionale

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Roma, 9 maggio 2008 – La sclerosi multipla va bloccata sul nascere: con un intervento tempestivo oggi è infatti possibile ridurre radicalmente l’aggressività della malattia, che colpisce oltre 5.000 persone solo nella regione Lazio. “Ma è necessario “attivarsi” fin dal primo attacco – afferma il prof. Carlo Pozzilli Professore Ordinario del Dipartimento di Scienze Neurologiche dell’ Ospedale S. Andrea, Università “La Sapienza” di Roma -. Le nuove evidenze dimostrano infatti che un trattamento precoce con interferone beta-1b, dopo il primo episodio, rallenta del 40% la progressione della malattia e della disabilità. È quindi importante aumentare le conoscenza sulla patologia fra i cittadini e diffondere la cultura dell’intervento precoce fra gli operatori sanitari”. L’assistenza al malato è infatti fornita da un team multispecialistico che vede in prima fila neurologi, infermieri e psicologi, figure che sono state coinvolte, insieme ai farmacisti ospedalieri, nel progetto “Question Time in sclerosi multipla. Contro la progressione della disabilità: il trattamento precoce è la nuova opportunità?”. Non si tratta di un corso di aggiornamento ma di un vero e proprio talk show itinerante di sensibilizzazione e formazione che si svolge oggi a Roma e che in seguito toccherà Bari, Firenze, Genova e Padova. “La sfida – spiega il prof. Pozzilli -, è riuscire a identificare fin da subito i sintomi e a trasmettere ai pazienti fiducia nei trattamenti. Questo richiede un inteso lavoro d’équipe che solo le strutture di eccellenza riescono a garantire al meglio. Dall’attivazione del Centro Sclerosi Multipla dell’Ospedale S. Andrea, nel 2001, abbiamo assistito oltre 4.000 pazienti, di cui 500 provenienti da altre Regioni. Oggi, grazie anche alla collaborazione con altri Centri di Sclerosi Multipla operanti nel Lazio, possiamo affermare che i nostri cittadini possono contare su una rete assistenziale di ottima qualità”

La sclerosi multipla rappresenta la prima causa di invalidità di origine neurologica nel giovane adulto. È più frequente nelle donne rispetto agli uomini e si manifesta prevalentemente fra i 20 e i 40 anni, con un picco intorno ai 20-30. Nel nostro Paese colpisce circa 54.000 persone ogni anno. Si tratta di una malattia dagli elevati costi sociali: “Da uno studio recente, realizzato dall’AISM – spiega il prof. Pozzilli – risulta un costo medio anno per persona pari a 25.000 euro, che diventano 57.000 quando il paziente diventa completamente non autosufficiente. L’assistenza del malato è inoltre spesso un carico molto pesante per la famiglia, con difficoltà che si aggravano quando si fa riferimento a grandi contesti urbani come Roma. Tuttavia è proprio la gestione domiciliare la strada da seguire: io stesso ho coordinato un progetto pilota, proprio nella nostra città, che dimostra come questa permetta un miglioramento della qualità di vita dei pazienti senza un aumento dei costi diretti ed indiretti facendo ricorso ad un team composito di operatori sanitari (medici, infermieri, psicologo, assistente sociale)”. Per ridurre il peso assistenziale della malattia è inoltre fondamentale l’ intervento precoce, che permette di bloccare l’evoluzione della malattia e impedisce la distruzione di altre parti del cervello. I dati più recenti di un importante trial internazionale sul trattamento con interferone beta-1b, lo studio BENEFIT, mostrano come un inizio tempestivo, subito dopo il primo sintomo, riduca del 40% il rischio di sviluppare un danno neurologico permanente. Dopo tre anni, i pazienti che avevano iniziato immediatamente il trattamento mostravano il 41% in meno di probabilità di sviluppare la sclerosi multipla rispetto quanti lo avevano iniziato successivamente. Il trattamento precoce con interferone beta-1b rappresenta attualmente un’alternativa unica per i pazienti: nessun’altra molecola per la sclerosi multipla ha infatti dimostrato questi risultati. Ma oltre all’investimento in ricerca è importante anche crescere la cultura della malattia: i sintomi iniziali possono infatti essere piuttosto blandi, come debolezza e affaticamento, disturbi della vista, della sensibilità o motori, e per questo spesso i pazienti attendono troppo, prima di rivolgersi al medico. Una grande attività di informazione per diffondere una corretta informazione sulla sclerosi multipla e per sensibilizzare l’opinione pubblica e tutti coloro che sono coinvolti è quella svolta dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla che dal 1968, interviene nel nostro paese per promuovere ed erogare servizi sociali e sanitari, per promuovere e sostenere la ricerca scientifica e per affermare i diritti delle persone con sclerosi multipla. “La nostra Associazione richiama l’attenzione già da molti anni sull’importanza della terapia precoce, così come dimostrato da numerosi studi scientifici – dichiara il prof. Mario Alberto Battaglia, presidente della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla – . La scelta terapeutica più opportuna deve essere concordata tra il neurologo curante e la persona con sclerosi multipla, che deve poter scegliere il trattamento precoce senza ostacoli, per questo l’Associazione chiede la rimborsabilità del farmaco a carico del Servizio Sanitario Nazionale per la terapia precoce e garantisce l’informazione attraverso, il proprio sito, le riviste e tutti gli altri canali”. Contro la progressione della disabilità il trattamento precoce rappresenta un’opportunità unica per fermare un processo irreversibile e intervenire prima che la malattia assuma percorsi imprevedibili.
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