venerdì, 27 novembre 2020
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10 Luglio 2008

SCLEROSI MULTIPLA, IN LIGURIA COLPISCE 1.600 PERSONE. IL TRATTAMENTO PRECOCE ‘BLOCCA’ SUL NASCERE LA MALATTIA

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Il San Martino tra i centri di eccellenza nazionali, seguiti 1.000 pazienti l’anno, il prof. Mancardi ‘Intervenire fin dal primo attacco’. Una siringa monouso semplifica la somministrazione

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Genova, 10 luglio 2008 – Ricerca sulle cellule staminali, trapianto autologo e un centro di risonanza magnetica dedicato: questi sono i punti di forza che fanno del San Martino una realtà di assoluta eccellenza nazionale nel trattamento della sclerosi multipla. Ogni anno qui vengono seguiti circa 1.000 pazienti, di cui il 15% arriva da fuori regione: la Liguria conta circa 1.600 malati, in Italia sono 57.000. “Oggi disponiamo di terapie efficaci per contrastare la malattia fin dal primo attacco – afferma il prof. Giovanni Luigi Mancardi, Ordinario di Neurologia, Direttore della Clinica Neurologica II dell’Università di Genova – : le evidenze dimostrano che gli Interferoni o il Glatiramer Acetato, se utilizzati fin dall’esordio, sono in grado di rallentare la progressione della malattia. In particolare un recente studio che ha utilizzato l’Interferone beta- 1b dopo il primo episodio, ha dimostrato che tale trattamento precoce diminuisce del 40% la probabilità di avere un secondo episodio e quindi di sviluppare pienamente la sclerosi multipla.. A supporto del trattamento precoce, è stata inoltre messa a punto una nuova confezione di siringa monodose, a disposizione in Italia dal giugno scorso, che semplifica l’autosomministrazione del farmaco e migliora l’adesione alla terapia. “Ma nel nostro centro ci occupiamo molto anche dei casi più aggressivi, per cui siamo un punto di riferimento nazionale – continua il prof. Mancardi -. Partecipiamo e promuoviamo infatti studi per dimostrare come, in pazienti molto gravi, un’intensa immunosoppressione seguita da trapianto autologo di cellule staminali del midollo osseo possa arrestare – almeno temporaneamente – l’avanzare della malattia”. Il trattamento precoce con farmaci immunomodulanti viene raccomandato dagli esperti fin dal primo attacco. “È molto importante aumentare nei cittadini le conoscenze sulla malattia e i suoi sintomi – continua Mancardi – e diffondere la cultura dell’intervento tempestivo fra gli operatori sanitari“. È questo l’obiettivo del progetto “Question Time in sclerosi multipla”, un vero e proprio talk show itinerante di sensibilizzazione e formazione rivolto a neurologi, infermieri, psicologi e farmacisti. Sono oltre 100 i professionisti coinvolti oggi a Genova. L’iniziativa, che ha già toccato Milano, Roma, Bari e Firenze, prevede un ulteriore incontro a Padova a settembre.

La sclerosi multipla è più frequente nelle donne rispetto agli uomini e si manifesta prevalentemente fra i 20 e i 40 anni, con un picco intorno ai 20-30: rappresenta la prima causa di invalidità di origine neurologica nel giovane adulto. “Oggi sappiamo che la disabilità si riduce quanto più precocemente si interviene per impedire alla malattia di distruggere altre parti del cervello – spiega il prof. Mancardi. I dati più recenti di un importante trial internazionale sul trattamento con interferone beta-1b, lo studio BENEFIT, dimostrano infatti come un inizio tempestivo, subito dopo il primo sintomo, riduca del 40% il rischio di sviluppare un danno neurologico permanente. “Per una diagnosi precoce ed accurata la risonanza magnetica è uno strumento fondamentale – continua Mancardi – . Al San Martino disponiamo di un Centro di Ricerca di Risonanza Magnetica dedicato allo studio delle malattie del sistema nervoso, che oltre all’attività clinica, dedica 1.000 ore l’anno alla ricerca. E i nostri studi si concentrano anche sulle staminali e la ricerca di base: in particolare il Dr. Antonio Uccelli, che lavora nella Clinica Neurologica II, per primo ha dimostrato come le cellule mesenchimali (presenti nel midollo osseo) riescano a ridurre l’aggressività della malattia, determinando un sensibile miglioramento della malattia nel modello sperimentale animale. La prossima sfida è passare all’uomo”.
I sintomi iniziali della sclerosi multipla possono essere piuttosto blandi, come debolezza e affaticamento, disturbi della vista, della sensibilità o motori, e per questo spesso i pazienti attendono troppo, prima di rivolgersi al medico. Una grande attività di informazione per diffondere una corretta informazione sulla sclerosi multipla e per sensibilizzare l’opinione pubblica e tutti coloro che sono coinvolti è quella svolta dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla che, dal 1968, interviene nel nostro paese per promuovere ed erogare servizi sociali e sanitari, per promuovere e sostenere la ricerca scientifica e per affermare i diritti delle persone con sclerosi multipla. “La nostra Associazione richiama l’attenzione già da molti anni sull’importanza della terapia precoce, così come dimostrato da numerosi studi scientifici – dichiara il prof. Mario Alberto Battaglia, presidente della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla – . La scelta terapeutica più opportuna deve essere concordata tra il neurologo curante e la persona con sclerosi multipla, che deve poter scegliere il trattamento precoce senza ostacoli, per questo l’Associazione chiede la rimborsabilità del farmaco a carico del Servizio Sanitario Nazionale per la terapia precoce e garantisce l’informazione attraverso, il proprio sito, le riviste e tutti gli altri canali”.
Contro la progressione della disabilità il trattamento precoce rappresenta un’opportunità unica per fermare un processo irreversibile e intervenire prima che la malattia assuma percorsi imprevedibili.
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