mercoledì, 14 aprile 2021
Medinews
21 Marzo 2006

SCHERING ITALIA, NEL 2004 IL FATTURATO SALE DEL 15,5% EXPLOIT DELL’ANTICONCENZIONALE YASMIN: +76,5%

sez,403

Bilancio positivo per la filiale italiana dell’azienda tedesca:
incrementi 4 volte superiori alla media del settore

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Berlino, 14 aprile 2005 – Sono contrassegnate dal segno + le voci di bilancio 2004 della Schering S.p.A., filiale italiana di Schering AG, gruppo farmaceutico tedesco operante da oltre 150 anni nel campo della salute e presente a livello mondiale con 140 filiali. Particolarmente buono il fatturato originato dalle vendite dei farmaci, pari a Euro 306 milioni, in aumento del 15,5% rispetto all’anno precedente, oltre 4 volte rispetto alla crescita di mercato. “Ulteriore dato positivo – spiega l’Amministratore Delegato della Schering, Sergio Liberatore – è che tale incremento non è imputabile, se non in misura minima (0,9%) all’aumento dei prezzi, ma ai maggiori volumi e mix di prodotti (14,6%). Per il secondo anno consecutivo l’azienda italiana ha inoltre fatto registrare un indice di evoluzione a valori superiore alla media (103 nel 2004). A trainare la crescita sono i prodotti di più recente introduzione nel mercato italiano ma anche i prodotti dal fatturato ormai consolidato. Fra i primi spicca Yasmin. Si tratta, – come specifica Liberatore – “di una pillola anticoncezionale a base di un progestinico di nuova generazione, il drospirenone, che è diventato il prodotto numero uno dell’azienda e il contraccettivo più venduto in Italia a soli due anni dal lancio. Non a caso il fatturato per questo prodotto è aumentato del 76,5%, un successo senza precedenti”. Buoni anche i risultati di un farmaco per la terapia della sclerosi multipla, in commercio da oltre 10 anni, il Betaferon, che ha fatto registrare un +9,3% del fatturato, passato dai 31 milioni di Euro del 2003 ai 34 milioni di Euro del 2004. Fra i prodotti dal fatturato consolidato spicca l’ottima performance del Minias (+7% sul 2003), un farmaco lanciato oltre venti anni fa e ancora leader nella categoria degli ipnoinducenti, davanti ad aziende del calibro di Pfizer e Sanofi-Aventis. Nel settore della Diagnostica per Immagini in evidenza la performance dei prodotti per la Risonanza Magnetica: + 20,1% sul 2003, mentre nel settore dei mezzi di contrasto per Raggi X l’Ultravist cresce del 6%. In Oncologia importante la crescita conseguita da Fludara (+14,7%), un farmaco indicato nella terapia della leucemia linfatica cronica. Risultati positivi nonostante negli ultimi anni, in Italia, le case farmaceutiche abbiano dovuto fare i conti con un panorama economico e politico non certo favorevole. Da un lato la crescita del Paese, ben al di sotto della media europea (+1,1%), il calo dello 0,4% della produzione industriale e del 2,1% degli investimenti lordi che testimoniano un preoccupante calo di competitività, dall’altro le diverse misure di contenimento della spesa farmaceutica pubblica che hanno reso complicato il lavoro dell’industria farmaceutica: la diminuzione dei prezzi dei prodotti rimborsati del 6,8% e la costituzione dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) che ha comportato dei ritardi negli adempimenti per l’introduzione nel mercato italiano di nuovi farmaci. Inoltre, coerentemente con le decisioni globali di concentrare gli sforzi distributivi e promozionali in 4 aree strategiche: Ginecologia/Andrologia, Oncologia, Diagnostica per Immagini e Terapeutici Specialistici, Schering Italia ha intrapreso un percorso di ottimizzazione dei costi e di aumento dell’efficienza organizzativa. Al di là dei buoni risultati, l’azienda è consapevole della necessità di investire costantemente in innovazione. Schering Italia partecipa allo sviluppo internazionale di un nuovo farmaco per il tumore del colon-retto, di cui si occuperà la Business Unit Oncologica appena creata. “Stiamo inoltre rispondendo alla crescente domanda di innovazione come nel caso della PET – spiega Liberatore – dove introdurremo un tracciante radioattivo, il FDG, il farmaco più comunemente utilizzato in questo esame”. Per distribuirlo in Italia è stata costituita una joint venture con la belga IBA: la nuova società ha preso il nome di Radio Isotopi Italia Srl.
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