domenica, 19 settembre 2021
Medinews
6 Febbraio 2006

“SCARSA FIDUCIA NELLA SANITA’ E POCHI SOLDI”. DONNE, SOLO UNA SU TRE FA PREVENZIONE

sez,453

Nasce O.N.Da, un Osservatorio nazionale per incentivare la ricerca sulle principali patologie che colpiscono l’universo femminile. Presentati i dati di un’indagine Eurisko sulla cultura della salute nel gentil sesso

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Roma, 6 febbraio 2006 – La salute è in cima alla lista delle loro priorità ma solo una donna su tre è attenta alla prevenzione e quel che è peggio il 20%, 1 su 5, non la segue per problemi economici. Più della metà (52%) non si sottopone nemmeno agli screening oncologici e quasi 7 su 10 evitano addirittura i controlli consigliati. La percentuale rimane bassa se la prevenzione riguarda il cuore (il 36%) e scende ulteriormente per le malattie a trasmissione sessuale e gli esami di controllo: in questo caso sono 8 donne su 10 a nascondere la testa sotto la sabbia. Il motivo? Oltre ai costi, il 30% delle intervistate teme di dover affrontare qualcosa di spiacevole. Sono alcuni dei dati emersi dall’indagine Eurisko condotta su un campione rappresentativo di 800 donne italiane, dai 18 ai 64 anni. Dati che sottolineano quanto la prevenzione non sia una priorità acquisita ma rimanga tuttora un buon proposito, soprattutto per quanto riguarda alcune patologie ritenute in passato appannaggio maschile, come quelle cardiovascolari. Infarto e ictus costituiscono invece le principali cause di morte anche per le donne. È importante quindi sensibilizzare la popolazione femminile sui possibili esami salvavita e investire in un cambiamento di cultura, che contribuisca a mutare la loro percezione di salute. La ricerca è stata diffusa oggi a Roma in occasione della presentazione di O.N.Da, l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna, fondato da Francesca Merzagora, da Alberto Costa, direttore della divisione di senologia della Fondazione Maugeri di Pavia e dal prof. Gilberto Corbellini, professore di bioetica e di storia della medicina all’Università la Sapienza di Roma. All’incontro hanno preso parte, oltre alla presidente di O.N.Da, Francesca Merzagora, il ministro delle Pari Opportunità, on. Stefania Prestigiacomo, la senatrice Laura Bianconi, il vice sindaco di Roma, Maria Pia Garavaglia. “Il nostro obiettivo prioritario – spiega Francesca Merzagora – è di promuovere la diffusione delle informazioni medico scientifiche e il ruolo sociale della donna nella valorizzazione della ricerca e nella scienza. Ancora oggi l’universo femminile è enormemente penalizzato: pochi studi clinici vedono protagoniste le donne e la stragrande maggioranza dei farmaci è testata su una popolazione maschile”.

Fortunatamente le donne italiane stanno abbastanza bene: 6 su 10 sono in buona salute, il 52% si ritiene in forma e in generale in linea con le aspettative (68%). Ritengono che la propria condizione non sia frutto della fortuna (16%) o della costituzione (20%), ma soprattutto dei comportamenti (32%). Eppure quando vengono chiamate ad occuparsi della propria salute solo il 31% fa prevenzione (soprattutto le giovani 18-34 anni), il 25% si cura solo in caso di malattie e il 7% non fa nulla in particolare. “Sembra quasi che le donne – sostiene Merzagora – si sentano immuni dalle malattie, rischiando così di perdere tempo prezioso di fronte a patologie come il tumore del seno, il tumore del collo dell’utero o le malattie cardiovascolari, dove la prevenzione è fondamentale. Anche per questo O.N.Da ha





già previsto cicli di conferenze su queste patologie per sensibilizzare la popolazione. L’Osservatorio intende inoltre realizzare un centro di documentazione per raccogliere i principali studi nazionali e internazionali sui temi della salute della donna”.
Ma la colpa di questo stato di cose – stando alle risposte – non è da attribuire tutta alle donne: il 64% dice infatti di avere difficoltà a sottoporsi a controlli medici, oltre il 40% per motivi oltremodo preoccupanti: per timore di perder tempo e per ragioni economiche. Anche il Servizio Sanitario Nazionale non esce benissimo dall’indagine, le lacune riscontrate dalle intervistate costringerebbero la persona ad appoggiarsi alla rete familiare per gestire i bisogni di salute (74%). Solo il 6% del campione dichiara di affidarsi esclusivamente al SSN per curare il proprio benessere.
Una situazione preoccupante, che impone una riflessione anche alle Istituzioni politiche. “Anche per questo la nascita di O.N.Da – afferma il Ministro Stefania Prestigiacomo – è un’iniziativa di grande rilievo, in quanto pone il tema specifico della salute della donna al centro di una attività di studio e documentazione che punta a promuovere la prevenzione delle principali patologie tipicamente femminili. Io credo ci sia bisogno oggi in Italia di riproporre con attenzione ed energia il tema della tutela della salute della donna come elemento chiave anche nel dibattito sulle politiche generali di sanità e prevenzione. L’Osservatorio è una risposta concreta a questa esigenza”.
Tornando alla ricerca Eurisko, è interessante notare come l’atteggiamento delle intervistate cambia se si parla della salute dei famigliari. La ricerca mette in luce una donna interamente dedita alla famiglia: il 70% è più preoccupata della condizione di marito e figli che della propria (49%). Le paure principali in questo caso sono i tumori (il 64% teme che ad ammalarsi sia un congiunto, mentre il 62% teme per sé) e le malattie cardiovascolari (rispettivamente 35 e 25%).
“Le italiane – è la conclusione della presidente di O.N.Da – hanno bisogno di sostegno, un supporto mirato che tenga conto del ruolo sempre più significativo delle donne nel mondo del lavoro da conciliare con gli impegni famigliari. Gli interventi dovrebbero puntare su più fronti: non solo campagne di sensibilizzazione ma anche sgravi fiscali e sostegno pubblico alla donna di famiglia”. “E’ molto importante – sostiene infine Gilberto Corbellini – capire a fondo gli atteggiamenti del mondo femminile nei riguardi dei temi legati alla salute, incluse le scelte di inizio e fine vita. E soprattutto i fattori che condizionano tali atteggiamenti. Tra gli obiettivi di O.N.Da vi è anche quello di migliorare la percezione della scienza e della medicina da parte delle donne, perché l’innovazione scientifica e tecnologica sono indispensabili per il progresso economico e sociale di un Paese”.
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