Medinews
2 Dicembre 2002

RUMORE ED ETA’, GLI ITALIANI SEMPRE PIU’ SORDI; A RISCHIO SOPRATTUTTO I GIOVANI E I BAMBINI

Allarme degli specialisti: il fenomeno viene sottovalutato da medici e Istituzioni
mentre le sordità cresce e rappresenta ormai il 30% di tutte le cause di invalidità.

Roma, 2 dicembre 2002 – Ancora un allarme per la salute dei cittadini, questa volta causato dell’inquinamento acustico. Dall’ultima ricerca Istat risulta infatti che sono 6 milioni gli italiani che soffrono di una riduzione, più o meno grave, delle capacità uditive causate non solo dall’aumento dell’età media ma soprattutto dall’inquinamento acustico, sia nell’ambiente (traffico, musica ad alto volume….) che sui luoghi di lavoro.

Un numero in crescita del 5% all’anno: ogni giorno 30 persone scoprono di avere problemi di udito. Da sola la sordità rappresenta il 30% di tutte le cause di invalidità. Nel nostro paese i bambini affetti da forme gravi sono 60mila. E ogni anno nascono dai 600 ai 1.200 bambini con questo problema. Ad avere bisogno del sostegno scolastico sono invece tra i 7 e gli 8mila bambini l’anno.
A tutto questo va aggiunto che la percentuale di coloro che riconoscono ed affrontano il problema è ancora molto bassa. Un terzo dei malati impiega ben tre anni prima di parlarne con il medico. Il 37% non è cosciente del problema, mentre del rimanente 63% il 30% non ha mai effettuato un controllo, pur sapendo di avere una ridotta capacità uditiva. Eppure nella stragrande maggioranza dei casi – il 71% – un valido aiuto potrebbe essere trovato nell’impiego di un apparecchio acustico di ultima generazione.

“L’esposizione quotidiana al rumore eccessivo sui luoghi di lavoro – spiega il prof. Ornello Vitali, ordinario di Satistica economica all’Università di Roma “La Sapienza” e Consigliere d’amministrazione Istat – è la causa primaria in molti casi di perdita uditiva nella popolazione in età lavorativa. Nel 2000 in Italia il 50% delle domande di riconoscimento di malattia professionale pervenute all’Inail riguardavano la sordità. Attualmente le persone colpite per cause di lavoro da riduzioni significative della capacità uditiva sono 2 milioni. Questi lavoratori hanno in genere una produttività più bassa. I costi sociali del mancato trattamento della patologia, soprattutto a causa della perdita di produttività, sono stimati in 92 miliardi di Euro all’anno nei paesi UE. L’altro fattore chiave è la dimensione raggiunta dall’inquinamento acustico nell’ambiente, che ha superato in molte città i limiti fissati dalla normativa vigente, incidendo negativamente sulla qualità di vita in ogni classe d’età. Secondo l’OMS i limiti del rumore vengono superati nell’80% delle città italiane durante il giorno e nel 98% durante la notte: 41 milioni di italiani sono interessati dall’inquinamento acustico. La fonte del rumore proviene per il 60% dal traffico stradale”.
“Anche se l’invecchiamento gioca un ruolo significativo – aggiunge il dr. Ovidio Brignoli, vicepresidente della Simg, la Società Italiana di Medicina generale – va tenuto presente che la nostra capacità uditiva peggiora a partire dai 30/40 anni. L’esposizione prolungata alla musica ad alto volume (stereo, walkman, discoteche, concerti rock) gioca un ruolo significativo. La metà dei giovani infatti dichiara di avere problemi d’udito dopo tali attività. Non solo. Esposizioni prolungate al rumore possono causare tachicardia, variazione della pressione arteriosa e della capacità respiratoria, gastriti, nausea, alterazioni del campo visivo e della trasmissione degli impulsi nervosi. Ci sono poi gli effetti psicologici, tutt’altro che trascurabili, che possono rendere difficile la comunicazione, generare aggressività, emicrania, capogiri, inappetenza, difficoltà di concentrazione”.
Sarà dunque fondamentale per il futuro intervenire con decisione perché i livelli di rumore siano controllati e venga fatta rispettare le legge. Ma di fronte ad un possibile sintomo di sordità è fondamentale che il paziente si rivolga al medico. Nella stragrande maggioranza dei casi, infatti, è possibile risolvere quasi completamente il problema con l’impiego di un apparecchio acustico digitale, che ha risolto tutti i limiti dei vecchi e grossi apparecchi di una volta. I nuovi apparecchi, che vengono posizionati interamente nel canale uditivo, sono stati sviluppati con un sistema multi-canale di riduzione del rumore e un microfono direzionale adattativo, superando in questo modo alcune delle limitazioni tipiche dei precedenti apparecchi acustici. La qualità di questi apparecchi è così paragonabile a quella delle immagini e dei suoni riprodotta dai televisori digitali. Da questo punto di vista è possibile parlare di un approccio realmente innovativo al problema perché i portatori di apparecchi acustici possono sentire ciò che vedono. E’ la possibilità di avere un udito ad alta definizione, tecnologicamente e qualitativamente superiore.
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