venerdì, 4 dicembre 2020
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31 Gennaio 2006

RITA LEVI MONTALCINI: “L’ITALIA HA COMPETENZE MA NON LE VALORIZZA. GOLGI DIVENTI UN ESEMPIO PER TUTTI I GIOVANI”

E’ partito ieri da Brescia il ciclo di manifestazioni per celebrare il primo secolo del Nobel italiano per la medicina

Brescia, 31 gennaio 2006 – “L’Italia è un Paese dalle grandi potenzialità, ma oggi vive un momento di crisi di valori. Ha le competenze, ma non le valorizza; ha una grande ricchezza, che sono i giovani, ma deve offrire loro modelli credibili e capaci di far comprendere l’importanza della ricerca a 360° contro le grandi malattie. Un pianeta nel quale i nove decimi della popolazione vive in condizioni disumane, dopo secoli di colonialismo. Camillo Golgi rappresenta perciò oggi un concreto modello da seguire: uomo di scienza che ha rivoluzionato la medicina, ha compiuto ricerche scientifiche in settori diversi, è stato un uomo pubblico, impegnato nel sociale. Una figura che deve essere presa come esempio per rilanciare l’Italia, dove forte si sente l’assenza di connessione fra ricerca, innovazione e impresa”.
Con queste parole, Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la Medicina nel 1986 ha esordito a Brescia nella prima manifestazione del centenario golgiano, organizzata per celebrare il secolo dall’assegnazione a Camillo Golgi del primo Nobel per la medicina italiano. La Montalcini è intervenuta al convegno “La ricerca biomedica in Italia” tenuto nella sala conferenze della Banca Lombarda, sponsor delle iniziative cittadine, alla presenza del prof. Enrico Garaci, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità. Garaci ha confermato come nel nostro Paese i problemi legati alla ricerca non manchino, soprattutto legati agli scarsi finanziamenti e al numero limitato di ricercatori che scelgono di non emigrare. “Ma questo quadro non deve farci cadere in equivoco: il numero di pubblicazioni italiane sulle principali riviste internazionali è in linea con quello degli altri Paesi e, per fortuna, vi sono esempi di grande livello come gli studi sul vaccino contro l’Aids giunto alla fase uno sull’uomo, l’accordo Italia-Usa sulla proteomica. E qualcosa sta cambiando – ha sottolineato Garaci – come confermano i finanziamenti decisi in finanziaria, la possibilità di assegnare il 5 per mille alla ricerca e le nuove norme sui brevetti”.

Camillo Golgi è stato il primo ricercatore italiano a ottenere, esattamente 100 anni fa, il premio Nobel per la medicina. L’unico ancora oggi ad aggiudicarsi il prestigioso riconoscimento per studi condotti interamente in Italia. Camillo Golgi (1843-1926), brillante scienziato bresciano, ideatore della “reazione nera” che ha aperto gli studi sul sistema nervoso cerebrale, dell’apparato cellulare che porta il suo nome e della “legge” sulla malaria, viene celebrato con numerose iniziative per tutto il 2006, ribattezzato “centenario golgiano”. L’Anno Golgiano è stato inaugurato ufficialmente nei dicembre scorso nella Sala dei Presidenti del Senato alla presenza, fra gli altri, del sottosegretario alla Salute Maria Elisabetta Alberti Casellati e dal Presidente della Commissione Sanità del Senato, Antonio Tomassini.
Le mostre, i convegni, i dibattiti previsti mirano a rilanciare non solo il nome e il ruolo dello scienziato ma anche ciò che simboleggia, la ricerca. “Il centenario golgiano – commenta Sergio Pecorelli, a nome della Fondazione Golgi che, con le università di Pavia e di Brescia, promuovono il progetto – vuole celebrare anche tutti gli uomini e le donne che decidono di seguire le sue orme nonostante le difficoltà attuali della ricerca nel nostro Paese, favorendo il ritorno dei cervelli italiani attualmente sparsi nei laboratori di mezzo mondo”.

Il convegno di oggi sulla ricerca biomedica in Italia con la partecipazione di Enrico Garaci e del Nobel Rita Levi Montalcini ha aperto il ciclo di incontri, cui seguiranno un convegno sulla editoria scientifica, un simposio, condotto dal prof. Giampiero Carosi, direttore della Cattedra di Malattie Infettive e Tropicali dell’Università di Brescia, sul ruolo di Camillo Golgi nella cura della malaria, un incontro internazionale sulla storia delle neuroscienze. E ancora, l’11° congresso internazionale di neurooncologia e il convegno “La tradizione scientifica italiana nel mondo: il caso Golgi” presso l’Ambasciata italiana a Washington.
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