Medinews
30 Marzo 2007

RICERCA CLINICA INDIPENDENTE, PARTE LA PRIMA SCUOLA ITALIANA

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Il prof. Ferrari: “Rispondiamo a un’esigenza della comunità internazionale”. Il rettore Bianchi: “Si colmerà una lacuna formando manager per la gestione di studi clinici”

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Roma, 14 marzo 2007 – Formare una figura di professionista, innovativa per il nostro paese: il manager esperto nell’ideazione, progettazione, gestione di studi clinici. E’ l’obiettivo della prima Scuola italiana di Ricerca Clinica ed Epidemiologica, i cui corsi inizieranno ufficialmente domani presso l’Università di Ferrara. Una iniziativa formativa prestigiosa che arriva a colmare una lacuna non solo italiana. “Creare questa Scuola nel nostro Paese – spiega infatti il direttore della Scuola, il prof. Roberto Ferrari, Presidente eletto della Società Europea di Cardiologia e Direttore della Clinica Cardiologica dell’Università di Ferrara – risponde a una precisa esigenza della comunità europea. Nel vecchio continente la ricerca clinica ed epidemiologica è in difficoltà perché le nuove tecnologie e le limitate risorse economiche impediscono ai medici di stare al passo. È fondamentale quindi che i sanitari che operano al letto del paziente mantengano uno stretto legame con i laboratori: nei centri in cui si fa buona ricerca si offre anche una buona assistenza. Spesso il clinico non conosce le regole della ricerca, per questo c’è bisogno di figure con nuove competenze.”

Non è un caso che questa scuola nasca a Ferrara, dove ha sede una delle Università più dinamiche del nostro Paese. L’ateneo romagnolo è stato recentemente indicato dal Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario come l’università leader della valorizzazione, cioè di quelle attività di trasferimento tecnologico, di brevettazione, di creazione d’impresa che discendono direttamente dalla ricerca di base. “In Italia esiste una buona ricerca di base – commenta il prof. Patrizio Bianchi, Rettore dell’Università degli Studi di Ferrara e Presidente della Fondazione CRUI, Conferenza dei Rettori delle Università Italiane – ma siamo ancora carenti nel passaggio fondamentale in cui la ricerca di base diventa ricerca applicata e sviluppo industriale. Ecco il perchè della Scuola, ed ecco perchè proprio a Ferrara”. La scuola, rivolta a laureati in medicina ma anche biologia, chimica, farmacia o ingegneria, dura due anni e prevede 800 ore di lezione frontale e 800 ore di tirocinio pratico. È divisa in quattro indirizzi specialistici: oncologia, cardiologia, dermatologia e pneumologia. Nel prossimo futuro saranno inoltre attivati training introduttivi alla ricerca, corsi di alta formazione e corsi monotematici specialistici ed avanzati rivolti, fra gli altri, a research and development managers, direttori medici o di marketing, operatori dei Comitati di Etica. Numerosi gli sbocchi possibili per i nuovi professionisti: centri di ricerca di dipartimenti universitari, aziende ospedaliere, strutture sanitarie pubbliche private, società scientifiche, agenzie regolatorie, ma anche industrie farmaceutiche e Clinical Reserach Organisation (CRO) private e pubbliche.
Per lo sviluppo della ricerca clinica indipendente è fondamentale il coinvolgimento, a fianco dell’università, di imprese e Istituzioni. “Questo è uno dei temi chiave per lo sviluppo dell’intero Paese – continua il Rettore Bianchi – per questo crediamo, e lo stiamo dimostrando nei fatti, che la convergenza debba essere a tre. Il mondo della ricerca e in particolare l’università come prima rete. Poi le imprese, non solo quelle italiane ma tutte quelle presenti sul mercato globale, perchè si torni a guardare all’Italia come a un luogo in cui fare sviluppo. Infine, le istituzioni che nel settore medico sono un importante elemento di garanzia, non solo per l’utente finale, il cittadino, ma anche per l’investitore stesso”. Uno dei punti di forza dell’iniziativa formativa è proprio la partnership con prestigiosi gruppi italiani riconosciuti a livello internazionale per l’eccellenza dell’attività di ricerca. La scuola, infatti, è frutto di una collaborazione fra Università di Ferrara IUSS 1391, Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), Centro Studi dell’Associazione nazionale dei Cardiologi Ospedalieri (A.M.N.C.O.), Consorzio Mario Negri Sud, San Matteo e IRCCS S. Maugeri di Pavia, IEO di Milano e Università di Modena. “L’Agenzia Italiana del farmaco ha un interesse diretto allo sviluppo di iniziative per la promozione della qualità della ricerca clinica – conferma il dr. Giuseppe Traversa, responsabile dell’Ufficio Ricerca e Sviluppo – corsi di specializzazione e master universitari, quali la “Scuola di ricerca clinica ed epidemiologica” dell’Università di Ferrara, rappresentano un aspetto importante di questa strategia. Il ruolo e il contributo dell’AIFA non è solo concedere un patrocinio ma anche mettere a disposizione, all’interno di iniziative qualificate e che mantengano il carattere non profit, le competenze acquisite nei diversi settori della ricerca clinica”. Di alto profilo anche i sostenitori economici del progetto, fra cui Farmindustria, banche e gruppi privati che operano in ambito sanitario a dimostrare quanto è ampio e trasversale l’interesse a creare una rete nazionale di ricercatori clinici indipendenti. “Questa Scuola è un esempio illuminato di iniziativa culturale intelligente che si prefigge lo scopo di formare nuovi professionisti in grado di affrontare la complessità della ricerca farmaceutica – commenta Emilio Stefanelli, Vice-Presidente di Farmindustria –. Per questo abbiamo contribuito con convinzione e con la certezza di sostenere un valido progetto finalizzato alla promozione della ricerca clinica nel nostro Paese”. “Crediamo molto nelle potenzialità di questa Scuola – conclude Bernard Millet, amministratore di Servier Italia – ed abbiamo voluto sostenerla per contribuire al successo di una iniziativa originale e senza eguali in Europa ed essere parte attiva in un progetto di alto profilo nello sviluppo della Ricerca Clinica in Italia”.
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