Nella Regione sono terminati i fondi e alcuni malati non possono accedere alle cure. È necessaria subito una deroga alla Circolare n.19879 per la prescrizione dei farmaci biologici
23 dicembre 2025 – Nella Regione Marche si segnalano gravi problemi nel reperire farmaci per il trattamento di gravi malattie reumatologiche. È quanto denunciano ANMAR (Associazione Nazionale Malati Reumatici), AMaR Marche (Associazione Malati Reumatici delle Marche) e l’Osservatorio CAPIRE in seguito ad alcuni articoli pubblicati sulla stampa locale. Si segnalano, infatti, storie di pazienti a cui i medici non sono stati in grado di prescrivere terapie, perché la Regione ha terminato i fondi. “E’ un problema che emerge ciclicamente, specialmente a fine anno quando si tirano le somme del bilancio – sottolinea Stella Rosi Presidente AMaR Marche -. Le nuove disposizioni relative alle modalità di prescrizione dei farmaci biologici contenute nella Circolare dell’ARS Marche n.19879 del 30 ottobre 2025 mettono tutti i pazienti in trattamento a rischio di interruzione terapeutica. La nostra Associazione ha avuto un primo incontro con la Direttrice dell’Agenzia Regionale Sanitaria (ARS) Marche e con la Dirigente del Settore Assistenza farmaceutica. Nell’occasione sono state segnalate gravi criticità e disagi che le norme della circolare causano ai pazienti. L’ARS sta valutando la possibilità di attuare una deroga per i farmaci biologici. Ci auspichiamo, per il bene di tutti i pazienti, che questa possibilità venga subito presa in considerazione. Abbiamo anche ribadito l’urgenza di attivare un Tavolo Tecnico Regionale in ambito reumatologico che deve porsi, tra gli altri, l’obiettivo di efficientare la spesa farmaceutica. Infine, vogliamo ricordare ancora una volta ai pazienti che i centri prescrittori non hanno alcuna responsabilità e possono solo adeguarsi alla recente direttiva”.
“Quelle reumatologiche sono patologie cronico-degenerative altamente invalidanti che comprendono molte malattie diverse fra loro – conclude Silvia Tonolo, Presidente Nazionale ANMAR -. La maggior parte delle persone che ne soffre ha un’età compresa tra i 45 e 64 anni e quindi sono uomini e donne nel pieno dell’età lavorativa. Molto spesso sono colpiti anche i bambini e gli adolescenti. Il venir meno della continuità terapeutica porta quasi sempre ad un peggioramento delle condizioni di salute del singolo malato e produce ulteriori difficoltà in termini di sostenibilità della spesa sanitaria, visto l’aumentare dei costi di malattia e ricovero. Auspichiamo quindi un veloce ripensamento da parte dei decisori regionali che devono sempre tenere in considerazione in primis la tutela del diritto alla salute e solo secondariamente le logiche di bilancio”.