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13 Aprile 2012

RETE ONCOLOGICA DEL LAZIO, LE CURE MIGLIORI IN OGNI CENTRO. L’OBIETTIVO: “RIDURRE DEL 30% LE LISTE DI ATTESA IN DUE ANNI”

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Roma, 28 marzo 2012 – Il prof. Cognetti, coordinatore del progetto: “Con criteri condivisi e un reale collegamento è possibile ridurre i disservizi, assistere al meglio e contenere i costi”. Ogni 12 mesi 34.000 nuovi casi

Assicurare un accesso uniforme dei pazienti colpiti da tumore in tutti i centri del Lazio, offrendo loro la migliore qualità e innovazione nelle prestazioni, nella diagnosi e nella cura. È l’obiettivo dei 30 gruppi interdisciplinari, formati da 300 esperti, che hanno stilato un documento con 20 linee guida suddivise per patologia. La pubblicazione viene presentata oggi in un convegno nazionale a Roma all’Istituto Tumori Regina Elena, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri. “È dimostrato – sottolinea il prof. Francesco Cognetti, coordinatore scientifico del progetto e direttore dell’Oncologia Medica del Regina Elena – che l’appropriatezza delle prestazioni mediche può significativamente influenzare i risultati dei trattamenti oncologici, le possibilità di sopravvivenza dei pazienti e la loro qualità di vita. Vogliamo ridurre le liste di attesa del 30% nei prossimi 24 mesi e individuare i centri di eccellenza in grado di offrire un servizio sanitario certificato di assoluto livello”. Il documento sarà ora consegnato al governatore Polverini perché diventi uno strumento operativo, di confronto e di pianificazione. Ogni anno nel Lazio si registrano 34.000 nuovi casi di tumore e 16.000 decessi. E sono 216.000 le persone che vivono nella Regione con una diagnosi di cancro. Il documento è il primo atto della Rete Oncologica del Lazio (ROL), istituita nel luglio 2011. Essenziale il ruolo delle Università nell’implementazione del network oncologico. “Il valore della rete – spiega il prof. Luigi Frati, Rettore della ‘Sapienza’ di Roma – è quello di creare una stretta sinergia fra le strutture oncologiche del territorio, anche le più piccole, in modo da coordinare l’approccio diagnostico e terapeutico e mettere a disposizione di tutti i cittadini le tecnologie più sofisticate presenti nei centri più grandi”.

“L’obiettivo finale di tale pubblicazione – afferma il prof. Rocco Bellantone, Preside della Facoltà di Medicina della Cattolica di Roma – è anche quello di produrre indicazioni delle dotazioni strutturali, tecnologiche, di expertise ed organizzative che dovranno essere presenti in ciascuna unità ospedaliera ai fini dell’accreditamento ad eseguire diagnosi e terapia in ogni patologia. I documenti saranno quindi estremamente utili ai fini della stesura dei piani strutturali e dei percorsi terapeutici nell’ambito delle quattro Macroaree di cui si compone la Rete Oncologica Regionale”. Il progetto prevede misure di verifica, per disporre di una mappa chiara anche delle liste di attesa e della loro evoluzione nel tempo, a livello delle singole Istituzioni ospedaliere e dell’intera Regione Lazio. “In caso di riscontro di non appropriatezza da parte delle Commissioni di controllo – continua il prof. Cognetti -, le Istituzioni potranno prevedere ulteriori meccanismi di verifica ed eventuali provvedimenti sanzionatori, come l’abbattimento dei rimborsi o la temporanea sospensione dell’accreditamento”. “L’adeguamento ai criteri uniformi stabiliti dalle linee guida del documento – conclude il prof. Renato Lauro, Rettore dell’Università ‘Tor Vergata’ – deve diffondersi, pur in relazione alle potenzialità tecnologiche, strutturali e di qualificazione del personale dei singoli centri, a tutte le strutture del Servizio Sanitario Regionale che, in assenza di indicazioni e raccomandazioni da utilizzare nella pratica clinica da parte delle autorità sanitarie centrali, potrebbero invece produrre prestazioni disomogenee e non in linea con i migliori standard riconosciuti a livello internazionale”.

Fabrizio Fiorelli

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