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10 Novembre 2004

PSORIASI: NUOVE TERAPIE MIGLIORANO LA QUALITÀ DI VITAATTIVATO UN NUMERO VERDE CONTRO I PREGIUDIZI

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Roma, 10 novembre 2004 – La psoriasi oggi fa meno paura: i progressi della ricerca stano portando anche in Italia alla disponibilità di nuove terapie comprese quelle biologiche per i 2 milioni e mezzo di italiani che soffrono di questa malattia. Innovative, con minori effetti collaterali ed efficaci con poche somministrazioni: una volta alla settimana o addirittura una volta la mese. “Oggi – commenta il prof. Alberto Giannetti, presidente nazionale della Società italiana di Dermatologia (SIDeMast) possiamo dare ai nostri pazienti reali possibilità di miglioramento del quadro clinico”.
Ma molto resta ancora da fare, soprattutto per vincere lo stigma contro una malattia che colpisce in gran parte in giovane età. “Nel 75% dei casi – spiega il dott. Mauro Picardo, direttore scientifico dell’Istituto Dermatologico San Gallicano di Roma – la psoriasi colpisce sotto i 40 anni e peggiora con l’avanzare dell’età. Creando devastanti problemi di rapporto col mondo esterno. Proprio in quest’ottica è stato istituito dalla Sidemast il numero verde sulla psoriasi e le più malattie dermatologiche. Il numero 800.764.670 è attivo fa oggi dalle 13 alle 17 di ogni giorno feriale. Gli operatori forniranno informazioni sulla malattia, sulla prevenzione, sugli stili di vita, e le principali terapie, oltre ai nominatavi degli specialisti e dei centri dove chiedere un consulto.

“La psoriasi – spiega il prof. Sergio Chimenti, direttore della clinica dermatologica dell’università Tor Vergata di Roma – si manifesta in diverse forme, volgare, guttata, ungueale, eritrodermica e pustolosa e viene identificata prima di tutto dalle lesioni eritemato-squamose che si presentano con un andamento cronico recidivante”. “La genetica gioca un ruolo importante nel suo insorgere – aggiunge – numerosi studi rilevano infatti come la malattia insorga in persone geneticamente predisposte, e circa il 60% dei pazienti riferisce una storia della malattia tra i parenti di primo grado (genitori, fratelli, figli)”. Ma la genetica da sola non basta a spiegare il suo insorgere. Concorrono altri fattori ambientali scatenanti, i più importanti dei quali sono le infezioni (soprattutto batteriche), alcuni farmaci, e i traumi cutanei”. Questa condizione appare figlia dei nostri tempi “È associata infatti – spiega Giannetti – ad alcuni stili di vita tipici della società industriale: obesità, consumo di alcool e il fumo di sigaretta sono infatti associati ad una più elevato rischio di malattia. Non solo, anche eventi stressanti che producono effetti soprattutto sul sesso femminile. “Sono infatti le donne – sottolinea Picardo – che reagiscono allo stress quotidiano con manifestazioni somatiche. Un recente studio sembra mettere in luce ad esempio come sia il sesso femminile a evidenziare più sintomi legati alla psoriasi”.
Per curare la malattia oggi si ricorre a terapie topiche, fisiche e sistemiche, scelte sulla base della gravità della malattia. “Molte di queste terapie – specifica Chimenti – devono essere seguite tutta la vita, condizionando la qualità di vita dei pazienti. Nei casi più gravi, inoltre, gli effetti collaterali associati ai trattamenti, soprattutto nel lungo periodo, possono essere significativi”. Le nuove terapie biologiche hanno in questo senso una marcia in più: non solo risultano più efficaci, ma migliorano la qualità di vita di chi colpito dalla malattia è costretto a seguire trattamenti ad hoc per l’intera esistenza. Proprio perché queste terapie devono essere seguite per prolungati periodi di tempo è necessario compiere un passo in più per verificare l’efficacia e soprattutto la sicurezza di queste nuove molecole anche nel lungo periodo. Si tratta di una sfida che l’associazione dei dermatologi e il governo nella figura dell’Agenzia del Farmaco hanno deciso di affrontare dando vita a un progetto importante, lo Psocare. “Si tratta -spiega il prof. Picardo – di un progetto programmato a favore del paziente, una garanzia della sicurezza di queste nuove terapie.
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